Sono state pubblicate le raccolte di poesie
e sono disponibili in rete, in forma di e-book,
"In levare" di Massimo La Spina
"Le parole nostre" di Teréz Marosi
su
FEACI POESIA
www.feaciedizioni.it
"Può darsi che non ti sia necessario
notte;
dall'abisso dell'universo
come la conchiglia senza perle
sono stato tratto dalla tua riva."
La conchiglia e altre poesie
di Mandel'stam Osip
Perché per scrivere, c’è bisogno di notte
per sopravvivere, dell’inizio del giorno.
A pensarci bene, è veramente poca cosa
quattro lettere in croce
per correre insieme un paio di isolati.
Quando a me
restano quartieri ,
solai alti, scantinati.
A rovistare nei miei cassetti, rinuncio.
Attendo poche gocce, evase
levità d’aria fuggita
dalla fissità dei viaggi
con le suture nette
di chi lascia amici .
Ne sento il corpo e l’ombra
definisco vesti e consistenza :
chiedono
avvolgono
segnano.
Capisci perché ti cerco gli occhi
per scacciare
notturne fauci
in forma di gelo ?
Va bene, apriamo insieme
un mandarino.
Non è il momento ,
non è atteso.
Irrompe sole
a carta vetro.
Così, così, così.
Lino Di Gianni

Vorrei ringraziare molto la mia amica Zena ( colfavoredellenebbie )
per questo suo grosso e spontaneo regalo .
E' una prefazione alla seconda raccolta di mie "poesie**",
" Le Temps des Cerises "
a cui le FeaciEdizioni hanno generosamente ri-dato ospitalità
dopo la prima raccolta pubblicata " Un 'occasione di vento "
Uno dei casi in cui la quarta di copertina,
vale più del contenuto.
" È tanto fondata nel vivere e nell’aver vissuto, la poesia di Lino Di Gianni, da sembrare di volta in volta una panchina, un banco del mercato, oscillante fra stoffe e pesci, un’aula o una cucina, dove basta uno strofinaccio pulito per fare tavola e tovaglia.
Una casa, soprattutto.
Perché, lì, gli spazi si contraggono, fino a tener vicini i tempi e le presenze.
Perché, lì, gli oggetti si prestano i fumi e i pensieri: in forma d’immagine pellegrina che fa dire, altrove, di occhi,/ caldi/ come patate cotte sotto la cenere.
Perché, lì, i viaggi scelgono la forma e hanno lunghezze e transiti d’amore: tavola, divano, letto.
Leggere la poesia di Lino Di Gianni, allora, trova il senso e la via dei gesti quotidiani: come tagliare il pane, incontrare il suo interno forzandone passaggi/ le difese.
Si esce puliti e leggeri: niente è in vendita, niente appare.
Dentro le piccole vite nelle casseruole, la parola trova un nitore essenziale. La sua verità."
Zena Roncada
Grazie tante anche a Giovanni Monasteri ( Proteus )
della redazione FeaciEdizioni
per le sue parole di apprezzamento:
[...Una scrittura appassionata, ironica, affamata, onnivora, che sembra voglia inglobare tutti i momenti della vita. Un linguaggio piano e friendly, con qualche deciso sussulto
espressionistico, qualche dissacratoria asperità e improvvise acutezze liriche...
Il tutto è di una grande vivacità... ]
Giovanni Monasteri
Grazie molte, infine a chi legge e a chi lascia il suo commento.
La spazio più reale, di una ricerca di parole, credo sia
quello delle sintonie casuali che innesca.
** per casi come le mie scritture, non parlerei di poesia
ma di ricerca di parole.
Sono state pubblicate le raccolte di poesie
e sono disponibili in rete, in forma di e-book,
"In levare" di Massimo La Spina
"Le parole nostre" di Teréz Marosi
su
FEACI POESIA
www.feaciedizioni.it
Gattàre.
In queste mattine intiepidite
penso a tre cose, dentro un frastuono.
Ho poche energie,
e bastano appena
per fronteggiare gli obblighi.
Per il di più, dipende.
( Ruoto nel mulinello ).
Più che lo sguardo veggente,
è calzar scarpe,
usando quelle sfatte.
Altri portano fuori il cane,
facendo i 5 piani.
Io sorveglio le parole
gattàre diffidenti.
In quella stanza per te, rivolta ad Oriente
zufoli sempre le stesse armonie.
(Ciascuno di noi,
prega ?)
L'energia, lo sguardo
e le parole
bastano appena.
Per il di più,
dipende.
24 ottobre 2007
questionari, tabulati
Non so leggere Bandi,
partecipar concorsi.
penso allo sparire delle varietà
dei semi.
Necessità
di capire di più sui terreni.
le pagine di giornale incartate )
dalle cime di rapa
o le Mazze di Tamburo.
Non mi piacciono
i Tartufi.
di olio o di frizioni,
nè pastiglie dei freni.
far sopravvivere
il bosco della festa:
il pungitopo, la pervinca e la convallaria,
il sambuco, il nocciolo, e il bosso.
così come una sola pianta
di elleboro
Tagliar l'erba
nel sottopancia della notte,
a fare la strada in macchina, anzitempo.
Il basto del cielo
si alleggerisce, mi fermo.
Una stella ( Unica, imbarazzante
nel lattecagliato)
Le ansie mi portano
a essere la cucitrice
di Vermeer, buona solo a fare gli orli
in un tempo dentro un quadro.
Fortuna che il telegrafo che tengo
sulle ginocchia
ogni tanto mi consegna dispacci
sui flauti che suonano,
sui bambini che cercano i Maya,
sugli zufoli della Pitela di Elia.
ps. per qualcuno interessato
" Io devo andare,padre,devo. Ora.
Non importa se avrò le gambe spezzate.
I miei occhi raccoglieranno tutto dentro.
Mio cucchiaio , acqua nera.
Madre, volerò."
(dal discorso di Gia-neT, prima di..)
Gia-ne-T non so se ha 20 o 40 anni
si nasconde se le viene da ridere.
Forse una vergogna.
Ha occhi bui e siepi
Tra e me lei ci scambiamo segni
G,gatto-dico io
Non so se ci troveremo al ponte.
Ora sembra
un Griot nella savana,
I suoi 6 anni,
restituiti, un po'.
dalle 14 alle 19
Arrivo molto prima, mi preparo le schede, divise per livello
( indispensabili per la mia sopravvivenza fisica, se no mi picchiano)
Entrano alcune donne straniere dell'anno scorso.Secondo livello.
Devono prendere i figli che escono da scuola alle 16,30 - sono contente
di ritrovarsi, di studiare, di sentirsi molto più preparate delllo scorso anno.
Parlano bene, in italiano, tra loro e sono diventate amiche
(vengono dalla Russia, Ucraina, Francia, Polonia, Portogallo,Cuba, Senegal, Marocco,Germania)
A dirle così, le nazioni da cui provengono, non dice niente.
Per me, sono viaggi che devo inziare per traghettare ciascuna di loro
in una" No Man' s Land" dove introdurre lingue
e codici di mediazione .Se no il gruppo non regge.
Dopo che ti conosci da un anno, è più facile -per me e per loro.
Sono corsi gratuiti, statali ( le vecchie 150 ore) a iscrizione e frequenza liberi.
Il che vuol dire che se qualcosa non convince, non vengono più.
(Ma se tornano, ciascuno diventa sempre più esigente
(per esempio adesso vogliono la certificazione universitaria di Siena,
la Cils, a cui dovrei prepararli).
POi ci sono le persone nuove da accogliere.
Ieri sono arrivate dalle Mauritius, dalla Gran Bretagna,
Mattews dagli Stati Uniti, e due ragazze di 17 anni dall'Islanda
( ma non funzionavano tanto, ridacchiavano..al mattino vanno al liceo italiano
per uno scambio annuale.)
Io ero sommerso dalle carte disordinate
dai libri e dai test d'ingresso.Anche perchè quelli del primo livello,
essendo il primo giorno, hanno sbagliato orario e sono piombati da me
nell'orario dell'altro gruppo.
Spero non mi capiti ancora la figura terribile che ho fatto, l'altro giorno,
con una donna americana che era venuta ad iscriversi.
Aveva il bambino piccolo che strepitava tra i piedi.
Dopo mezz'ora che mi parlava fitto fitto in inglese, io, (che capivo
quasi niente) le ho detto l'unica frase che non avrei mai dovuto dire
" Can you speak English, please ?"
Ps. oggi prime due lezioni
di informatica ad adulti italiani, dalle 18 alle 21,30.
Preparazione alla patente europea del computer (ECDL).
Speriamo di sopravvivere.
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aggiornamento mercoledi 10 ottobre
12 posti al corso di internet ma oltre 24 iscritti .
Discussione difficile
per non mandare via nessuno.
A scuola con gli stranieri continuano gli arrivi.
Dal SudAfrica, dal Ghana, dalla Romania, Bulgaria.
Problema nel cercare di mettere insieme , e dividere
livelli cosi diversi:dall'analfabeta in lingua madre
alla certificazione universitaria Liv 3 di Univ di Siena.
Alcune frasi possono provocare reazioni imprevedibili.
L'interpretazione delle intenzioni spesso, in contesto
interculturale( ma non solo) è diversa.
Non l'ho mai conosciuta bene, ero piccolo e la aiutavo a vendere al mercato.
Era molto vecchia e rugosa e curva, per me.
Con gli occhi di un azzurro slavato rallentava le ansie, guardandoti.
Parlava in piemontese,e le parole nella bocca provocavano
come una piccola eco, uno sforzo di comprensione che arrivava dopo.
Vendeva bottoni, calzini,cerniere.
La gente comprava,e insieme a queste cose si pagava il tempo delle chiacchiere.
Dovevo aiutarla a tirare il carrretto, perchè non ce la faceva.
Un giorno giocavo con un uovo di legno, che mi incuriosiva perchè non ne capivo l'uso.
Lei lo prese in mano, lo mise dentro un calzino e mi mostrò come si rammendava.
Io la guardavo fisso, interdetto, con un aria di serietà come se dovessi firmare un contratto.
Nonostante fossi basso, lei mi arrivava solo all'altezza del viso.
Guardandomi in faccia mi disse "Sei proprio un "mignin", hai gli occhi sempre malinconici, come se ti uscissero le lumache con la pioggia"
A Palmira, caduta e mai più rialzata, nessuno che le abbia contato tutte le ore di lavoro .
A Jole, che ogni giorno alle 5 metteva i banchi sulla piazza.
Donne che hanno attraversato il secolo attorno ai carretti,
attaccate alle biove con la mortadella, peperoni con le acciughe al verde.
E a madama Bosio, che mi fermava sempre per le scale,
e il cui marito morì per le cave di amianto di Balangero, un "brutto male"
impregnava la tuta. (Mandavano a morire,per un lavoro)
A Dorina, vedova di Cicengo, che mi mostrò
la merda e il sangue in cui nascono i vitelli,
(e come far sposare Carlin quarantenne con la ragazza analfabeta degli Abruzzi,
tramite parrocchia)
Una folla di persone, che iniziano a parlarsi per conto proprio ,
aspettando di capire da che parte ci sarà ombra, oggi.
