martedì, 29 maggio 2007, ore 15:45

 
24/5/2007 Ero un bambino soldato
L'Africa, la guerra, la fuga. Il diario di Ishmael Beah
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Ho visto il giovane autore di questo libro, un ex soldato bambino,Ishmael Beah,
nella trasmissione televisiva "Che tempo che fa".
Ho letto il suo libro "Memorie di un soldato bambino".
edizioni Neri Pozza.pgg 250 Euro 15,50
Nonostante la traduzione appesantisca , le emozioni
dure bucano la pagina.
Come si fa a trasformare dei bambini/ ragazzi in pericolosi Killers?
La parte su come avviene il recupero nella comunità è forse descritta in termini
molto rapidi,ma provoca comunque rabbia, commozione, indignazione.

Alcune pagine del libro, sono riportate questa settimana dalla rivista
Internazionale. La consiglio come rivista, per capire la necessità di
leggere l'intero libro e interessarsi della questione dei bambini - soldato.

segnalo questo sitohttp://www.progettorwanda.org/index.asp

linodigianni
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categoria : scrittura

domenica, 27 maggio 2007, ore 07:48

 

 

 

From: CinebrividoBalkan
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ROMEO -
 Stanotte ho fatto un sogno.
 
MERCUZIO -
 Be’, anch’io.
 
ROMEO -
 Davvero. E che cosa hai sognato?
 
MERCUZIO -
 Che quelli che sognano spesso soggiacciono…
 
ROMEO -
 Che soggiacciono! Giacciono. A dormire.
Sognando cose vere.
 
MERCUZIO -
 Ah, ho capito:
stanotte ti ha visitato in sogno la regina Mab.()
 
ROMEO -
 Regina Mab? Chi diavolo è?
 
MERCUZIO -
 La signora del regno delle fate;()
e si presenta sempre in una forma
non più grossa d’una pietruzza d’agata
al dito indice di un assessore;()
viaggia su un equipaggio trainato
da una muta di piccoli esserini,
e si posa sul naso di chi dorme;
i raggi delle ruote di quel traino
sono formati da zampe di ragno,
il mantice dalle ali di locuste,
le briglie da sottili filamenti
d’esili ragnatele; i pettorali
dai rugiadosi raggi della luna;
la frusta ha il manico d’osso di grillo
e la sferza d’un filo sottilissimo;
il cocchiere, a cassetta, è un moscerino
tutto grigio-vestito, non più grande
della metà d’uno di quei vermetti
che si tolgono fuori con lo spillo
dal dito d’una pigra fanciulletta;
il cocchio è un guscio cavo di nocciola
lavorato così da uno scoiattolo
falegname o da qualche vecchio tarlo;
sono loro i carrozzieri delle fate
l’uno e l’altro, da tempo immemorabile.
In questo modo, Mab va cavalcando,
la notte, per i cervelli degli amanti,
e allora questi sognano l’amore;
o per le rotule dei cortigiani
 
  che sognano subito salamelecchi;
o sulle dita di uomini di legge
che sognano subito laute parcelle;
talvolta sulle labbra delle dame,
e queste sognano d’esser baciate,
e spesso sulle loro labbra Mab
irritata dai loro fiati guasti
per i troppi dolci, lascia delle pustole.
Talvolta anche galoppa su per il naso
d’un sollecitatore di favori
a pagamento, e quello, allora, in sogno,
sente l’odore d’una petizione;
talvolta va a solleticare il naso
col crine d’un porcello della decima,
ad un prevosto e quello allora sogna
un altro beneficio parrocchiale.
Talora passa con il suo equipaggio
sul collo d’un soldato militare,
e allora questi sogna a tutto spiano
di tagliar gole di nemici,
brecce, imboscate, lame di Toledo,
brindisi con bicchieri senza fondo;
poi, d’improvviso, gli rulla all’orecchio
il tamburo e lui salta su di botto,
si sveglia, e dopo avere smoccolato
per la paura un paio di bestemmie,
se ne ricade giù, morto di sonno.
È quella stessa Mab che nella notte
intreccia le criniere dei cavalli
e fa dei loro crini arruffati,
unti e bisunti, dei magici nodi
che a districarli portano disgrazia.
È lei che…
 
linodigianni
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categoria : poesie, poesia, teatro

mercoledì, 23 maggio 2007, ore 21:48

Da una pagina di Bereshit Rabba

Il chiasso di tre cose
va per il mondo sopra oceani, nevi,
terre di siccità e risaie:
e nessuna membrana dell'udito
lo cattura, il chiasso di tre cose.
Il chiasso del sole che va per il cielo,
il chiasso della pioggia
quando il vento la stacca dalle nuvole
e il chiasso dell'anima
da un corpo che la sputa

Opere sull'acqua e altre poesie
Erri de luca Einaudi

linodigianni

lunedì, 21 maggio 2007, ore 08:34

695

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero


d'un infinito di mari
non visitati da riva -
il mare stesso al mare fosse riva -
questo è l'eternità

As if the Sea should part
And show a furter Sea -
And that - a further - and the Three
But a presumption be -

Of Periods of Seas -
Unvisited of Shores -
Themselves the Verge of Seas to be -
Eternity - is Those

"Tutte le poesie" Emily Dickinson
Meridiani Mondadori trad Marisa Bulgheroni

linodigianni
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categoria : poesie, poesia

domenica, 20 maggio 2007, ore 16:21

alla fiera del libro di Torino:
compravi 3 libri della casa editrice e/o,
e ti facevano il 20% di sconto e ti regalavano pure
un libro:
questo,era uno dei regali.
Si fa leggere, ma niente di speciale,neh.
Pero' mi rimane la curiosità di leggerne qualcuno dove
c'è l'investrice che ha inventato..

 
Cattivo sangue
Sandra Scoppettone
Collana: Dal Mondo
Sottocollana: Le Rose Nere
Area geografica: Letteratura degli Stati Uniti
Traduzione: Claudia Valeria Letizia
ISBN: 88-7641-723-0
Pagine: 336
Data di pubblicazione: giugno 2006
 
Euro 16,50
Tutte le detective della Scoppettone, di Silvana Mazzocchi
La Repubblica - Almanacco dei Libri
03 giugno 2006

Ci vuole coraggio per cambiare pelle a una serie fortunata che garantisce da anni sostanziosi diritti d’autore e indiscussa popolarità. Sandra Scoppettone, la scrittrice italoamericana che ha inventato Lauren Laurano, la celebre detective privata gay protagonista di numerosi romanzi ambientati nel cuore di New York, questo coraggio l’ha avuto e, improvvisamente, ha cambiato peronaggio chiave e location ai suoi gialli.

Così, in Cattivo sangue l’investigatrice non è più Lauren (il personaggio modellato a immagine e somiglianza di se stessa e della sua giovanissima partner) ma Lucia Dove, sceriffo della Contea e bella donna eterosessuale che vive e lavora non più nella Grande Mela bensì nel profondo Sud degli Usa, a Jefferson, Virginia.

Continua

linodigianni
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sabato, 19 maggio 2007, ore 10:27

Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
Amara Lakhous    edizioni E/O  Pagine: 192
Data di pubblicazione: marzo 2006
  Euro 12,00 
 
Si legge  facilmente, in modo piacevole e scorrevole.
Alcune buone trovate per denunciare le tante verità che i diversi personaggi pensano di avere.
Consigliato come vaccinazione contro il razzismo forcaiolo montante.
Bello il linguaggio popolare scelto.
Si vede come si abiti una lingua
 RECENSIONI SULLA STAMPA

 

21 maggio 2007
Incontro di civiltà con Amara Lakhous
 Lunedì 21 Maggio 2007 alle ore 16.30 si svolgerà a Roma, presso il Centro Studi Americani, il II° Convegno Annuale “Literature and Intercultural Dialogue” dal titolo "Incontro di civiltà: scrittori musulmani in Italia e negli Usa".

L’evento avrà luogo presso la sede del Centro Studi Americani in Via M. Caetani, 32, Roma, dove autori musulmani americani ed italiani condivideranno le loro esperienze e le loro impressioni sull’integrazione in società a maggioranza non musulmane. Quali difficoltà affrontano i musulmani nel vivere l’Islam in una condizione di minoranza? In società che hanno stereotipato la religione islamica, associandola a Jihad e terrorismo?

Ne discutono Amara Lakhous, autore del libro Scontro di Civiltà per un Ascensore a Piazza Vittorio, algerino di nascita e residente a Roma dal 1995, lavora nel campo dell’immigrazione e svolge attività di interprete, traduttore e mediatore culturale, l’indiano-americana Samina Ali, autrice di Madras on Rainy Days; Reza Aslan, scrittore di origine iraniana (No god but God), analista sul Medio Oriente per la CBS e ricercatore presso il Centro di Public Diplomacy della University of Southern California e l’iracheno Younis Tawfik, presidente del centro culturale italo-arabo Dar al Hikma di Torino (La Straniera ed Il Profugo).
Il convegno sarà introdotto da Farah Pandith, Senior Adviser to the State Department's Bureau of European Affairs on Muslim engagement, e Karim Mezran direttore esecutivo del Centro Studi Americani. Presiede Giancarlo Bosetti, direttore di Reset.

 

 

linodigianni
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venerdì, 18 maggio 2007, ore 17:24

clicca per ingrandire

Ho visto per strada una donna che
tendeva la mano, mentre la figlia
giocava lì vicino

Qualcuno dava qualcosa, la giovane
ringraziava.La figlia si fermava, un momento
poi girava la bambola,
punendola per la disubbidienza.

Finalmente era entrata in Europa,
la zingara rumena rifiutata in Patria.
Sua figlia, magari, da grande,
avrebbe avuto casa, marito e lavoro.Pensava.

Ho visto che chiamava l'altro piccolo;
Daniel, con la fisarmonica e uno sguardo
rapace. L'uomo con le stampelle
mi ha fatto pensare che tutte le disgrazie
erano successe per loro.

Ma chi può dire, stando fuori
quel che passa per la testa,
quando vuoi solo scappare ?

Ho visto un televisore, nel negozio
un paio d'occhiali sopra la faccia d'un ricco famoso
un figlio che sbaglia i congiuntivi
e la quantità di coca da tirare.

Ah, se dessero il foglio di via
alle persone più giuste,
e tenessimo la musica, la dolcezza
di nuvole in viaggio in forma bambina.

linodigianni

giovedì, 17 maggio 2007, ore 06:01

 

Mexican Migrant Worker

This picture shows a Mexican migrant farm worker. The photograph was taken in 1937 by Dorothea Lange. Dorothea took a large number of photographs documenting the poverty of the Dust Bowl and Great Depression.  

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From: bobby4000
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linodigianni
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mercoledì, 09 maggio 2007, ore 22:15





Se non,  avessi.

Quando scappammo,
per finire dentro il buio dei poliziotti.
Bastonati, scambiati per altri.

Quando incantati, eravamo pifferaio e topi e Hamlin la nostra meta.

Non andammo in India, evitammo bande, soldi o eroina.
Da Cristo no, aveva già traslocato.

Volarono le nuove streghe, e i riccioli si fecero più stretti
Iniziava la rincorsa lunga, dietro il vicolo chiuso le milano da bere.

E intanto, insieme alle lucciole, ne perdemmo il cantòre,
chi aveva sentito prima la merda dell’omologazione.

Se non, avessi

sentito l’umido dell’ombra nelle case in costruzione
la terra grassa  l’erba,  i piedi
e le gole senza fiato nell’ultimo buio del campetto di pallone.

Avevi la febbre, dopo, diciannove anni,
e lavorai per pagare il dopo.
Non ci fu più innocenza, lungo il Po.
Ti piantai artigli nottetempo.

Il volo di una piuma
quante giravolte può fare ?

Seguita a guardare
cammina barcollando.
Giovane donna dei Navajo.

Incontra l'acqua
il vento, i sogni e le mani del rabdomante.


linodigianni

martedì, 08 maggio 2007, ore 10:19

TOTAL DENIAL
Rifiuto totale
Milena Kaneva

Rifiuto totale racconta un processo storico: 15 abitanti di villaggi della giungla birmana denunciano al tribunale americano una prominente compagnia petrolifera per violazione dei diritti umani. Dopo 10 anni di feroci battaglie legali, l’impossibile vittoria. Milena Kaneva segue per cinque anni gli abusi inflitti alla popolazione: l’esercito birmano, assoldato dalle compagnie petrolifere, schiavizza la popolazione locale, incendia villaggi, violenta donne, tortura e uccide portatori.locali Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini costretti a nascondersi nella giungla, sono l’immagine triste di un muto genocidio. È anche la storia di Ka Hsaw Wa, uno dei leader del movimento democratico studentesco in Birmania nel 1988. Costretto a nascondersi nella giungla per più di 7 anni, nel 1995 insieme alla cofondatrice della Earth Rights International, Katie Redfort, sua futura moglie, porta la causa senza precedenti al tribunale americano.

Milena Kaneva, nasce a Rousse in Bulgaria, studia recitazione all’accademia teatrale e cinematografica di Sofia. Nel 1987 emigra in Italia, dove collabora come giornalista e produttrice con diverse agenzie. Ha girato reportage in numerosi paesi nel mondo. L’esclusiva intervista al premio Nobel Aung San Suu Kyi, costretto dalla dittatura militare agli arresti domiciliari, la lega per sempre alla Birmania. Nel 2000 il primo documentario lungo metraggio da lei prodotto The Initiation sulla mutilazione genitale femminile nel Mali, vince il primo premio al Festival dei Due Mondi. Rifiuto totale è insignito del premio speciale per i diritti umani Vaclav Havel del One World Festival di Praga nel 2006.

This film recounts the story of a mass legal action: 15 inhabitants of a Burmese jungle village brought mass legal action against a major oil company accusing the firm of violating human rights. The 10-year court battle ended in a nearly unimaginable victory for the villagers. It is also the story of Ka Hsaw Wa, one the leaders of the Burmese democracy movement since 1988. Sought by the police also in Thailand, he hid in the jungle for over 7 years, collecting evidence on thousands of crimes. Burned villages, raped women, tortured men. A silent genocide, supported by the army and financed by the oil producers Total and Unocal.

Milkena Kaneva (Rousse, Bulgaria) studied acting at the Sofia Theater and Film Academy. After coming to Italy in 1987, she began working as a journalist and producer, with reportage covering Eastern Europe, Africa and South American. In 2000 she debuted with the documen-tary, The Initiation.Festival e premi/Festivals and AwardsOne World Festival 2006, Prague: Special Prize for Human Rights

 

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linodigianni
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