venerdì, 30 gennaio 2009
Tributo al mito dei  miei 15 anni, C. P.



Cercare la strada che dal bricco
si stende tra la vigna e
la casa bruciata mi costava
sempre un salto del sangue,

un respiro d’affanno,
da torrente senz’acqua
cartavetro dei sassi.

Stavo fermo, l’ombra lunga
ricordando la puzza avanzata
forse  d'affanno, stentata,
masticando un po’ ottusa.

Persa, da capra che studia
una via del ritorno
scansando erbe, fino i grilli

a tentarla, saltandole agli occhi.

La vedevo, la Gina, dietro le serrande verdi
scostate.
Ne sentivo il calore passare sotto
la porta, macchia d’acqua
che afferra la gola.

Ti prendevo alle spalle,
mi dicevo, e tu inghiottivi
come un ghigno, soddisfatta
da capra che trova
il fienaggio.



linodigianni alle 19:50 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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giovedì, 29 gennaio 2009

In viaggio con una bambina
seduta composta, molto seria
per i suoi quattro anni,
con le gambe che non toccavano terra
e il maglione rosso da scaramacai
fatto a mano dalla mamma rumena,
mentre non sa che il suo popolo
sono gli zingari di turno.

In mezzo a due gruppi : cinesi
e marocchini che ridono sentendo
le buffe pronunce degli altri

Richiesto di ascolto dalla donna clandestina
che , lontana dai figli, rischia di colpo
il lavoro, la casa, e i sacrifici fatti
nello stare lontano dagli affetti.
Gelosia della padrona italiana
che le mette tutti contro.

A lottare contro gli scatoloni
elettronici, che rubano tempo e senso di vita
a cercare le combinazioni delle serrature
per rubargli spiriti vitali.

A pensare al mio grillo canterino
che si ammazza di fatica
ma riempie di prati
il mio orizzonte.

A piangere di commozione
nel leggere un libretto che i piu non riusciranno
a conoscere, ma che ti agita tutto
perché riconosci le urgenze della scrittura..

A decidere di non scrivere piu
per gli altri, per nessuno
tanto non si puo capire
niente degli altri se non
la fabula, l'intreccio, il plot.

Proprio quello che mi interessa meno.

"Scrive cartoline perchè il suo respiro
gli impedisce di scrivere poesie come vorrebbe"

Ecco,  citazione tratta dal libretto
di cui parlavo.
(inutile che guardi su anobii)



linodigianni alle 21:11 in: poesie, poesia, poesie mie
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lunedì, 26 gennaio 2009

Non girarti, non parlare, non dire ancora
Portami al mare la notte comincia adesso
ho voglia di sognare

Non muoverti più su quello schermo bianco
le stesse attese da anni.
Il momento che sbatti gli occhi e guardi
attraverso me, le ciglia lunghe


Nei riccioli e nei tuoi tacchi lo charme demodè
e
D’un tempo che neanche vissi

Che
era già  finito


L’incanto di quegli sguardi bistrati
col battello dell’ Atalante,

i telefoni bianchi persi
nell’occhio tagliato

dell' Age d’or di Bunuel

della Divina Greta Garbo,
della riga nera nelle calze della Marlene
quella che le ragazze povere
si tireranno a mano sulla pelle nuda.

Ancora non c’era stato l’inferno di
Auschiwtz, i cani lanciati nella notte
i fumi delle sigarette
mischiate alla cenere
che cadeva nella neve
delle campagne polacche.

Charlot faceva il Grande dittatore
e i nostri soldati morivano e figliavano
cadaveri da niente buttati sul
tavolo dele trattative

Moriva Stalin, nascevo io
ma la punta della Mole
che venne giu in quel giorno
quasi mi uccideva.

Primo mi ha lasciato qualche scritto,
il figlio che ho conosciuto giovane
e il posto preciso nelle scale
da dove non han piu tolto
il filo del recinto.

linodigianni alle 22:24 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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lunedì, 26 gennaio 2009
scarica il volantino del corso

leggiamo insieme  un  libro



Gruppo di lettura collettiva di un libro di narrativa scelto insieme ai partecipanti
4  Incontri  

al giovedì dalle 16.00 alle 17.30
 
Giovedi
12 FEBBRAIO , 12 MARZO, 26  MARZO, 16 Aprile  2009


 

presso la Biblioteca Civica Primo Levi

in via IV novembre,19 - Avigliana

 

Primo incontro

Giovedi12 FEBBRAIO 2009- 16.00 - 17,30


L’iscrizione al gruppo è gratuita

Per partecipare è necessario

-Iscriversi al gruppo e alla biblioteca
-Prendere in prestito o acquistare il libro che sarà scelto collettivamente
-Leggere  il libro e discuterne con gli altri partecipanti

Lista dei libri proposti e ulteriori informazioni: www.ctprivoli.it   ctp.rivoli@email.it

 

Per iscrizioni: Biblioteca Civica Primo Levi

Via IV Novembre, 19 – 10051 Avigliana (To) – Tel. 011.9367460 Fax: 011-9342821

e-mail: biblioteca.avigliana@ialpiemonte.it

 

orari : lunedì, mercoledì e giovedì 14/19, martedì 10/13, sabato 10/13

  Ps. negli stessi orari , al mattino, sarà tenuto
analogo corso di lettura riservato corsisti  stranieri.
Gli incontri di lettura si svolgono da diversi anni.
Progetto e gestione dei gruppi: ins. Lino Di Gianni
  

linodigianni alle 08:34 in: segnalazioni, scuole, italiano per stranieri, linodigianni
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domenica, 25 gennaio 2009

Di quando al mattino si abbassava
nei campi, tenendosi il cappello.
Estate , autunno e inverno,

Come a dire : sono qui ogni giorno
che dio comanda. Giuda Fauss.

Solo per il venire della Primavera,
si scopriva il capo.

Per dimostrare di capire
il sacro della terra.

Di quando raccoglieva il grano
sulla sua vecchia mietitrebbia
(spezzava il pane).

Di quando spiava i filari,
per scongiurare la peronospora,
diavolo dei vitigni,

terrore dei territoir, morte
del Cru Veritable

(e beveva il vino, santificando le feste)

Di quando la Nerina si ammalò
già gravida e dovette
infilare il braccio per salvare almeno
tutto il vitello, boucin ancora
traballante.

Di quando per le grida del maiale
L’Antonia stava perdendo il latte,
che storie di briganti
e scannamenti, lassù in Albania
troppo le ricordavano.

Di quando mi disse lino, tu assaggia
un po’ di questo vino
di pronta beva.

Vedrai, è come fare quel viaggio
insieme, che ci aspetta sempre
verso Cuba, ti ricordi?

Come la Rumba che si muove
a onde rosso Rubino
cercando un altro Egitto
al nostro sole di polenta.

Neh, che è bello?

linodigianni alle 18:32 in: poesie, poesia, poesie mie
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domenica, 25 gennaio 2009


© Foto Lino Di Gianni  Pane Erica

Nonostante la pioggia battente,
le luci appena accese, qualche grido
ancora in aria.

Nonostante l’ansia dei conti da pagare,
il freddo della casa, il buio privato
dal conforto del sole.


Avevo sete e voglia di pianto,
una pianta di Erica e un pane lievitato.

Chiesi, posso farmi mendicante dopo
la Shoa?

Mi rispose Tinti, e il resto del gruppo


Non preoccuparti, troveremo anche noi
qualcuno da bruciare
col fosforo bianco

Grumi di pane da impastare col sangue
delle baba di Ramallah.
linodigianni alle 09:22 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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venerdì, 23 gennaio 2009
Carlin
Prezzo di vendita € 6,00
Libro RACCONTI 80 pagine
Copertina Morbida - Formato 12x18 - bianco e nero
Lino Di Gianni . Carlin. Lotte operaie in bicicletta.

Lotte operaie in bicicletta
Carlin non legge romanzi. Non ne ha il tempo, nè la voglia.Perchè ingannano, non parlano mai della vita vera.


Per qualcuno che avesse la voglia di leggere Carlin e Galiano ( con nomi cambiati) e altri brevi
Il prezzo è quello minimo che chiede il sito ilmiolibro.it per i costi di stampa.
Insomma..è arrivato oggi, dopo che andava avanti e indietro col corriere da Novembre.
Una sola copia.:-)
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=77931
linodigianni alle 18:24 in: libri, racconti, linodigianni, carlin, libri miei
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mercoledì, 21 gennaio 2009

Cammina e misura i suoi passi.
Dieci per arrivare.
Quattro per decidere di andare.

Nel sacchetto il pennello da barba, calze,
mutande . Una maglia.
Si sa mai, che faccia freddo.

Qualcuno lo chiama Fredo.
Qualche volta al bar gli regalano
il caffè.
Altri dicono Spostati , volendo dire,
Vai a casa.

Said lo chiama Barba,
per farlo arrabbiare , gli chiede se
lo rimandano al paese.

Conosce la pena
di stare sospesi nel giorno
aspettando che qualcuno
ti metta in cantina.

Fredo tutti giorni prende i biscotti:
un cane randagio
aspetta l’odore per far  festa.

Il fiore di carta invece è per lei.

Solleva le spazzole e lo infila
sul vetro dell’auto
E' di quella maestra
che ride con i piccoli.

Lassù, in mongolfiera.

Un fiore di carta
che lei con sorpresa
aspetta dall’angolo.

Ride.
E lo pianta.
In mezzo al quaderno.

linodigianni alle 18:33 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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martedì, 20 gennaio 2009

Cento piccoli sogni /Rinnovo adozioni



Quanto sognano i bambini?

Cento sogni ogni mattina
una penna, un quaderno, un pasto
un sogno concreto ...
da vivere a fondo.




(10 euro per una quota
una merenda, una coccinella sulla foglia
un succo sperato

tu ci pensi, poi lo fai
loro, i bambini nel tempo,
ti mettono nei sogni - e gratis)

Bambini Nel Tempo / clikka sulle foto

  

 

 www.bambinineltempo.splinder.com

linodigianni alle 14:32 in:
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sabato, 17 gennaio 2009


Adozioni a distanza 2009


Apertura delle adozioni a distanza del gruppo "Bambinineltempo" anno 2009

Per il sesto anno di seguito le persone che sostengono questo blog,
in accordo con l'altro gruppo di volontari "Insieme"
aprono la campagna affinchè i bambini africani in adozione
possano frequentare la scuola.

Qui si chiedono due cose, per ora :
- far conoscere l'iniziativa
- fare una dichiarazione di impegno a versare

(una o più quote, del valore di circa 10 euro ciascuna, in un anno.)

Verso la fine di Marzo ( seguirà avviso) si chiederà alle persone di
trasformare gli impegni in versamenti ad una associazione di missionari
che ha i contatti sul posto con questi bambini.

( L'iniziativa è sempre stata basata sul passa-parola ,sulla fiducia, e sulla trasparenza
il nostro gruppo è formato da persone credenti e non).
Noi non gestiamo direttamente i soldi, ma cerchiamo di coordinare gli invii.
Ci sembra una piccola azione dal basso, di utopia concreta.
( www.utopieconcrete.splinder.com)

Se possibile, lasciamo nei commenti di questo messaggio
le dichiarazioni di sottoscrizione.
linodigianni alle 20:37 in: bambini
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venerdì, 16 gennaio 2009
Beh, devo dire che sto film, si fa vedere con piacere.
Bella l'idea di creare un filo rosso principale ( il ragazzo indiano umile
che partecipa alla trasmissione)
un filo rosso che si intreccia con episodi di vita dura di bambini
poverissimi, nelle discariche, tra le violenze.

Mi sembra strano, che agli americani piaccia.
Non perchè sia un film troppo raffinato, ma perchè
negli States forse non amano i contorni esotici
per pubblici di nicchia.

Film piacevole, bel ritmo, e ha già il mulo che lo trascina:-)( lino di gianni)

http://www.youtube.com/watch?v=q6vMDa_NP9U


l regista inglese già autore di "Trainspotting" e "The Beach", fedele al motto "ogni volta che mi cimento con un genere diverso, mi sento come all’esordio e riesco a dare più freschezza al racconto", stavolta è infatti volato in India (dove non era mai stato) per girare una favola tanto indiana nell’anima, quanto occidentale nell’occhio. I dodici quiz che vengono proposti a Jamal per arrivare alla meta finale sono, infatti, l’occasione per conoscere la storia di questo ragazzo nato paria, scampato a mille traversie, e ora aspirante paperone. La vita di un ragazzo che ha fatto del ricongiungimento con la sua amata Latika la sua ragione di vita e che è pronto a sacrificare tutto sé stesso in nome dell’amore.
Boyle ci racconta tutto questo come un thriller, fa un abile uso del flashback e tiene sulle spine qualsiasi spettatore giocando sulla credibilità del personaggio anziché sulla sua cultura

continua
linodigianni alle 21:59 in: film
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giovedì, 15 gennaio 2009


Che i miei parlassero in dialetto,
io da piccolo, non lo sapevo.
Io capivo la loro lingua
piena del colore del pane
delle olive, di scartellat a Natale.
Ma qualcosa di strano c’era,
quando tornavano al paese
li chiamavano i Ciauneh.

Cosi, con tutti i parenti su
e i miei amici, tutti a Torino,
si decise che questa fosse casa.

Mi ricordo che oltre ai cartelli
sulle bombe inesplose da non raccogliere
le maestre ci dicevano, con forte infless..ione
torinese, alle madri nostre un poco vergognose

"Mi raccomando,neh, gentile signiora
ca fassa nen parlè il dialetto
della Bassa Italia, che poi ci fan tanti
erori d’la Grammatica (tumatica bela)"

E allora, noi bambini
che un po’ si capiva e un po’
si sfuggiva ai cartelli
“ Qui non si affitta ai meridionali”
ci buttavamo nei prati di periferia,
ancora vicini alle case vecchie,
ancora con l’odore di cemento
umido e segatura.

Alfredo che mi picchiava,
le macchinette che mettevi i soldi
e vedevi le donnine in costume
che muovevano le gambe,
i mignin coi wafer che buttavi giu
col fucile coi tappi.
Mentre l’orso girava,
gridava in piedi,e mai moriva.

  ( A Salvo, che la mamma
gli gridava sempre “Vastaso..”
quando faceva tardi
con noi la sera
per raccontarci dell’uomo
che la notte che aveva guardato
troppo la luna e poi c’erano cresciuti i peli
e poi due zanne cosi e poi
ululava e veniva a raspare alla porta
e allora con una canna
attraverso la serratura
gliela piantò proprio lì in fronte.)


linodigianni alle 21:13 in: poesie, poesia, poesie mie
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mercoledì, 14 gennaio 2009
Bello trovare un film che sorprende.

Anche improbabile, magari.

La trovata del film: lui, l'attore depresso, vecchiotto, ma..

Ma, alla sua età, vuole imparare il piano.

Ne viene sconsigliato, per mancanza di talento.

Lui fa il docente universitario, senza passione.

Deve andare, per obbligo, a tenere una conferenza in una città.

New York, dove ha una casa da 25 anni, pur abitando altrove.

Va in questa casa di sera, e..

dentro c'e qualcuno..che lo aggredisce

che gli cambia la vita.

Bello, bello per me: come gli incontri,

la musica, ma soprattutto la curiosità

e una certa..delicatezza, verso gli altri

possano essere un grande aquilone a cui appendersi in volo.

Il film è L'Ospite inatteso. ( sul mulo c'è) (lino di gianni)

http://it.youtube.com/watch?v=rcacxcuzJfE



Tom McCarthy denuncia le condizioni di detenzione per migranti irregolari in strutture dove vigono luci sempre accese, niente privacy, autorità che tengono all’oscuro i parenti dei reclusi e non danno loro informazioni quando richieste. Per farlo, si avvale di Richard Jenkins (interprete - d’origine teatrale - di un ruolo di prim’ordine, prima catatonico poi indignato) e di una Hiam Abbass in apprensione, di richiami simbolici (all’interno del centro di detenzione, il grottesco manifesto "la forza dell’America: gli immigrati" e un murales con le Twin Towers e la Statua della Libertà, oppure la bandiera a stelle e strisce che si sfoca in dissolvenza) e di emozionanti scene a effetto, come i colloqui con le percussioni mimate e con la lettera visionata attraverso il vetro divisorio, o il protagonista mentre batte sul "djambè" sempre più veloce, rabbiosamente, coperto alla vista dai vagoni e all’udito dal frastuono della metropolitana. tratto da film up..continua


linodigianni alle 16:59 in: film
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domenica, 11 gennaio 2009


La partita è persa,
uccisi i cavalli
le orme cancellate
- Avvisate i bambini -
inutili le nascite.

I resistenti si sono dati alla macchia
 - sparsi in montagna.
Si occupano di cibo - pittura, poesia? -
Scattano fotografie in cui sia scomparso
il ritratto di qualunque umano.

Le speranze che avevamo ora
sono fogliettini della fortuna
- che distribuiscono vecchi col sorriso
a stento - Sperano di non morire
troppo presto.Perchè devono finire l'orto.
Perchè devono viaggiare ancora.

La partità è persa.
Il generale Kutuzov respingerà ancora
Napoleone - Ma prima,
Levi eviterà il suicidio.

Si metterà a scrivere per evocare
i poeti ingenui - osservano le grotte d'aria.
E si chiedono perchè - osservano i massacri
- ne aspettano altri.

La partità è persa, le tracce disperse.
I segni incomprensibili.
Avvisate le staffette:
portino nuove mappe.

Dei non luoghi? Delle non immagini?
Della Terra vista dalla Luna.


© linodigianni riscrittura © Lam
linodigianni alle 09:33 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura, linodigianni
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venerdì, 09 gennaio 2009



Non si puo rimanere a guardare
come uccidono nei modi piu ossessivi
affamando, cercando nel buio, con il fuoco di
mille soli personali.

Se fosse solo una classe politica,
un gruppo di generali, scimmioni, hobos
narcotrafficanti che
squarta
un popolo di affamati.
Ma qui, il popolo di Israele,sembra appoggiare
Ma qui, per paura di qualche razzo, si stermina
col fosforo, con urla.

Qualcuno ha scritto: lo fanno per vincere
le elezioni, attaccano il piu debole
per farsi forti senza rischiare niente.

Già, c'è la guerra, a Gaza.
Oh, no, non mi sembra
Da una parte c'è il terrore
di chi ha armi, soldi e amici potenti.

Dall'altra un popolo di straccioni,
coi suoi martiri e kamikaze obbligatori.
E quanti kamikaze si stanno allevando
con queste atrocità?

Perchè gli scrittori israeliani
possono ancora scrivere,
dopo Gaza?
Con che coraggio, con quale
coerenza?
Vogliono riprodurre i campi di sterminio,
per liberarsi facendo questa volta
la parte di Hitler?


© lino di gianni
linodigianni alle 16:26 in: scrittura, gaza
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sabato, 03 gennaio 2009

Palmira scendeva lenta, guardando che non ci fossero buche sotto la neve.
Il ragazzo  la precedeva, fermandosi dietro agli alberi del sentiero
per vedere se c’erano segni strani di passaggio dei tedeschi o dei fascisti.
Arrivarono al pilone di San Sebastiano, dove erano stati trucidati molti civili
per rappresaglia.
Si vedevano ancora  dei fiori di campo messi su a ricordo di qualche mano pietosa. Ma c’era un silenzio insolito, teso.
Palmira guardò in cielo e si buttò addosso al ragazzo per nascondersi nel fosso.
Un aereo tedesco stava mitragliando alle cime del campanile e verso qualsiasi cosa si muovesse.
Videro il fumo venire su dal ponte di ferro di Borgo San Dalmazzo e capirono che era stato bombardato.I tedeschi cercava nodi interrompere le comunicazioni ferroviarie.

 tutte le parti del racconto su www.palmirabunet.splinder.com

linodigianni alle 18:29 in: scrivere, racconti, scrittura, resistenza, racconti miei, palmirabunet
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venerdì, 02 gennaio 2009
Palmira Bunet .Lotte partigiane in bicicletta. (Per vedere il blog )


Palmira guardò il ragazzo, disse “ Ormai è meglio che passiamo la sera qui.
A scendere col buio e col ghiaccio, non è bello.
Ti va bene se mangiamo un brodo con due patate, almeno ci scaldiamo ?”
Bourdel fece si con la testa, tiro’ un po’ su col naso e cercò di fare due sedili
vicino al camino con qualche asse rotto avanzato della baita”.

Il ragazzo, appena quattordicenne, stava quasi sempre insieme alle mucche negli alpeggi.
Quelle poche sfuggite alle uccisioni, alle razzie.
Era cresciuto col mito di quegli uomini di poche parole, i partigiani.
Vestiti male, con poco mangiare, che rispettavano i contadini e la montagna.
“ Te , da quanto sei con quelli della montagna? ”
“ Eh, quando lotti con qualcosa che puo’ portarti via tutto, il tempo non passa mai.
O è sempre troppo corto. E poi, mica si sceglie se vivere cosi. Se poi uno muore.”
“Ou, Palmira, io li ho visti i morti duri e blu per il gelo.Non son una bella cosa, da guardare.
E chi li aspetta in casa, il dolore, neh. Ma io vorrei avere un fucile per mazele tuti, sti germani.”



linodigianni alle 17:39 in: racconti, scrittura, resistenza, racconti miei, linodigianni, palmirabunet
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