martedì, 31 marzo 2009

Il mobile della casa
nell’angolo
dello stesso spazio
la chiave ha girato
solo tirando
la porta a sé.

E’ vero,
si era rotto un uovo
dei tre comprati,
ma la vicina
oggi non guardava
da dietro le tende.
Né c’era il corvo,
sul campanile.

Come quando ti svegli
da un sonno
molto pesante,
e non capisci dove
metterti al centro
del tempo.

E’ rimasto
uno sportello aperto,
il ginger rosso
nel frigo
un wurstel di tacchino
che piaceva solo a te
e questa
maledetta stanza
dove non so più
come svegliarmi.

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linodigianni alle 09:33 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura
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martedì, 31 marzo 2009
sabato, dicembre 15, 2007 | in : poesie, poesia, poesie alp, poesie lainus, poesie lino di gianni

Per la ragazza con la testa rotonda,
che aveva un lato del corpo , offeso,
un braccio e una gamba che avanzavano a stento
che parlava dei suoi due gemelli
nello stesso modo che
il sole sta in cielo
e pure le nuvole.

Per il vecchio molto malato, che parlava arrabbiato
di tutti gli esami e si confondeva le tasche, le vene
e faceva paura col suo attaccamento
a medicine, grani del consueto rosario

Per la signora, anziana, con problemi per
il suo nascente morbo di Parkinson
e che pure aggiustava, sollecita, il colletto al marito
e chetava la figlia down, oramai adulta, spaventata.


Per queste, e per altre persone
che fanno del lavoro, del dolore, dei faticamenti
la loro colonna sonora,

scrivono i poeti ingenui,
a tentare la possibilità,
dell’essere interi.

linodigianni alle 08:35 in:
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lunedì, 30 marzo 2009




Fieno

Ti aprissero le vene
nel covone del fieno
piume d'uccello
vapore di brace
vino aspro da smorfie.

Riposa, oh riposa
e dona loro o Signore
il silenzio della lucertola
dopo che ebbe mozzata
la coda.

Filo

Al giocoliere che camminava
in precario equilibrio
a 200 metri d’altezza,
allargando le braccia,
e compensando di gambe,

dissero, volendo
la sai cogliere una rosa
senza toccare la spina
senza spaccarti per terra
o, meglio ancora,
senza più sogni
da raccontare
ora che il filo l’han venduto
e camminare ti tocca
mantenendo in equilibrio
la nave in bottiglia sul filo
del marciapiede

linodigianni alle 22:46 in: poesie, poesia, canzoni, poesie mie, video, janes joplin
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domenica, 29 marzo 2009
Di mani che non arrivano
a raccogliere fiori,
il carretto gira per ferro avanzato
O carta e cartoni buttati.
Di sguardi che non si sono mai fermati
tanto lo sanno che non gli spetta niente
Semmai avanza qualcosa
È sempre andata così.
Anche le sberle da piccoli venivano cosi
Come un giorno segue ad un altro
Le urla di fai questo,
il rumore secco delle nocche sulla testa, ingoia
e non fare quello che piange, non serve.


Che io dimenticassi

Che io dimenticassi il mare
che c’era tra noi, che spostassi
le nuvole, ogni singola foglia verde
e, in numero di quindici,
i richiami delle sirene.

Che , prima che il bicchiere cadesse
 a terra, sotto il balcone degli amori improvvidi,
io avessi già preso gusto e ansia
e amo fondo nell’apice della gola, mia,
con lo sguardo fisso.

Che tu, non mi sparissi davanti
che non smettessi di stringere
che  tu, continuassi nel ridere
dove io, stanco, avessi a interromperlo.

Che non fosse semplice
lo sguardo lontano
lo scoprimmo presto, la mano
nel posto vuoto, nell’ombra mancante.
Le stelle
Nel mare
Gemelle, di quelle che in alto
Seccavano al sole.

linodigianni alle 21:58 in: poesie, poesia, poesie mie
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venerdì, 27 marzo 2009
Porte chiuse

“ Buongiorno, signor Odalengo. Complimenti per le sue mele. Son tornata a comprarne.”
“ Ah, bene. Son contento. Lei è la signora bionda che l’altra volta aveva quel cappello rosso”
“ Si, il mio basco rosso, se...  Continua a leggere


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martedì, 24 marzo 2009
Vedi questi? Li chiamavamo " Vricci"
se ti mettevi un po' di tacchetto non potevi camminare
tutte cosi erano le strade da noi, fino a Stornarella.

E vedi queste pietre grosse?
Li chiamavano " Chiangoni"

E queste verdure si trovavano nei campi
li chiamavamo " Marasciull".
Tu non le hai mai mangiate,
hanno un odore forte, a cucinarle
appuzzoniscono tutta la casa

Tuo nonno, quando si allenava per le maratone
aveva uno zaino sulle spalle
e quando tornava a casa
portava sempre o i " Lampasciun"
o la cicoria selvatica raccolta.

Perchè mica si doveva perdere tempo.
E io al forno del paese andavo a portare
la forma di pane pugliese,
Una ruota di pane più grande di me.

La mamma di tuo padre, dopo una giornata
a spaccarsi la schiena sui campi,
tornava e faceva la pasta fresca.
Le orecchiette sottili, con un dito.
Acciughe e cimedirapa.

Ti ricordi tuo padre come cantava?
" Ah che addor 'e malvaros..."


( © lino di gianni)



linodigianni alle 06:38 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura
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lunedì, 23 marzo 2009
Nelle lingue diverse, aspettando ad un angolo una puttana
guarda il colore della pelle col bianco del giorno
la violenza , comprare l’insalata , deliscare l’acciuga salata.
Guarda la tua faccia nello specchio del pregiudizio.
Io adoro queste tue scritture.
(Mi dica quanto fa, poi passo a pagare).
Come vuoi la poesia ?
La vuoi cioccolatino perugina, tutta bella incartata ?
che ti rincuori, rassodi
(e ti faccia ritrovare )
quel calzino colorato spaiato ?

Con calma sbuccio le patate, o le conservo che hanno più sapore.
Loro vanno a sciare stamattina io a pulire il culo di una vecchia che non conosco.
Il Lama dopo quarantrè anni di esercizi  di trascendenza è scappato con la sua
insegnante di italiano.
Aveva visto giusto mia zia Adalgisa che bagnando i fiori e preparando
la peperonata, aveva detto, quello non me la conta giusta.

E adesso cosa mi rappresentano tutte queste parole giustapposte, disarticolate
non credi che si senta che c’è il costruito ? Il costrutto ?
Salgono, scendono dal tram
poche lingue  veramente diverse pochi hanno i biglietti
molti vengono da lontano e scendono qui all’angolo.
Sto cucendo delle foglie di banana, per fare un gonnellino
oggi rivedrò Josephine Baker, domani Marilyn Monroe.
linodigianni alle 09:55 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura
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lunedì, 23 marzo 2009
codice errato :


Che le parole non bastino
gli sguardi non arrivino fino a lì
che cadano come

linodigianni alle 07:35 in: poesie, poesia, poesie mie
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domenica, 22 marzo 2009
16 . Orologio con gli uccelli ::


Un altro degli oggetti che si teneva in casa Odalengo.
Un orologio a cucù con dodici versi di uccelli che cantavano a tutte le ore.
( Fringuello, Cuculo, Cinciallegra, Picchio rosso maggiore, Tordo bottaccio, Barbagianni, Scricciolo, Merlo, Cinciarella,..

linodigianni alle 07:57 in:
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sabato, 21 marzo 2009

 Le vele dei battelli
ho strappato,
e il vento che era al massimo del suo giro
Con l’ancora calata, in una baia di fortuna.

Lo scambio , lo specchietto, due giri di perline
io, il buon selvaggio, io venerdi.

Io seduto rimescola sulla sabbia
la costruzione del castello.
Io acqua, o incerta diga che si apre al dubbio.

Alga nella risacca
sguardo incerto ,
profondità del fondo peso
e il battito d’ali del gabbiano sul pesce.

Conchiglia, mi raccogli, intimo alla tua eco.


linodigianni alle 01:43 in: poesie, poesia, poesie mie
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venerdì, 20 marzo 2009


vedi il trailer

Vicky Cristina Barcelona


Titolo originale:  Vicky Cristina Barcelona
Nazione:  U.S.A., Spagna
Anno:  2008
Genere:  Commedia, Drammatico, Romantico
Durata:  90'
Regia:  Woody Allen
Sito ufficiale:  www.vickycristina-movie.com

Cast:  Scarlett Johansson, Javier Bardem, Penelope Cruz, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Rebecca Hall, Pablo Schreiber, Carrie Preston
Produzione:  Mediapro, Antena 3 Films, Gravier Productions
Distribuzione:  Medusa
Data di uscita:  Cannes 2008
17 Ottobre 2008 (cinema)

Trama:
Due turiste americane, Vicky e Cristina, che danno il nome al film, in viaggio nella città catalana, fanno perdere la testa ad un irresistibile pittore spagnolo. Se già non bastasse questo triangolo amoroso a rendere bollente la situazione, ci si mette pure l'ex-fidanzata dell'artista, che alla vista del "suo" uomo insieme a due straniere si fa travolgere dalla gelosia...
(filmup- recensione )


Simpatico  film, bella fotografia, belle storielle, Bravo Bardem e Penelope Cruz.
Woody Allen ? Ah, non c'era, stava suonando il clarinetto
avrà scritto le pedanti istruzioni al suo aiuto regista.

Ps. Dio Mio, quanta gente ricca che non fa niente dal mattino alla sera..
ma, non si annoiano ? :-) (io)
linodigianni alle 16:53 in: film, linodigianni
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venerdì, 20 marzo 2009

Con il fiore che scalcia
all’interno.

Silenzioso  lupo
  in caccia di ombre.
Con la mano che si ritrae.

Con un albero incerto
sul suo destino.

Se valesse di più, migrare.
O farsi acqua e terra
zuccheri e nutrimenti.

E indolenze  estatiche
danze
memoria di radici
luna park di
lumache in amore.

linodigianni alle 05:40 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura
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giovedì, 19 marzo 2009
vedi anche le foto qui
linodigianni alle 06:09 in:
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mercoledì, 18 marzo 2009
le foto della manifestazione della scuola

del 18 marzo 2009 a Torino
Qui
.............................
Odalengo, mele a Porta Palazzo .clicca sulla foto

linodigianni alle 21:49 in: manifestazioni, torino, scuole, scioperi, 18 marzo, linodigianni
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mercoledì, 18 marzo 2009
il vento fa il suo giro Titolo originale: Il vento fa il suo giro Nazione: Italia Anno: 2005 Genere: Drammatico Durata: 110' Regia: Giorgio Diritti Sito ufficiale: www.ilventofailsuogiro.com Trama: Nel contesto montano delle Alpi occitane italiane, Chersogno é un piccolo villaggio la cui sopravvivenza é legata ad alcune persone anziane ed a un fugace turismo estivo. In questa piccola comunità arriva un pastore francese, accompagnato dalla sua giovane famiglia, le sue capre e la sua piccola attività da imprenditore formaggiaio. Ben accolto, se pur non a braccia aperte, il suo arrivo diventa la dimostrazione di una possibile rinascita del paese. Ma, un po’ alla volta, le condizioni di vita divengono sempre più difficili, tra incomprensioni, rigidezze e un pizzico di invidia. Alcuni tra gli abitanti iniziano a sentire troppo ingombrante questa nuova presenza, ed una serie di vicissitudini portano il paese a dividersi in due. FilmUP
linodigianni alle 07:44 in: recensioni, film
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martedì, 17 marzo 2009

17 marzo 2009

 

NOI NON SEGNALIAMO DAY


La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) attraverso i Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS), in collaborazione con Medici Senza Frontiere, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, organizza una giornata di protesta e mobilitazione contro il disegno di legge sulla sicurezza in discussione alla Camera dei Deputati che prevede la cancellazione del divieto di segnalazione per gli immigrati senza permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie per curarsi.

Scarica il volantino da distribuire (anche nei giorni successivi):


PROGRAMMA IN PROGRESS

Eventi a Roma (GrIS Lazio), Milano, Bergamo e Brescia (GrIS Lombardia), Bolzano (GrIS Alto Adige), Palermo, Ragusa, Siracusa e Catania (GrIS Sicilia), Bologna, Cesena, Reggio Emilia, Quarto Castella, Ferrara e Ravenna (GrIS Emilia Romagna), Udine, San Daniele, Trieste, Gorizia, Pordenone (GrIS Friuli Venezia Giulia), Torino, Novara, Cuneo (GrIS Piemonte), Trento (GrIS Tentino), Sassari, Olbia (GrIS Sardegna), Genova, Firenze (16.03), Eboli (Sa), ... ...

 

Ed ancora altri colleghi in altre città: Padova, Latina, Lecce, Sulmona, ... ...

 

A questi eventi e manifestazioni, di diverso tipo e consistenza, stanno aderendo ordini professionali, società scientifiche, realtà istituzionali ed enti locali, gruppi ed associazioni di volontariato e privato sociale, operatori del settore pubblico e privato sociale ... ...

 

Riceviamo la piena adesione anche da parte dell’Intersindacale Medica (Anaao Assomed, Cimo Aaroi, FP Cgil Medici, Fvm, Federazione Cisl Medici – Fassid, Fesmed – Federazione Medici Uil Fpl) della Società Italiana di Pediatria e del Gruppo di Studio Nazionale per il Bambino Immigrato.

 

 

Con i contenuti dell'appello (aggiornato) già presentato in occasione della discussione dell'emendamento in Senato "Divieto di segnalazione: siamo operatori della salute, non siamo spie", si vuole spiegare ancora una volta l'assoluta insensatezza di tale provvedimento in termini di sanità pubblica, di economia sanitaria, di sicurezza e di valori etici e deontologici.

 

presidente@simmweb.it

ombretta.scattoni@rome.msf.org

fonte   http://www.simmweb.it/

linodigianni alle 08:52 in: importante, migranti, medici
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domenica, 15 marzo 2009
Trama:
Germania, anni '50. Michael Berg é un ragazzo in piena età adolescenziale e quindi in preda ai primi turbamenti e alle prime voglie sessuali tipiche di quell'età. Un giorno, mentre cammina per strada, é vittima di un malore, e viene soccorso da Hannah, una donna matura, più grande di lui. Michael, rimane affascinato ed invaghito di questa donna tanto che inizia una relazione con la stessa. Hannah però, nasconde qualcosa, qualcosa che riguarda il suo passato, e Michael, intuisce che si tratta di qualcosa legato alla guerra...



The reader, un film bello, ben fatto anche se le due parti di cui è composto

non sono ben collegate.Bravissima lei e il ragazzo.
Ottima la tensione narrativa, viene voglia di leggere il libro da cui è tratto.
Un libro famoso in tutte le scuole, in Germania, " A voce alta"
(Lino di gianni)

Stephen Daldry ci offre un tentativo di sintesi del suo cinema precedente. Per un aspetto torna l'attenzione a una fase fondamentale della crescita di un adolescente come in Billy Elliot e per l'altro la voglia di cimentarsi con una storia che si muove su più scenari narrativi come accadeva in The Hours. Perché The Reader (che in inglese conserva l'intrigante attribuzione sia maschile che femminile) è una storia divisa in due. Nella prima parte fonde con uno sguardo vivace, e al contempo indagatore, l'iniziazione sessuale del protagonista maschile con la fame di cultura letteraria della donna che gli si offre con totale disponibilità. Il linguaggio dei corpi uniti e quello della parola scritta che diventa voce, con tutte le sfumature di senso che comporta, assorbe l'attenzione dello spettatore.
Quasi improvvisamente però il film si sottrae a questa dimensione per spostare il baricentro sul tema del senso di colpa nei confronti della collettività che finisce con il riverberarsi sulle dinamiche interpersonali portando la narrazione sui binari già più visitati dal cinema sull'Olocausto. Ciò detto l'interpretazione di Kate Winslet resta magistrale
articolo completo e fonte di questo

segnalazioni:


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linodigianni alle 22:30 in: recensioni, film
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sabato, 14 marzo 2009
Mise 15 orsi di pezza, sette rosa e otto azzurri
Allineati sulla mensola
Al limitare del bosco.

Poi aprì il fuoco,
tra sollevarsi di talco


Alcune foglie ricaddero intatte,
d’un verde piu scuro nell’incerto del prato.

Appoggio’ il capo ad un pietra
esposta finora al sole del mezzogiorno
cercò di assorbirne le attese,
la calma abitudine
a un momento d’incontro

Si rivide con gli occhi
di ciascuno degli orsi,
ora in fuga, ora allegro.

E pianse.


©linodigianni

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linodigianni alle 21:27 in: poesia, poesie mie, linodigianni
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domenica, 08 marzo 2009
Leggete la bella recensione di Imaginaire
al mio libretto di racconti Carlin.

La ringrazio molto della sensibilità di lettura.

imaginaire ha scritto un nuovo post sul blog imaginaire

:: Carlin. Lotte operaie in bicicletta. ::
 
La prima cosa che mi viene in mente da dire: è che il libro di Lino di Gianni suddiviso in tre momenti, fa parte di quella piccola editoria dove si sente immediatamente già dalle prime righe, un narrare prezioso tra incanto e...
Carlin

Prezzo di vendita € 6,00
Libro RACCONTI 80 pagine
Copertina Morbida - Formato 12x18 - bianco e nero



Il libro è stato stampato e venduto al solo prezzo di costo.
Qui
Per chi volesse leggerlo in pdf gratuito  Qui
 
sul mio sito si possono trovare tutti links a poesie e libri

   
linodigianni alle 11:50 in: recensioni, racconti miei, carlin, imaginaire
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mercoledì, 04 marzo 2009

1. Odalengo, mele a Porta Palazzo .



Io, per me, vendo mele a Porta Palazzo.
Al mercato piccolo, quello sotto la tettoia.
Non quello grosso, della frutta e verdura, dove comprano a casse.
Dove il banco te lo montano ragazzi marocchini. Dove ci sono molti cinesi che vendono vestiti.

No, tutta quella confusione, non potrei sopportarla.
Qui, la maggioranza sono piccoli contadini che portano frutta, fiori, verdura dei propri campi.
O cosi dicono tutti. Poi, certo che ci sarà chi compra patate al mercato di Canale, e le vende come sue.
A me, per vivere, bastano piccole quantità.
La mia pensione è poca, 700 Euro, al mese. Poi faccio lavoretti, e insomma, va bene cosi.
A proposito, il mio nome, per chi vive in Piemonte, non fa una bella rima.

Mi chiamo Odalengo.
Non è che son ricco di famiglia. Più che altro, mio padre voleva darmi il nome del nonno.
E mia madre, venuta da un Sud di fame e ignoranza, disse
“ No, chiamiamolo come il paese dove stiamo”

 

( Che poi a me, da bambino mi chiamavano Piccolo, essendo la frazione minore chiamata così.
A mio cugino, è toccato Odalengo Superiore- povero, chiel lì.)

 
A questo banchetto del mercato incontro i clienti, al mattino.
E anche qualche amico, viene a mangiare il suo sanguis con il salame cotto tagliato spesso, o con i peperoni e le acciughe.
Vicino al mercato c’è la trattoria Valenza, una vecchia piola.
A volte ci incontro Rocco, un maestro che lavora con gli extracomunitari.
(Ma lui si arrabbia se li chiamo così.

Io rido, e dico “ Ah, i Mau Mau, come voi terroni che siete venuti al Nord..)
Ma nesuno dei due se la prende. Ci conosciamo da troppi anni.
Sa che io rispetto tutti quelli che lavorano e si fanno i fatti propri.
Per me, passi lunghi e ben distesi, se porti rogne.

Altrimenti, mi piace quando vengono a contarmela.
Mi piace prendermi il tempo.

Offrire una mela rossa, piccola, gustosa
e profumata di vigna.
E guardare se , a chi mi parla, viene l’occhio che ride.
Son soddisfazioni, ascoltare.

Come Rocco, oggi.
Che non riusciva a capirsi con una ragazza cinese.
Lui voleva darle un passaggio. Lei non capiva.
Lui a disegnare la pianta della città.

Mi tenevo la pancia dal ridere, a sentir Rocco che diceva:
“ Sai, dopo tutto quel parlare, lei diceva sempre si.
Poi ha iniziato a camminare, ed è uscita”
Io mi son nascosto in classe, che non sapevo piu che fare,
con tutta quella confusione.
( Continua)


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linodigianni alle 18:01 in: odalengo
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lunedì, 02 marzo 2009
Leggete la bella recensione di sgnapi/silvia  al mio libretto  Qui



Carlin e le sue gabbie per uccelli, la Fiat SpA e la bicicletta,  Peppino e la piola, Bernard e la sua acqua Velva Bluette, Umana e il suo giardino segreto,  Norina e la sua voglia di crescere, Anna e i suoi bambini, Ottavio con la sua fisarmonica,  il cane Adolf che non se lo fila nessuno malgrado il nome, Spartacus e la requilizia, Karl e i binari, la Dama Del Cappello che fa impazzire Karl, la donna che salta, il mare che manca.

OtreFuà e i suoi occhi di marea.

linodigianni alle 06:47 in:
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domenica, 01 marzo 2009

Se fossi stato quel grillo, avrei lasciato il prato
per dondolare
all’ultimo freddo senza ombra,

col vento che corre basso

sotto alberi e teste d’ uomini.

Perché essere il guardiano di un passaggio
segreto, nascosta botticella, canale occulto

è un peso che fa trascinare
zampette filiformi come fossero impregnate
di melassa,bugie, finzioni, dissimulate menzogne.

E invece.

Un canto, solo un canto continuo da decifrare,
la scala su cui scendere o salire verso
quel mondo altro, dove si balla,
si ride.

Eserciti di messaggeri pronti a irrompere
in quell’unico punto segreto
che mi porto addosso

come fosse labirinto

come fosse ombelico.

E appunto.

Lui invece certo dei suoi
nascondimenti,
modula variazioni,
simula disattenzioni.

Ma, ha antenne sapienti

Sensibili alle foglie.
Sa che spesso non si muore di neve
ma per una sottile coperta di brina
più ghiaccia del solito.

E allora salta, salta e canta
a saperne leggere
le tracce, ci sarebbe tutta la mappa
disegnata
dei pensieri che ritornano
degli affanni che filtrano.

Dell’ingresso nascosto.



linodigianni alle 17:54 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura, linodigianni
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