Nell'insterstizio dell'abside
in una ragnatela dimenticata,
preceduto dal lento
pellegrino tessitore,
un raggio fece luccicare
per la prima volta, in quella giornata
l'ironia negli occhi del sagrestano.
Anche per oggi
il vino sarebbe bastato
per tutte le incombenze
e i pani e i pesci di tutti
sarebbero stati rievocati.
Nel blu dei suoi occhi
si sciolsero i ghiacciai
le montagne divennero massa critica
e il latte irruppe
insieme al sorriso di Abdul,
chierichetto imprestato da Allah.
La leggenda dei monti naviganti- Paolo Rumiz -Feltrinelli- euro 18 prima edizione marzo 2007
" Lontano dai luoghi della finzione e del frastuono, ho attraversato a volte una soglia invisibile e scoperto luoghi dello spirito: eremi. fonti, santuari, boschi millenari, a volte semplici toponimi.Un libro raro..trovato per caso. Lo segnalo come un regalo, segreto, da comunicare
di bocca in bocca. Non è per tutti.
Ma per qualcuno che incontra finalmente il mare in montagna
e i marinai sulle alpi.E le barche che navigano sui fianchi delle montagne.( I Battelli, praticamente..:-)
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2007, regia dei fratelli Taviani
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recensione da film-up: La masseria delle allodole dei fratelli Taviani, tratto dall'omonimo romanzo di Antonia Arslan, è il primo film che affronti direttamente e a viso aperto il genocidio. Ararat, di Atom Egoyan, che pure aveva richiami evidenti alla vicenda storica faceva un operazione molto raffinata, parlando dell'instabilità dei concetti di memoria storica e di passato, di vero e falso. Nella masseria abbiamo invece un approccio diretto, in cui vengono mostrate le fasi dell'eccidio ed il suo impatto sulla popolazione armena e turca. Non tutti i turchi sono presentati come perpetratori dello sterminio, ed anzi possiamo vedere diverse sfumature: il fanatico, il collaborazionista entusiasta, l'ufficiale che deve seguire gli ordini ed il dubbioso, incredulo di fronte a tanta violenza. La responsabilità del resto viene attribuita unicamente ai Giovani Turchi. continua

Sradicato l'albero dedicato a Peppino Impastato.
Palermo. A Termini Imerese ignoti hanno sradicato
il piccolo albero piantato nelle scorse settimane
in ricordo di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia
a Cinisi, il 9 Maggio del 1978.
Accanto, una scritta con vernice blu, viva la mafia.
Intendo qui moltiplicare virtualmente quell'albero,
perchè i luoghi della memoria
aumentino di numero e siano impossibili da sradicare.
Sarebbe bello che si moltiplicassero...
http://www.peppinoimpastato.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato
![]()
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=2196&ext=_big.wmv
Poesie di Peppino Impastato
Passeggio per i campi
con il cuore sospeso
nel sole.
Il pensiero,
avvolto a spirale,
ricerca il cuore
della nebbia.
Nubi di fiato rappreso
s'addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.