mercoledì, 31 gennaio 2007
Si cercò spiccioli in tasca
per pagare
trovò solo parole
in lingue sconosciute
ne scartò qualcuna e
strinse gli occhi
in due piccoli archi:
le navi del Bosforo.
abecedario in costruzione qui
domenica, 28 gennaio 2007

Abecedario
in costruzione qui
" Diego Lopez compiva quattro anni e quella mattina gli saltava nel petto l'allegria, l'allegria era una pulce che saltava su una rana che saltava su un canguro che saltava su una molla, mentre le strade volavano nel vento e il vento sferzava le finestre.Diego abbracciò la nonna Gloria e, in segreto, all'orecchio, le ordinò: " Dai, entriamo nel vento". E la trascinò via dalla casa.
Eduardo Galeano Le labbra del tempo
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sabato, 27 gennaio 2007
27 gennaio: Giorno della Memoria Da cinque anni nel corso su storia e fotografia che conduco presso lo IED di Torino,
propongo a fine percorso una riflessione ai miei studenti, chiedendo di indicare a loro parere quale
potrebbe essere l'immagine fotografica più significativa per rappresentare il Novecento (facendo
anche riferimento a un lavoro che conduco sulla cosiddetta memoria dei volti), partendo dalle
riflessioni di Susan Sontag degli anni Settanta (v. in part. il suo saggio Sulla fotografia) che
indicava come l'immagine del bambino con la mani alzate del ghetto di Varsavia, che penso tutti noi
conosciamo, fosse per lei e la sua generazione in particolare la fotografia simbolo del secolo appena
concluso. Progressivamente ho osservato una tendenza da parte degli studenti che andava verso il
rifiuto di utilizzare immagini forti, violente, ma anche simboliche per leggere il Novecento come
secolo in cui l'unicità della Shoah ha avuto un peso determinante. Una delle motivazioni addotte sta
proprio, a parer loro, nell'eccesso di investimento di immagini, parole, letture, testi, su tale
argomento, che porterebbe a una sorta di distacco da esso e a un rifiuto più o meno esplicito di
affrontare tali temi, perché troppo invasivi. Un pericolo e un rischio da tener conto e sul quale
vorrei che si riflettesse. Quella generazione è stata investita forse di troppe immagini, e troppi
stimoli su quell'evento, caricato anche in modo fortemente e prevalentemente emotivo, e il rifiuto,
più o meno consapevole, è stata la reazione più evidente.
Occorre a mio parere ut ilizzare la memoria prevalentemente come atto narrante, perché c'è
bisogno di racconto, di narrazione oggi più che mai.
Perché come affermano sia Paul Ricoeur che
Maria Zambrano, da punti di vista differenti, attraverso il ricordo impariamo ad abitare il mondo.
Già negli anni Venti Walter Benjamin ci ammoniva sulla progressiva scomparsa della figura del
narratore, e sul costante e implacabile affievolirsi della capacità narrativa, che è ancor presente
oggi, seppur in maniera ridotta, in alcuni testimoni che possiamo definire "privilegiati". Ma il loro
ricordo, la loro memoria, la modalità narrativa scelta, deve essere mediata attraverso un lavoro
rigoroso sulle fonti, che ritengo vada fatto e proposto prima di intraprendere i viaggi di cui stiamo
parlando, in modo tale che i ragazzi arrivino preparati nell'affrontare tal esperienza così forte e
potente. Ritengo inoltre che in molti casi troppo presto i ragazzi affrontano questi viaggi, che a mio
parere non dovrebbero essere proposti negli anni della scuola media inferiore, ma solo
successivamente. Si è verificata una sorta di inflazione di proposte in tal senso nelle scuole medie
inferiori. E' un fardello troppo pesante per loro - ho avuto modo di verificarlo anche con mio figlio -
, che spesso non sono in grado di reggere e sopportare. Troppo spesso si organizzano gite
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scolastiche in città europee in cui si inserisce una visita a un lager, fatta peraltro un po' in fretta,
senza nessuna o con pochissima preparazione precedente in classe, mediata e proposta dagli
insegnanti. Lo spaesamento, il rifiuto, il disagio che talora emerge anche attraverso la distrazione
dei ragazzi durante le visite, non possono che essere le reazioni dei ragazzi di fronte a tale impatto
che questi luoghi suscitano, che deve essere, lo ripeto, appropriatamente preparato in precedenza.
Personalmente ritengo che quando si entra in quei luoghi c'è bisogno di fare silenzio, di
usare altre categorie di lettura, di cogliere come afferma James Hillman, l'anima dei luoghi,
Abitare il mondo, di Marcella Filippa (Fondazione Vera Nocentini, Torino) [PDF 13 Kb.]
In occasione dellle celebrazioni del Giorno della Memoria 2007, mettiamo a disposizione gli atti del seminario svoltosi a Torino il 19/01/2006
- Piccoli consigli a chi si mette in viaggio, di Alberto Cavaglion (Istituto Storico della Resistenza, Torino) [PDF 14 Kb.]
- Il testimone e il luogo nella didattica della Shoah, di Alessandra Chiappano (INSMLI, Milano) [PDF 33 Kb.]
- Abitare il mondo, di Marcella Filippa (Fondazione Vera Nocentini, Torino) [PDF 13 Kb.]
- La formazione degli insegnanti e degli educatori, di Roberta Gibertoni (Associazione Pro Forma, Carpi) [PDF 16 Kb.]
- Prima del viaggio, di Gabriella Cremaschi (Fondazione Serughetti La Porta, Bergamo) - Daniele Rocchetti (ANED, Bergamo) [PDF 18 Kb.]
- Un treno per Auschwitz, di Silvia Mantovani (Fondazione Fossoli, Carpi) [PDF 10 Kb.]
- Imparare e insegnare la Shoah. Percorso formativo per insegnanti, di Marta Baiardi (Istituto Storico della Resistenza, Firenze) [PDF 29 Kb.]
- Gabriele Hammermann (collaboratrice scientifica del Museo KZ Gedänkstätte, Dachau)
- Bruno Maida, (Università di Torino)
- Lucio Monaco, (Liceo Scientifico Majorana, Moncalieri)
- Luciana Ziruolo, (Istituto storico della Resistenza di Alessandria)
| » Incontri, seminari, giornate di studio, mostre: |
» Pubblicazioni: |
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- Atti del seminario: "Viaggiare informàti". I viaggi di studio nei campi di concentramento: dubbi, certezze, opinioni a confronto" (Torino, 2006).
- Mercoledì 17 gennaio alle ore 17, presso la Sala conferenze Istoreto (3° piano) Via del Carmine 13 - Torino presentazione del volume I Giusti e la memoria del bene, a cura di Antonia Grasselli e Sante Moletta.
Interventi di Antonia Grasselli e di Alberto Cavaglion.
- Domenica 24 gennaio ore 21, presso il Circolo dei lettori, prima assoluta del concerto Le variazioni Reinach, riduzione e adattamento del romanzo di Filippo Tuena Le variazioni Reinach (Rizzoli) a cura di Carlo Roncaglia e Emiliano Poddi.
» Materiali:
- Strumenti Rapporto generale della Commissione Anselmi (Aprile 2001).
- Percorso bibliografico ragionato sul Giorno della Memoria per bambini e ragazzi e insegnanti [PDF].
A cura di Lucia Tringali, Librotondo, Genova
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- Mercoledì 10 gennaio 2007 alle ore 18, presso la COMUNITÀ EBRAICA di TORINO in Piazzetta Primo Levi 12, presentazione degli atti del convegno Dal buio del sottosuolo: Poesia e Lager a cura di Alberto Cavaglion.
:: Scheda bibliografica del volume ::
NOTA. Mettiamo inoltre a disposizione dei lettori il testo [PDF] della relazione introduttiva al convegno svolta dal prof. Pier Vincenzo Mengaldo (Università di Padova) e il testo [PDF] della prof.ssa Daniela Amsallem (Università di Chambéry).
- Traduzione dall'ebraico del libro La storia della nonna bambina (Ha-Sippur shel Savtà Yaldà) di Susanne Raweh e Dafna Schonwald.
- Presentazioni del volume 38/45. Una guida per la Memoria. Luoghi della guerra e della resistenza nella provincia di Torino :
:: Lunedì 22 gennaio 2007 ore 17.00, presso il nostro istituto
:: Sabato 27 gennaio 2007 ore 15.00, presso l'Ecomuseo della Resistenza, Viale Italia 1 - COAZZE
- Banca dati “Donne della Deportazione piemontese”. Il lavoro, condotto da Barbara Berruti e Lucio Monaco sulle biografie e le testimonianze delle 27 deportate piemontesi sarà disponibile in rete in occasione della ricorrenza dell'8 marzo 2007.
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giornata della memoria 2007, news, segnalazioni
giovedì, 25 gennaio 2007
Bylam Roza, Ero una Rosa.
Ero una Rosa
Un tempo ero una rosa per il tuo cuore,
un tempo ero una tua rosa
oggi sono una spina
mentre mi osservi
non una donna.
Dio mi dà
Dio mi toglie
Una volta ero una rosa,
ma adesso non lo sono.
Di tanto in tanto è come se sentissi
ancora che passi attraverso la mia porta
Amore
Di tanto in tanto anche se so che non ne ho il diritto
Perchè non sono tua più.
Ma sul mio tetto di nuovo un nido rinasceva
le rondini tornano al nido
Ed io sognavo che di nuovo fossimo qui
Ritorna amore
Dio mi dà
Dio mi toglie
Una volta ero una rosa
Ma adesso non lo sono.
Di tanto in tanto è come se sentissi
ancora che passi attraverso la mia porta
Amore
Di tanto in tanto anche se so che non ne ho il diritto
Perchè non sono tua più.
Una volta ero una rosa,
ma non lo sono adesso.
Byłam różą
Kiedyś byłam różą dla twojego serca
Kiedyś byłam różą twoją
Cierniem jestem dziś
Gdy się przyglądasz mi
Nie kobietą
Bóg mi daje
Bóg mi odbiera
Kiedyś różą byłam
Lecz nie jestem teraz
Od czasu do czasu jakbym słyszała nadal
Jak przechodzisz przez mój próg
Miły
Od czasu do czasu choć wiem że nie mam prawa
Bo nie jestem twoja już
A na moim dachu gniazdo znów ożyło
Do domu bociany wróciły
A ja śniłam znów że jak one tu
Wrócisz miły
Bóg mi daje
Bóg mi odbiera
Kiedyś różą byłam
Lecz nie jestem teraz
Od czasu do czasu jakbym słyszała nadal
Jak przechodzisz przez mój próg
Miły
Od czasu do czasu choć wiem że nie mam prawa
Bo nie jestem twoja już
Kiedyś różą byłam
Lecz nie jestem teraz
mercoledì, 24 gennaio 2007
Vennero in tanti,
ciascuno con passo agile.
Allegri, ma circospetti.
Seppelirono la volpe,
ma la tana , dov'era?
Neri, colorati,
dietro il funerale
si passarono dell'acqua.
Svuotando le gote,
suonarono le trombe.
Il pentolino sul fuoco traboccò,
(il postino nascose la lettera di sfratto)
A Restituta, brillarono gli occhi,
arrrotolandosi una drum-cigaret,
tirò su per le mutande la piccola Vayolet:
Al funerale di Ryszard , ancora una volta
suo cugino Erodoto era arrivato in ritardo.
(lino di gianni)
«Ognuno di noi immagina in modo diverso la mappa del mondo. Ci sono la mappa del bambino e quella dell'adulto. Quella del tibetano che non ha mai lasciato i monti natii e quella dell'abitante di Manhattan, serrato tra i canyon della sua città .Ryszard Kapuscinski
giovedì, 18 gennaio 2007
le sei di questa mattina, buio
alle sette : 30 km di tangenziale- spettri in carapaci d'acciaio
la radio dice che rigoni stern, il sergente sulla neve, ancora si indigna per la base concessa aVicenza- grazie
ore 8, fai le fotocopie, prepara i piatti per i clienti della trattoria
clienti da tutto il mondo, non pagano niente
pratichiamo il baratto, io spiego un po' d'italiano
loro mi regalano parole portate dai loro viaggi
alle 8,30 arriva Cuba, gentile, sorridente
sposato marito italiano
si segna tutto nel libro
e si arrabbia che trova difficile parlare italiano dopo un mese o due che è qui
alle 9 la signora della francia, infermiera per disabili
madre e figlio dalla colombia,
la ragazza polacca laureata in lingua
la ragazza iraniana da 8 mesi in Italia,
la signora russa da cinque anni in Italia.
Alcune hanno figli di 5 anni, vogliono imparare bene anche per parlare con loro.
Io gioco a prendere in giro il figlio 15enne colombiano, che ha sonno.
Alle undici scappo per andare in bagno, chè gia arriva
il gruppo del livello alto:
Portogallo, Polonia, Germania, Senegal
Leggiamo e correggiamo testi scritti da loro
qualcuno già pubblicato in libri
Faremo anche un gruppo di lettura di libri collettivo
a Marzo: italiani e stranieri, in bibioteca, sarà una bella avventura.
Ho un quarto d'ora di tempo, all'una, per
trasferrirmi in macchina, 10 km piu in giu.
Dalla scuola media superiore passo alla scuola media
dove 12 corsisti italiani dai 30 ai 70 anni
studiano informatica con me( e hanno fatto anche i loro blog
e unblog collettivo)
In questo mese di Gennaio, si sono improvvisamente messi tutti a chiedere di piu
Io son contento, ma anche un po' esausto.
Ore 15, compro i biglietti, domani si prende il treno
alle 16, finalmente posso mangiare :-)
ps. una signora che viene a lezione di informatica,
mi ha detto, sai che vado a trovare Zanzotto a casa sua, domani?
Vedi un po, gli incontri dei blog..
mercoledì, 17 gennaio 2007
- Anne Tyler, Turista per caso (TEA)
E' il libro che mi ha fatto decidere di diventare romanziere. C’è tutto quel che volevo ci fosse in un libro: mi ha fatto ridere e appassionare ed era complesso ma nello stesso tempo scritto con semplicità.
- Jonathan Lethem, La fortezza della solitudine (Tropea)
E’ uno dei rari romanzi che ti fanno pensare che dovessero essere scritti; anzi, è uno di quei romanzi che trattano un tema così fondamentale che sembra impossibile non sia stato scritto prima. (…) E’ un libro triste, bellissimo, ardito, poetico e definitivo.
domenica, 14 gennaio 2007

il primo suo libro, l'amore molesto, mi era piaciuto, ma mi aveva anche infastidito.
Come se mi sentissi, io maschio,lettore -tenuto ai margini.
Nei giorni dell'abbondono, scritto dopo dieci anni, la scrittura si era fatta
piu ariosa, i coltelli delle frasi affilati al punto giusto, la guida
verso gli omicidi simbolici(del marito, della madre, di sè stessa)piu certa
Ma è stato con la frantumaglia( che ho letto prima dei giorni dell'abbandono)
che questa scrittrice mi ha trascinato nell'antro della sua stregoneria.
Una scrittura da negromante, potente, dolorosa come quella della Morante di Menzogna e sortilegio.
L'ultimo libro di Elena Ferrante, La figlia oscura, edizioni E/o
è un libro basato sulla suggestione del gorgo,
sull'incanto del volgere gli occhi verso La Medusa.
Un libro necessario, fastidioso e attraente, che non si può smettere di leggere,
anche dopo chiuso, anche quando è finito.
ps. Il finale non è, a mio parere, all'altezza del resto del libro
( Grazie, Lam, del regalo)
domenica, 07 gennaio 2007

Mise la gobba contro il temporale
lui, bambino di gambe storte
sciolse il soffione al vento
tenendo due pietre e una lumaca
in tasca
(occhi che mangiano neve
e vincotto,tira su col naso
scappa prima che arrivino
i mobili da comprare
la mucca da ingravidare)
Allora sentiamo,gli dissero
hai imparato che andar soldato
ti renderà uomo, che poi potrai
cascar tra le gambe d'una donna
senza sentir la porta
della cantina buia?
(mani che addomesticano
finocchio selvatico
rucola nella schiena
non dormivo mai,neanche nel sonno)
signor mio, non so cosa ho imparato
quello che a mente
sapevo raccontare
è un cerchio che si chiude:
prima,dal silenzio,forzarmi alla grammatica di un sorriso
ora, sottraggo peso
pietre e invidio la lumaca