Stato d'allerta per il servizio regionale di Agrigento del dipartimento regionale della protezione civile a seguito dell'arrivo delle undici salme di extracomunitari annegati nel canale di Sicilia.
Se potessi, amore mio
Tamburini di latta-
che segnano il passo
inneggiando alla luna.
(Il gatto miagola , la civetta ritarda)
Se potessi, amore mio
L'annunciamento sarebbe riportato:
non undici annegati
ma uomini uno ad uno.
Tamburini di latta, tornatevene al paese
non rifugiati, nè solo dispersi
Alla tivù l'han detto, il radar ha avvistato.
Se potessi, amore mio
cuccioli e bambini
messi su aquiloni
dirigerebbero dall'alto
segnalando il raduno.
Ah, il fiume Carsico della guerra
che nemmeno sottoterra svela le verità
La morta gora assonnata,
affogherà, inter-na-zio-na-le
nova , uma-nità.
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9.
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Brossura | 170 pagine | Nottetempo | 2006
Prezzo di copertina: Euro 12,00
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Mm, poche pagine, scritte a lettere grosse.Dodici euro,un libro deve valere, se no cerchi altro.
50 mila copie in Francia.Mm. non vuol dire.
(Ma non è un best seller di quelli che valgono niente)
Bella scrittura, bella storia, due personaggi che cominciano ad abitarti: la nonna e il Reduce.
Ho aspettato di sentirla parlare, questa scrittrice, alla Fiera del Libro, per vedere se potevo fidarmi.
Si, è brava. Autentica. Ha saputo dar voce narrante a memorie che cosi son diventate persone che abbiamo incontrato.
Cercatelo, leggetelo. Poi, ditemi.(su qualche casa di libri on line fanno pure il 20% di sconto)
"Ma torniamo al suo racconto.Non smetta di immaginare.Non è matta.
Mai più creda a chi le dice questa cosa ingiusta e malvagia. Scriva" pg 119 Mal di pietre
Milena Agus è nata a Genova da genitori sardi e vive a Cagliari, dove insegna italiano e storia in un istituto superiore tecnico-professionale
Noi,
che fummo uniti dal caso,
dalla voglia e dal concepimento:
presepio laico, orto coltivato.
Ridemmo insieme.
E questo , puo' bastare.
Noi,
che non ci fu amore, rispetto, tenerezza
anche se non picchiasti mai, i tuoi figli.
Fui io a fermarti le forbici
in gola alla tua sposa.
Pure,mi sciolgo a nutrimento.
Noi, che non ti vediamo
andare in giro, comprare,parlare
stai fermo appeso a una scritta
e ti accontenti di passaggi furtivi.
Creammo una casa, anche grazie a Te
come si piantano le patate, le cipolle
e si mangiano, poi, insieme.
Anche per questo, scorriamo
nello stesso senso dell'acqua.
Non nostalgia, non rimpianto.
Forse coltivare terra, per altri frutti.
* Domani, dopo domani
parole tipicamente pugliesi, termini di origine greca, "crai", al posto di domani
http://www.italiadonna.it/public/percorsi/02014/pugliad.htm
Che ridere, se tu lo sapessi
i banchi di quelli che vendono
in piazza, a Cambridge,
sono come il tuo.
Non avresti potuto leggere Il Bardo
(magari saresti stato tra la folla,
all'epoca)
O fuori, dietro
dove cagavano i cavalli,
per non pagare.
Mi raccontavi sempre quel sogno,
che facevi da piccolo:
una bambina con la faccia delle olive
che si metteva al collo
galleggianti di reti color del vino.
E poi entrava in acqua,
a spandere le reti,
cogliere grano
e soffiare aria verso
un cielo che stava a fondo
E io ti ascoltavo, incantato
e credevo" foss ouero":
bambino, sdraiato sotto il banco
nel caldo della contro-ora,
a guardare il fondo,
nelle gambe delle donne, lì in alto.
* Il polipo innamorato
poesia, poesie, poesie mie, scrittura
Il Piccolo Carro quaggiù non si vede
anche gli uccelli preferiscono altrove.
Il braccio meccanico di Hans,
contro gli assalti dell'imbianchino folle
s'è smarrito nella Biblioteca di Luis
unico amico un cane
Primo continua ad affinare i baffi
alle mosche, e noi che giriamo sue pagine
lo teniamo in vita sui margini delle scale
L'Idiota non entra a salutare
nessuno con le sue verità di condanna
e l'attuale presidente cintura nera
annulla Anna che ha osato parlare
Mangio insalata e leggo libri a due alla volta,
e Romeo è di Santo Domingo
e Giulietta si nega: invano sei mesi dall'Iran
per imparare la parte.
Massì, chiudiamola la recita. Così è, se vi pare.
(Bitte Keine Reklam)
Che fra mille spine che si disseccano,
per troppo realismo
sia rimasta una pianta (tenera)
sguardo di cielo ombroso, erba tagliata
con falci affilate.
Che fra le molte tasche io cerchi il Babaciu
che fa ridere e piangere
che scaccia la Baba-Jaga
dalle steppe russe.
Eco fortunosa
scampata ai naufragi.
Stella marina
gorgoglia
nel fondale dell'onda.