Io stavo fermo dalle 9, al freddo, povero, a fotografare.
E alle 12 ancora il corteo non era finito tutto.
Migliaia di giovani delle scuole di Torino e provincia.
Giovanissimi, per molti era sicuramente la prima volta.
E le maestre, i genitori, i bambini.
Non mi era mai capitato, dal 1969, di vedere uno striscione
bellissimo
con scritta la frase del Piccolo Principe
"L'essenziale è invisibile agli occhi"
A quelle maestre dico grazie.
Per chi ricordava come eravamo
studenti grezzi secoli fa,
vedere queste generazioni televisive
faceva un po effetto.
Ma va bene, va bene cosi:
come dice Salvatore..
alla via così..
Chiedo ad Hanane, domani sono chiuse le scuole dei tuoi figli? C’è sciopero?
O* la signora russa mi dice che la scuola di sua figlia sarà chiusa. Che chiunque lo capisce che un maestro solo non puo avere tutte le preparazioni.
In barriera di Milano, a Torino, stasera tre scuole con genitori e maestri e bambini faranno una fiaccolata.
Le notizie, dalle mailing list dei genitori (retecuole.com) parlano di assemblee, fiaccolate
organizzate dal basso, in tutta Italia.
Sono cosi bugiardi e arroganti
e incompetenti
da aver inventato la storia
dei 3 maestri su una classe:
non è mai esistito ciò.
Due maestre sul tempo pieno,
tre maestre su due classi
Domani, sarà un bel giorno.
Quasi, come lo sbarco sulla Luna.
Mai, nella storia d’Italia, tanta passione
diretta per un bene pubblico: il
senso del futuro prossimo.
Un bel cartello diceva:
Ci volevate tutte veline
e tronisti, ma non ce
l’avete fatta.
Arrivano all’una, lezione fino alle 15.
Sono giovani, ma leggono a stento parole italiane bi-sillabe: pa-ne, casa.
Qualcuna, col velo, è in Italia da 8 anni.
Vuole imparare bene, anche per le sue bambine, che vanno alle materne ed elementari.
Bambine nate in Italia, nuove italiane con i genitori del Marocco.
La faccia smunta e magra di O*., il francese gentile di B*, la voce squillante di Najat.
Due ore di impegno forte, e arriva il gruppo dei corsisti cinesi : dalle 15 alle 17
Sorridono, parlano tra di loro.
Io mi impegno, imparo qualche parola. Poi arriva la ragazza cinese che parla bene italiano e mi aiuta. Si scelgono nomi italiani, altrimenti sono disperato chè non so chiamarli.
E’ un gruppo impegnativo, due ore cercando di non far montare la noia, per loro.
E vengono nel giorno di riposo, chiusura del ristorante.
Pronunciano parole con grandi incertezze, le parole le vedi farsi cerbiatte nel bosco.
Io li faccio ridere dicendo i verbi in cinese.
G*, ma è vero che in Italia hai 25 anni e in Cina ne hai 26?
Dipende che contate anche i 9 mesi in pancia?
Sz bz ssz( prima di parlare sospirano) No, dipende quando sei nato nel calendario cinese, sotto che segno, topo, serpente, a volte puoi avere anche due anni in più.
Poi alle 17 fino alle 19 arrivano i corsisti del livello alto:
Qualcuna si intristisce sentendo che, se clandestino, la Lega vuole togliere assistenza sanitaria.
Se penso che fanno le badanti, con poco stipendio, abitando giorno e notte.
Invece di essere loro grati.Alla mia amica ,ingegnere portoghese , hanno offerto 800 euro in un call center: 8 ore su tre turni, compreso sabato e domenica, a rotazione.
Leggiamo “Il tuo posto è vuoto” di Ann Tyler, bellissimo e sapiente libro di racconti
interculturali.Passa Mark in bicicletta a salutarci.Lui è venuto al mattino, conla mia collega.
Bene, sono le 19, mi rimane solo un’ora di macchina per tornare a casa.
Domani, due classi di informatica
Mercoledi, altri corsi per stranieri. Giovedi sciopero, e con questo sono 2 questo mese.
«Se muore la scuola, muore la comunità», taglia corto Niccolina Miccoli, insegnante elementare in pensione e indomita partigiana del tempo pieno negli anni in cui prese piede in Italia. Ha un´idea chiara di cosa significherebbe il trasloco nella sezione maggiore di Ovaro. «La gente direbbe: bisogna spostarsi sei chilometri più a valle, ma perché devo andarci se anche lì fatalmente la scuola comincerà a far acqua? Tanto vale portare i bambini fino in pianura. Ma allora, a questo punto, mi conviene traslocare anche a me». A Roma non hanno la minima idea dell´effetto-valanga che un provvedimento del genere avrebbe sulla presenza dei comuni in campo sociale. «Qui in Pesarina la mensa della scuola elementare cucina anche i pasti a domicilio per gli anziani non autosufficienti», ricorda Erica Gonano, giovane e brava assessore alla cultura del Comune di Prato Carnico. «Se chiude la scuola, finisce anche quel servizio che finora abbiamo svolto a costo quasi zero. Ma vaglielo a spiegare a Roma».
L´Italia ha perso l´uso delle mani. Te ne accorgi qui, dove i bambini sono affamati di manualità e la sera tornano a casa sporchi di fango.Le malghe sui prati alti, sopra il bosco. L´incendio giallo dei larici e il rosa delle dolomie sul lato di una montagna incantata chiamata Clap Grande. In quota le marmotte pronte al letargo e, sui boschi oltre Pesariis, i cervi nella stagione degli amori. Di notte li senti, sopra la chiesa; lanciano richiami cavernosi che mettono i brividi. I ragazzi della scuola conoscono bene la geografia di questo mondo perché arrivano ogni giorno dalle frazioni più disperse. Posti dove i cognomi finiscono per consonante - Rupil, Martinis, Puntil - e i paesi portano nomi antichi come Osais, Truja, Avausa, Pieria, o la misteriosa Pradumbli. Sulle erbe di montagna - in friulano locale "jerbas di cjanal" - i ragazzi e gli insegnanti hanno fatto un lavoro a tappeto: hanno raccolto piante, ricette, proverbi dei nonni, testimonianze dei più vecchi, testi di botanica, parole locali quasi dimenticate. Risultato: oggi in Pesarina sono i bambini che insegnano agli adulti la flora alpestre, e non il contrario. Sono loro a spiegarti che la "lenga di vacja", o salvia selvatica, va infarinata e fritta con lo strutto.
mentre la gente si spostava
api in fuga dal fiore.
E aspettando sentì suonare
in arcata di stazione
il flauto traverso del suo amore
mi suoni tomwaits per favore ?
spetta che chiamo tutto il
Werrastet Der Rostet Buro,
Karl oggi langue con i suoi
fiori acquatici
mette sempre poca terra attorno
alle radici migranti
Affondano in un leggero strato
di marea.
E Rosy ha il rossore delle melograne,
sai che le basta una corrente d’aria
per inventare balli del
passo dell’orso?
Se sorridi, è già Tana.
* L'ufficio del Werrastet
Der Rostet Buro, è di esclusiva
invenzione di Lam
Dormiva alla stazione, ma col materasso per terra,
ricco al confronto di quelli sul cartone.
Alle 6 del mattino vicino ai binari,
nera col passeggino, cerca di raggiungere
un paese vicino.
Diffondono questi giornaletti gratuiti,
dentro solo notizie spazzatura.
Intanto uccidono gli altri giornali.
Come funzionano i canali del tam tam
della moda? Riviste ? Tv?
Vedo un giubbetto senza maniche
e mi accorgo che tutti gli up to date
ce l’hanno.
Aspetto di vedere la moda del tamburo.
( un tamburello sagomato con due pon pon).
Stanno fuori, si mescolano
si chiudono le orecchie,con musica da altrove.
La mia nemesi storica: la russa che
smania per tornare a Dubai,
dove è vissuta 6 anni.
Io ho visto l’incubo in televisione
130 grattacieli nella via principale,
e le quotazioni della borsa che
scorrono in sovraimpressione.
Questo popolo impaurito,
sputtanato da tronisti e tv spazzatura
ha ancora una generazione di giovani
a cui tagliare la gola:
vedremo se ci riusciranno.
Per ora, ancora no.
Domani, la mia generazione
dopo le parole di oggi (“ è violenza occupare l’università,
mandero’ la polizia)
avrebbe occupato tutte le università di Italia.
Speriamo : a loro, ai maestri, ai genitori, ai giovani
la possibilità di tenere aperta la porta
Dato che, noi deboli, le vostre leggi avete fatto, e servi noi quelle leggi non le obbediremo dato che servire non vogliamo più.
Dato che voi ora minacciate con cannoni e con fucili, noi decretiamo d'ora in poi da bestie vivere peggio che morire è. continua
Il mondo in cifre 2008- ed fusi orari
Speranza di vita:
Italia: 80, 5
Costa D'Avorio: 48, 3
(Chi glielo dice, a Mark?)
Visto che è più di trentanni,
che ci rompiamo la testa
con le cose grandi
che non riusciamo a cambiare
proviamo con quelle piccole,
personali, inutili e dotate
di un alto grado di sovversività:
richiedono gentilezza.
Al momento non saprei tanto,
odio fare gli elenchi, mi piacerebbe
ad esempio che fossimo in molti
smemorati, ma con sequenza casuale.
Oh, buongiorno, buone quelle castagne
Si, le ho appena comprate
Dimenticandosi entrambe di averle già mangiate.
Portare su la borsa ad una signora,
ma senza un utile, solo per aiutare.
Riuscire a ridere con qualcuno che
si incazza, dandogli una caramella
si, penserà che sei fuori
ma vuoi mettere vedere la sua faccia?
Insomma, questi poeti ingenui
che ignorano le malizie delle
scuole di scrittura, degli editing e
del marketing.
Provare, ora me lo appunto,
a chiedersi se con le vene varicose
e le tante pastiglie
e un leggero senso di nausea
per i valori di oggi,
e non parlo della pressione,
provare a chiedersi se la poesia
ti salva o se è meglio
quel pane che costa meno.
Ah, anche risparmiare
l’inchiostro di questo scritto,
anche scrivere con limone e latte,
che solo se lo scaldi
col fiato vicino vicino,
poi vedi qualcosa.
Un anello con una pietra di granato
color topazio, se lo girava tra le dita
chè ormai le stava largo
come difficile era diventato quell’incrocio
a piedi, o la borsa della spesa, piena, al
quarto suo piano.
Comprar la carne e insieme le notizie,
si usava una volta, sapeva bene.
Ora una fila disinfettata,
spingi un carrello, ha la tessera?
Quella giacca, vedevo solo quella
di madama B*, e la sua crocchia.
Del marito, rare figure, lavoro
lontano, arriva a sera.
Chi poteva immaginarla
la morte nei panni da lavare,
quella polvere bianca nella cava
d’amianto, in quel di Balangero.
Paese che ci avevi fatto
visitare con un moto d’orgoglio
e invece un gruppo di assassini, sapendo,
aveva taciuto sul pericolo
di quel lavoro :
una morte
che ti mangiava le ossa,
seduta alla tua tavola.
Tutti a scuola : I centri per l'istruzione e la formazione in età adulta
Insegno nel Ctp [Centro Territoriale Permanente] da 15 anni, dal 1993. Prima ho insegnato 20 anni nelle classi a tempo pieno delle barriere operaie di Torino.
Nella scuola nacquero, come conquista operaia, le 150 ore. Erano corsi che all’inizio servivano a istruire avanguardie di fabbrica, o casalinghe, o impiegati. Poi diventarono sede per chi non aveva preso la licenza media, perché aveva interrotto gli studi. E di questo, si occuparono i professori di scuola media. Nella elementare, invece, si organizzarono corsi di alfabetizzazione. Venivano anziani italiani che non avevano imparato a leggere e scrivere. Gli insegnanti elementari si inventarono l’accoglienza verso gli stranieri, formandosi una professionalità attraverso corsi ed esperienze sul campo.
Nel 1993, ho iniziato nella Val di Susa, quella dei Notav. In una scuola elementare, avevo una classetta dove prima mettevano i ripetenti. Il primo giorno avevo 10 cinesi davanti, senza nessuna lingua di mediazione tra noi. Poi avevo una coppia di italiani, sui 40 anni, disabili. Erano molto teneri, venivano mano nella mano, dovevano imparare a leggere e scrivere. Poi avevo persone del Marocco, due campioni di nuoto dell’Argentina, persone della Bulgaria, Ungheria, Russia. Era gratuito, due lezioni da due ore ciascuna, alla settimana.
Nel 1999 nacquero i Ctp, a livello nazionale. In una stessa scuola si unirono 5, 10 o più tra insegnanti medi ed elementari. E nacquero corsi di italiano per stranieri, per la licenza media, per imparare informatica, inglese, teatro, danza, o altro.
Nel mio Ctp della ValdiSusa adesso siamo 13 insegnanti, abbiamo 6 sedi nella valle, e circa 1000 frequentanti, dei quali due o trecento sono stranieri. Dai vecchi corsi 150 ore – che a livello nazionale si rivolgevano a 10, 20 mila persone – siamo passati a coinvolgere come utenza dalle 300 alle 500 mila presenze.
Forniamo la patente informatica (ECDL, Mos), la certificazione universitaria della lingua italiana (Cils di Università di Siena.) attestati e certificazioni per le lingue straniere Inglese, Francese, Arabo, Russo, Cinese, Spagnolo. Facciamo prendere il diploma di scuola superiore in tre anni anziché in cinque (Progetto Polis).
Siamo un servizio collegato al territorio che vede persone anziane venire a imparare al costo minimo di 20 euro per 13 lezioni o 40 euro per tutto l’anno. I corsi di italiano per stranieri sono completamente gratuiti. Con accesso a bassa soglia: ti presenti in classe ed entri. Nei miei corsi ci sono sia donne arabe che non sanno leggere e scrivere, sia persone laureate che vogliono imparare gratuitamente la lingua italiana, in una scuola italiana, con insegnanti statali. Poi altri migranti provenienti dall’India, da Cuba, dalla Russia, dalla Cina
La cosa incredibile è che siamo conosciuti solo da chi ci frequenta.Per questo chiamo il settore dell’Educazione degli adulti, Yellow Submarine. Il Sottomarino giallo, che fino a che non sarà massacrato dai tagli governativi, viaggia felicemente nel mare delle culture altre.
Porta Palazzo, il più grande mercato d'Europa nel cuore di Torino
Niente di ciò che scrivo, è successo ieri. È solo oggi che ne posso scrivere. Non so scrivere niente che riguardi la cronaca o la politica. Solo uno sguardo a velo, sulla gente che incontro. Uno sguardo che si posa sulle cose senza fare domande.
Devo andare a pagare l'assicurazione scaduta, pagare le bollette, tagliarmi i capelli. Sono le 8, abito dietro Porta Palazzo. Rinuncio all'auto. Prendo il pullman. Pieno di stranieri, e donne anziane e studenti. Moltissimi non pagano il biglietto. L'ondata delle scuole è prima delle 8, lì i mezzi pubblici diventano carri bestiame.
Il metrò, inaugurato da un anno, ha dovuto aspettare la morte del Re Agnelli, per non fargli subire un affronto (ma lui si muoveva in elicottero) Il metrò per ora ha una sola linea, che arriva fino a Collegno (in linea d'aria saranno 5 km dal centro di Torino). Con il pullman 49 passo davanti a Piazza Crispi, in barriera di Milano. E qui ogni volta mi arrabbio. Era un mercato molto vivace. La giunta di centro-sinistra ha fatto una tettoia megagalattica e il mercato è morto. Probabilmente, chiedono troppo agli ambulanti per il plateatico, che son tutti andati altrove.
All'ufficio postale sento spiegazioni a voce alta sulle pensioni. Queste vecchiette con l'aria vivace si portano appresso un documento per ritirare la pensione del marito morto. Sento cifre da 700 euro, per pensioni su cui gravano 200 euro di Irpef. Vedo il meccanico dell'angolo senza macchine da aggiustare, solitamente pieno. Vedo donne del Marocco fare la fila con i loro 3 bambini. Il mio barbiere, sempre informato di tutto, mi dice che sta aspettando l'ondata di piena della crisi economica, quando ad andarci di mezzo saranno i Bot e i titoli di stato. Con i capelli tagliati a zero, vado a pagare l'assicurazione. La macchina è vecchia e i miei massimali sono al minimo. Ma devo pagare lo stesso una cifra alta. Banche, assicurazioni hanno gestito una rendita di posizione e ora la crisi, su cui alcuni speculeranno guadagnandoci, saremo sempre noi a pagarla.
Come diceva il mio barbiere - economista: loro ci pagano in lire e noi spendiamo in euro. Abbiamo stipendi dimezzati e prezzi raddoppiati. E c'hanno pure fregato la scala mobile. Termino il giro della mattina passando dal mercato di Porta Palazzo: calzini sanitari, 7 euro, 7 paia, filo di scozia (ma al primo lavaggio si spatasciano). Castagne maroni di Cuneo, a 4 euro e trenta al chilo.
In un angolo, molto appartato, un poliziotto e due alpini rappresentano il potente distaccamento delle forze di esercito e polizia. Parlano in dialetto , di fatti loro. Pensare alla campagna del governo sul mandare l'esercito, e poi vedere la realtà, alle 10 del mattino, nel più grande mercato d'Europa, fa sorridere d'amarezza.
Intanto i ragazzi marocchini spostano i loro banchetti di menta fresca. Gli ambulanti di vestiti, sono diventati quasi tutti cinesi e quelli di borse marocchini e senegalesi. Albanesi e rumeni, hanno attività non visibili.
Ecco cosa sarebbe successo ieri, se fossi andato a passeggiare. Qui vicino dove c'è il rondò della Forca, dove impiccavano in pubblico nel 1600, a Torino.
Dei baci confusi
sull’amaranto
di foglie cadute.
Ne raccolgo il piccolo
viaggio.
Conservati sotto lo straccio
arrotolato in testa per portare
la giara dell’acqua.
Patiscono i rossori in presenza
ma sono baci resistenti,
hanno estratto miniere di ferro
hanno arato terre senza buoi.
Aspettano l’insurrezione.
Per chi crede che gli alberi
si muovano di notte
che gli uccelli siano fermi nell’aria
ali dispiegate e bocche rotte al canto
Per chi si è convinto a parlare con toni
bassi e gentili e ha
la pazienza di attendere il tempo
di preparazione ad un inchino
ad un levitamento casuale .
Aspettano la rivoluzione.
Ieri una donna che era stata
tutta la vita china a raccogliere
nei campi mi guardava attenta
per sapere il significato
di questa parola raccolta per caso:
Utopìa.
Tra i pomodori, e il verde forte delle foglie
aggrappate, luccicava.
A uscire per strade certe volte
che il primo mattino tiene le mani
sugli occhi per non svegliarsi
e la nebbia limita gli sguardi
impedendo troppe brutture.
Camminare sembra d’essere
al circo bambino senza tempo
con la sorpresa che soffoca in gola.
Sfilano in bici madame e sartine
passano in tram giovani appesi alle cuffie
corrono a piedi migranti che tengono in bocca
l’ultima lingua portata da casa
fiamma che in guerra
non si deve vedere.
E poi loro li vedo finalmente
che vendono nebbia sui bastoni
che battono rame
coi cavalli tranquilli
con gli ottoni messi in banda.
E la gente li abbraccia si rincuora
quel giorno che ci sia ancora qualcuno
che sappia fondere il piombo
con cui ci imprigionano al suolo.
A saperlo che si dicano Rom
a capirlo che si dicano Sinti
che ci chiamino gagi
come dire
i mancanti.
Dovremmo indicarli col dito ammirati
che abbiano conservato per noi
il segreto delle eterne partenze.
Non solo figli del vento
gli unici uccisi senza mai aver dichiarato a nessuno
guerra
Di bello, c'è che ritornano, dopo l'anno scorso.
Nessun obbligo, nessun rito.
Vorrà dire qualcosa, se adulti stranieri, con mille problemi,
tornano a fare un corso di italiano per stranieri.
Magari per il 2° o 3° anno di fila.
Quest' anno, di novità c'è il ritorno
dei corsisti cinesi.
Ma è difficile far loro lezione.
Parlano solo cinese, sempre solo tra di loro.
vedremo: per ora mi sono aiutato con figure, con sorrisi
e con un effetto speciale che li ha molto divertiti:
Ho detto la frase io sono l'insegnante, ma l'ho detta in cinese.
Poi anche tutti i pronomi personali soggetto
io, tu, lui, noi..ecc in cinese.
Peccato che poi il mio cinese sia finito.
Naturalmente dovevo parlare con qualche parola di
Derijia ( dialetto arabo) del Marocco
con le persone analfabete, per tranquillizarle.
C'è una folla, quest'anno, tra vecchi e nuovi
io devo ricorrere alle mie schede per livelli
ma spesso devvo accorciare le lezioni
o correre in macchina ad altra sede.
dalla Bulgaria,Lituania, Azerbajian, Romania
Polonia. Poi dal Marocco, dal Peru, dalle mauritius e
fra poco nasce suo figlio.
Il mio amico misterioso dal Congo, che ha vissuto tre anni in Cina.
Il mio amico della Costa D'avorio.
Senza dimenticare gli italiani che vengono
per fare informatica: quelli che vogliono la patente informatica,
e quelli che scoprono la posta elettronica e il blog
e mi chiedono: e adesso, cosa ci scrivo, nel bloG ?
ps. naturalmente abbiamo parlato della proposta oscena di mettere
i figli dei migranti nelle classi differenziali:
sono cosi arrabbiati e tristi per questa proposta
che chiedevano agli amici italiani di fare di tutto
per respingerla..perchè voleva dire
mettere i loro figli in classi
dove si sarebbero sentiti di serie b
nb. dall'arci Nazionale
Chiediamo all¹opposizione sociale e politica di mobilitarsi contro
questo nuovo Apartheid; agli insegnanti e ai dirigenti scolastici di
disobbedire.
L¹istruzione è un diritto universale. A tutte e tutti deve essere
garantita parità di accesso.
Le classi di inserimento forse sarebbero più adatte a qualche nostro
concittadino, compresi alcuni politici che avrebbero bisogno di un corso
sui diritti, i valori della tolleranza, il rispetto delle altre culture
e religioni, i principi della nostra costituzione.
Paolo Beni, presidente nazionale Arci,
Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci
«Carlìn non legge romanzi. Non ne ha né il tempo, né la voglia. Perché ingannano, non parlano mai della vita vera. Sono solo un’evasione, e noi dobbiamo cambiare lo stato di cose presenti, non evitarle.
Un romanzo che parlasse del tuo dormire male, per i pensieri, per il mal di stomaco..continua
In tanti anni che ci conosciamo
non era mai successo che Carlin, il personaggio
del mio racconto
mi chiamasse al telefono
per convocarmi la sera stessa, alle 20, a cena a casa sua.
Lo stesso giorno che il racconto
veniva pubblicato sul sito www.orasesta.it non si capisce per quale avvertenza misteriosa
lui mi telefonava.
Io so che lui non è pratico di computer
(a febbraio dell'anno prossimo farà 70 anni)
ma arrivato a casa sua, lunedi sera
ho visto sul divano il racconto di Carlin.
Carlin mi dice sei arrivato prima
adesso cucino il pollo al curry.
Poi dopo mezz'ora , mentre io sono sulle spine
dice: Ho letto il racconto di Carlin, e....ps. ( il racconto su Galiano invece
è stato tolto da ogni sito visibile
e invisibile
per esaudire la richiesta dei protagonisti che;
contenti e commossi,
non volevano pero' correre il rischio di
vedere arrivare a casa personaggi
non molto controllabili.
Anche sè Internet è una
ragnatela grande come il mondo
i paesi delle storie sono sempre molto piccoli
e si conoscono tutti.
Il cane Adolf ringrazia tutti quelli
che gli hanno spedito una cartolina
con dei biscotti - che lui sta
ancora cercando di sgranocchiare
Pensavate che ci fossimo dimenticate, eh? Si è invece lavorato ai fianchi del bravo e illuminato Editore Guido Leotta di Moby Dickche ha scelto 31 racconti dalla nostra iniziativa “Corto si può fare” e, udite udite, saranno pubblicati per la rivista Editoriale TRATTI , nel numero TRATTI D’AUTUNNO.
Io e Daniela abbiamo già avvertito tutti gli autori via mail, c
Per quanto riguarda la prenotazione della rivista, chiunque sia interessato, può prendere contatto a questo indirizzo mail e prenotarla
Ora che l’annuncio è ufficiale, potete - e possiamo - esserne soddisfatti!
Vostre
Barbara & Daniela
............................................................ ...........................................................
Questo sopra, era il comunicato di luglio delle autrici del blog su cui
si è svolto il concorso " Corto si puo fare"
Ora, è uscita il numero di Autunno della rivista Tratti su cui sono pubblicati i trentun racconti scelti.
Uno dei brevissimi racconti pubblicati è il mio. (In 1800 battute, come prevedeva il bando)
C'è anche un racconto bello di Zena/ Colfavoredellenebbie
Ringrazio le autrici e la casa editrice Qui si puo' vedere la copertina
Sì, che avessi perso le chiavi, era accaduto.
A volte, perfino la borsa, era stata dimenticata.
Ma la cosa successa stamattina, diciamolo: era molto, molto preoccupante.
Era sparito il mare.
Affacciandosi alla finestra, di buon ora, guardando verso destra nello spazio tra i palazzi della cittadina, invece del solito spicchio di mare, OtreFuà vide solo cielo.
Certo, la rifrazione, la luce particolare di quel giorno.
Però, non era mai successo.
Ma si sa, il tempo sta cambiando.
Di solito era blu scuro, quasi verde. Mai, mai, color cielo slavato. E senza orizzonte.
Già, l’orizzonte. Ma il mare, dov’era ?
Va bene, tanto valeva portare giù il cane, che era sempre tanto contento
di fare i suoi bisogni all’aria frizzante di mare.
Astùs, il cane che amava il metissage, era il frutto di un momento di passione
tra una cockerina a modo e un pastore dei Pirenei.
Il cane saltò per prendersi il guinzaglio. Rovesciò l’acqua della ciotola e, fulminato dallo sguardo della padrona dagli occhi indaco, uggiolò mogio con le orecchie basse, come uno che si ricordi improvvisamente che deve prendere il giornale.
OtreFuà scese i quattro piani rincorrendo il maledetto pentito e uscendo vide tra gli addetti alla pulizia un lontano cugino. Si imbucò nella vietta laterale, per evitare chiacchiere e perdite di tempo e, d’improvviso Astus prese in bocca qualcosa: un po.rtafoglio.
"Ehi, Astus, viene qua, fa vedere! Buono, su Ciccio, da’ qua."
E, già sporcato di saliva, aprendolo vide che non c’erano soldi.
Solo un biglietto da visita e una carta d’identità.
OtreFuà lesse i dati, e sbiancò.
sconfinamenti ha scritto un nuovo post sul blog sconfinamenti ...
:: Cronache immaginarie del giorno dopo ::da Torino, Lino Di Gianni
Niente di ciò che scrivo, è successo ieri. È solo oggi che ne posso scrivere.
Non so scrivere niente che riguardi la cronaca o la politica. Solo uno sguardo a velo, sulla gente che incontro. Uno...
Segnalazione di una bellissima iniziativa, dal blog Orasesta
direfarebaciare
«Direfarebaciare è un luogo di sconfinamenti e di sogno, di incontro e di scambio tra persone che ostinatamente non intendono rinunciare all'utopia, né tantomeno separare il pensiero dall'azione.»
sapere di non dover piu ricordare
il posto della chiave, o guardare se piove
perfermare la finestra.
Dimmi perché scelsero te,
che non ti fermavi mai
ti chiesero il coltello per non
correre rischi.
Ci prendo le cicorielle
rispondesti partecipe
non volevi innervosirli, mentre
blindavano la porta, chiudevano
la casa e muravano la bocca.
Due sacchetti, uno per mano
e quindici minuti per farti entrare in testa
che dopo tutti quei trentacinque anni
che avevamo abitato lì
nessun diritto t’era venuto
nessun guardiano era stato nominato.
Forse è li che è cominciato il fulmine
quello che dopo ti ha schiantato
sei stato bravo, sei stato calmo
fatto finta di niente, l’hai ingurgitato.
E quando stralunato
non ti sembrava vero di non sapere piu
dove il letto, dove il bagno
hai pensato che avrei saputo indovinare
la parola magica, la lingua di quei
barbari, che non sapevano uccidere il maiale.
Solo cacciare un vecchio, e che morisse altrove.
N.B. Ogni riferimento a fatti, cose o persone reali
è puramente casuale, essendo opera di narrativa.
Arriva col velo, lei e un ragazzo.
Dal Marocco, lei è qui da 5 anni, parla abbastanza l’italiano.
Lui è appena arrivato.
Chiedono il corso di italiano per stranieri.
Lei chiede anche un corso per imparare il computer.
Lei, a prima vista, per me, potrebbe avere attorno ai 40 anni.
Lui, forse attorno ai 20.
Fatta l’iscrizione, risulta lei 28, lui 27anni.
Scolarità nel proprio paese, terza media.
Vogliono venire tutte le volte che si puo’.
Io le dico che c’è anche la possibilità che venga a scuola con il bambino piccolo,
che sarà tenuto da un educatore del Comune, grazie al nostro progetto
“ Mamme e bambini a scuola”.
Vengono anche due ragazze marocchine, si iscrivono, parlano abbastanza.
Viene un ex allievo peruviano anziano, in Italia con la moglie, giardiniere e colf.
Ora verrà il figlio. Telefonano ex allieve, preoccupate se potranno venire ancora a scuola,
dopo aver fatto il corso base e quello avanzato, e il gruppo di lettura, e la preparazione alla
Cils( certificazione di italiano come lingua seconda) dell’Università di Siena.
Si’ è iscritta una ragazza dalla Lituania, che parla bene italiano, e vuole certificarlo, dopo essere stata tre anni in Cina.
E tanti altri si aggiungeranno entrando nelle aule, e iscrivendosi, da lunedi prossimo.
Scuola statale, gratuita. I Ctp. Anche questi nel mirino della controriforma Gelmini.
E prossima settimana, iniziero’ anche i corsi di Informatica.
Multimediali, blog, Patente informatica/Ecdl : anche qui, fatica, impegno e spesso amicizia.
Lavoro faticoso, ma tutto di soddisfazione. Peso netto, senza carta.
Come prima, nei 20 anni coi bambini.
Buon inizio, buon viaggio verso la Picccola Itaca di quest’anno.
Ps. Tra i vari corsi di Russo, Cinese, Arabo, Pittura, Teatro
che teniamo ce n’è uno che piacerebbe anche a Galiano e Umana:
Leggiamo insieme un libro. In biblioteca, ogni 15 giorni, da Gennaio, con me.