mercoledì, 27 febbraio 2008, ore 21:20

L’assedio
inizierà all’alba
nel sonno profondo
tam tam  in foreste nascoste
barche leggere dei demoni.

Farò un inchino appena,
confonderò il peso con l' aria
(di quando trattengo il respiro ammirato
dalla nota prolungata)

Sorrido, mi rispondi
nel sogno
perché anche se non hanno rumore
i pensieri mandano segni
che si sfrangiano un poco


Ci siamo avvolti nella resina forte
del pino , un ramo contro cui
sbattere la testa

Avvolto nel cellophan
come il dumdum del liquido amniotico
è arrivato
un pesce con in bocca un anello.
Seguirò la sua scia.
linodigianni

mercoledì, 27 febbraio 2008, ore 06:31




Chi soffia nelle mie vele
pochi e qualcuno
ma è giusto sia così
la cosa bella è un’altra.

Chi soffia non è solo
e un pezzetto
di vela altrui
ci scappa un po’ a tutti
forse per disattenzione
forse delicatezza.

Che il vento ti spinga dietro
lo senti da tante cose
che attorno scorra in fretta
che i pesi siano distratti
che il tempo già passato.

Un poco, adesso,hai visto?
Eravamo fermi in casa
adesso già arrivati.
linodigianni

martedì, 26 febbraio 2008, ore 07:24


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..E per dirti che, mi son piaciute
le tue galline che volano sull’albero
E la Faraona con le ali mozzate


E la pancia del pinguino
che mangia soldi
accanto alla biblioteca
multistrato in finto legno


E l’invidia nella testa di gente piccola
mentre il mondo predica
dappertutto sei grande Baby
oppure sei nessuno, crepa.

E ormai non trovo più
il tempo di leggere, o di ascoltare
questa non sembra poesia
pero’ neanche un racconto
allora cos’è , non capisco
forse il nocciolo
di un dattero fresco,
con tutti i suoi filamenti
per viaggiare.

linodigianni

domenica, 24 febbraio 2008, ore 06:09

Le bacche, le bacche d’Antan
tra le cose più importanti da
segnarsi con una penna che non scrive
ricordare il diritto
di vivere nell’erbario immaginato
e curato ogni giorno
dal fidato giardiniere Karl, taciturno
lettore di mai nessun libro
e scrittore negato, coltivatore di fagiolini.

Custodisce i segreti
di come portare a giusta stagionatura
soppressate e caciocavalli.
Dimentica il giorno dopo
gli sconosciuti occasionali
liberando nello spazio della
memoria collettiva molti posti
per i pendolari degli affetti.

Di quanto possa il profumo del caffè
di quanto segua le tracce
della curatrice d’anime, testimone
della fattura di mirabili agnolotti “del plin”
non merita parlarne,
non più che dire della cicoria selvatica
e dei luoghi segreti dei funghi di Barba Pinin.

linodigianni

sabato, 23 febbraio 2008, ore 06:22

La nebbia un attimo si sposta
vecchiaia è
diventare bambino senza
l’incubo di una crescita
domani
e tu ridi ogni volta che
apro il barattolo nuovo
del caffè

Il gioco si inventa
il giorno nasce
è un mare tuo
mi tuffo anch’io.

linodigianni

mercoledì, 20 febbraio 2008, ore 05:09

[...Thine eyes are sadly blinded, but yet thou mayest see
six true, and comely maidens sitting upon the tree ...] Emily Dickinson
I tuoi occhi sono tristemente accecati, eppure puoi ancora vedere
sei vere, e avvenenti fanciulle sedute sull'albero;

Senzatitolo


Coltiveremo le vigne
nelle nostre tasche
eviteremo di pestare
la cicoria selvatica
per la luce da spegnere
terremo bassi gli sguardi
e se dovremo parlare
due o tre segni basteranno.

Basterà per riotterenere

il vostro disinteresse?

(linodigianni)

Su un piede

Su un piede, saltellando, non pestare
le righe, passa da un giorno all’altro.

Non facciamo che ripetere,
con diversa coscienza
lo stesso esercizio, la stessa prova
Cambiano le punizioni,
i meriti e le possibilità.

Fiorisce la dalia nera
nell’oscurità, senti il fruscio
ma non conosci l’odore
della  terra.

Non so neanche che forme
abbiano i fiori; né i nomi degli
alberi. Se portassi della terra
in tasca me ne accorgerei
l’anno dopo.

Continuo
a saltare con le caviglie
legate, ci vuole metodo
anche negli errori,
a volte ne faccio una giusta,
( per distrazione).

Alcuni , colombi
importuni becchettano:
 mangiare
più degli altri,
sempre.
Altri sguardi
cercano la cicoria fresca
l’amato girasole
il sangue che gira meglio.

Non ci piacciono le
api regina, né i gesti
da interpretare
tutto è logos
tutto è segno,
ma
insegnamo ai bambini
a diffidare dei Borges,
mandiamoli da Haendel.
(linodigianni)

Racconti della mano sinistra

Seduti davanti ai piccoli schermi liquidi
attendevano comparisse la parola convenuta:
al segnale uscirono di casa.

E andarono là.

Chi portò un macinino, chi la limetta
per le unghie. Qualcuno una chiave, un rossetto
bambole o soldatini.
Ne fu certificato il deposito.
Tutto venne
rigorosamente interrato,
con posto numerato e foto a latere.

Camminando nei viali attesero
qualche scintilla del vecchio fuoco
stanca cenere di
attimi vissuti, emozioni aggrumate.

Ci fu un po’ di vento, un corvo

e un bambino che piangeva.

Racconti della mano sinistra - 2

- Forse le cose che scrivi al mattino
sono i sogni della notte..
- Non so, dopo che mi sono alzato
mi viene un’immagine, una
e solo quella..


In un esercito di persone
in numero di tre
è importante sapersi muovere
correttamente e dislocare
con cura le forze.

Sarà cura del comandante
in capo eseguire
le abluzioni del mattino
e controllare
che il prescritto orientamento
sia rispettato con scrupolo.

Nell’aprire il fuoco, inoltre
si presterà somma attenzione
al numero di proiettili,

al fine di economia
e tutela ambientale.

In caso di necessità
si ricorda di applicare

il metodo kosher
agli sgozzamenti.

N.b.

E’ fatto divieto al tamburino
di suonare il traversiere
di cambiare la ritmica
e di grattarsi il naso,
in caso di assalto all’arma bianca.
(linodigianni)

linodigianni

lunedì, 18 febbraio 2008, ore 05:41

Caos calmo. Il Libro. Me l ‘aveva segnalato una corsista che faceva informatica e doveva venire al gruppo di leggiamo insieme un libro. Buon libro, si legge in fretta, prende il lettore.

Caos calmo. Il film. Bravo Moretti attore, ha tirato fuori meno manie narcise e giocato molto di più sui mezzi toni, sulle sfumature. Molto brava Valeria Golino.

La scena di sesso mi sembra un espediente pubblicitario. Senza, e senza il clamore, avrebbe avuto un pubblico diverso.

Lo scrittore Veronesi, socio della Fandango, il produttore Procacci e Moretti si sono trovati e hanno pensato chi mettere alla regia. Come confezionare il film. Come arrivare nelle prime sale.
Ha funzionato, il tavolino.Pero’ il film ne esce discretamente bene.
(linodigianni)

Il film:
Caos calmo Caos calmo
Dal romanzo di Sandro Veronesi, un ripiegamento dell'ego morettiano al servizio di una lucida indagine sull'insostenibile leggerezza del dolore.
Un giorno d'estate Lara se ne va all'improvviso, ma suo marito Pietro non è con lei, il destino l'ha spinto verso il mare per salvare la vita a un'altra donna, una sconosciuta. Recensione »
Trailer

linodigianni

sabato, 16 febbraio 2008, ore 09:55

Immagine di CENTRO PERMANENZA TEMPORANEA VISTA STADIO
Centro permanenza temporanea vista stadio Daniele Scaglione Collana: Assolo Area geografica: Autori italiani ISBN: 978-88-7641-815-0 Pagine: 156 Data di pubblicazione: 22 gennaio 2008 Euro 12,50 »

 per riflettere su cosa l'Italia e il mondo stanno diventando. Due iraniane dirette a Lione, la giovane Sharmin e sua madre, sperimentano sulla propria pelle la reclusione in un Centro di permanenza temporanea (CPT) nei pressi di Torino. Ma Sharmin – una fanatica del calcio al pari di tantissime altre donne in Iran – vive questa drammatica situazione anche come un'opportunità: quella di conoscere il paese dei campioni del mondo e delle superstelle come Totti.

http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/glialtrinoi/sogno/sogno.html
 
Daniele Scaglione, Centro permanenza temporanea vista stadio, e/o


Pp. 156, Euro 12,50 edizioni e/o

  ascolta Ascolta la puntata

Si legge in fretta, fa conoscere i meccanismi assurdi dei centri lager per stranieri
la scrittura è leggera, la trama zoppicante. Discreto.
linodigianni

domenica, 10 febbraio 2008, ore 21:28


clicca per ingrandire
fonte :www.destigianni.com


Alla civetta, tirar fuori la lingua ,
con le mani, ammesso che gli uccelli
abbiano un lingua.
Cavarle il canto, insegnarle il silenzio
indicarle l’albero come
profilo – virtuoso – da prendere
a modello.

E gli occhi, quegli occhi morbidi e rotondi
che annegano il verme nel velluto
e tagliano le ali alle api
in volo
con indolenza, con sonnolenza,
gli occhi glieli riempiremo di
sabbia,
che non veda cosa stiamo facendo
tra pietra, lucertola e cielo.

Metteremo zingari a
sorvegliarla,
che la rapiscano al primo
scintillìo di denti d’oro
al primo muoversi dei piedi
la gonna larga a ventaglio
il pantalone scucito, l’occhio a taglio.

E insegneremo ai bambini
la vita segreta dello spaventapasseri.

Lino Di Gianni

(grazie..)

cercavo un'immagine da associare a quello che scrivi...ho pensato a mia nonna mentre appaiava i calzini dei tanti nipoti, e cantava, per lei ed anche un po' per noi che passavamo veloci.
tu fai lo stesso con le parole, le metti assieme una ad una assieme al loro significato.
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linodigianni

domenica, 10 febbraio 2008, ore 07:37

Ghiannis Ritsos
( Grecia 1909- 1990 )

La poesia
ah la poesia – diceva -
un coito infinito
segni d’interpunzione niente
nessun punto a capo
profumo della terra
letame e fiore di limone
e sperma
la zappa e il badile
sopra il marmo
doppio lavoro
altro non dire
l’amore uno.

Traduzione di Nicola Crocetti

Da Ghiannis Ritsos, Erotica, Crocetti Editore, Milano 1981

un grande ringraziamento a D*.. per il regalo
della rivista  Poesia
numero speciale di Gennaio
"  20 anni - 500 poesie sulla poesia -Crocetti Editore

linodigianni