sabato, 21 ottobre 2006

 

www.linodigianni.it    foto fatte da una mia corsista, Ornella, in Ladakh

link a notizie sul Ladakh

linodigianni alle 12:07 in:
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lunedì, 16 ottobre 2006

Per arrivare in tempo
sono partito che non era (ora)
forse il giorno prima, di qualche mese .

Mi aspettavi fuori, con la macchina accesa
mi hai detto solo un attimo, che passo in lavanderia.

(Scusa il ritardo, lo so che è tanti anni che aspetti)
mi ricordo da piccoli
ci siamo stretti forte, gli occhi più del pianto
la bocca come se corresse

"Quando saremo grandi
ricordiamoci il morso sul braccio
non cresceremo mai, veramente
e forse ci sposeremo"

(Ah, quanti giorni hai cantato alla luna
dicendo sono un gufo reale)

Per arrivare in tempo
ho colto una rosa del deserto
nel battito di ciglia
di una ragazza intimidita,
sotto il velo ancora latte berbero
e datteri in cammino.

Per arrivare in tempo
ti ho vista nascere
ti ho accompagnata a scuola
aspettando che diventassi la maestra

Ora apro il quaderno, mi siedo vicino al banco
ti scrivo queste poche righe, sperando che mi interroghi

Grazie ( che non sei cresciuta)
e riconosci le grida
dei cortili che ci inventammo.


linodigianni alle 22:18 in: poesie, poesia, poesie mie, scrittura
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mercoledì, 11 ottobre 2006
(Per parlare scelse
un linguaggio scarno.
Poche parole bastavano,
qualche sorriso, e poi guardare sempre un po' oltre)

Una signora mi ha detto, guardi che ha le scarpe slacciate
toh, mi son detto, allora non siamo ancora del tutto invisibili

Una allieva doveva partire, alle 2 di notte
ma prima mi porta un libro con dedica
di un suo scritto che le han pubblicato
e tutti a guardarla, nella classe
per convincersi che si
era proprio lei, che scriveva
e adesso viaggiava con te
se aprivi il libro alla pagina sua.

Per parlare scelgo
un linguaggio scarno.
Poche parole bastano,
qualche sorriso, e poi guardare
sempre lì davanti
per vedere l'invisibile.

La mamma che si porta Matis di 13 mesi,
la signora albanese che si mangia le parole( e si vede
che è abituata a far tutto di fretta).
La ragazza del Senegal
che non dice le doppie, faceva marketing a Parigi.

L'insegnante di inglese, brasiliana, che parla con me dei libri
del suo paese e dei film italiani visti

La biologa polacca che impara la lingua
come mettesse reagenti nelle parole

Poi, in altre classi
italiani che si fanno, dopo il lavoro
tre ore e mezzo di informatica con me.

con tutte queste persone che aspettano,
che chiedono, che vengono,
mi sento sempre come una foglia in ruscello,
(anse, strettoie,
ma anche il giro lungo del mare.)


(per te che fai giri piu lunghi
nei pianeti del sistema solare
e quando ridete in classe
si scuotono tutti gli anelli di Saturno,
per empatia:-)(un bacio a Geremia)
linodigianni alle 22:06 in: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, racconti miei
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giovedì, 05 ottobre 2006

Geremia (il cane più astuto che ci sia)(


cliccare sulla scritta o sulla foto, per leggere la storia,neh:-)

linodigianni alle 22:08 in: scrittura, racconti miei
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lunedì, 02 ottobre 2006



"Purtroppo è scientificamente dimostrato che la mancanza d’intelligenza sia ereditaria e, dunque, contagiosa. Vogliamo che i nostri cittadini non si mischino con questa gente".
(Un ufficiale della dogana statunitense in Nuovomondo)

Nuovomondo, di Emanuele Crialese

Il film è sostanzialmente strutturato in tre parti, tre atti diversificati tra loro dall’ambientazione: la prima, in terra sicula, che offre più di un richiamo alla precedente opera di Crialese; la seconda, sulla nave "negriera" che trasporta gli italiani in terra straniera; e la terza sul suolo statunitense. La storia è quella dell’immigrazione tutta italiana, quella d’inizio Novecento in cui la Terra dell’Abbondanza era il sogno di un mondo migliore, dove nessuno era povero e la natura offriva a chi la lavorava una tale messe di prodotti da star bene per una, se non due, vite/generazioni

Bello, non retorico, da vedere assolutamente.Con invenzioni di tecniche di ripresa

linodigianni alle 11:23 in:
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