Ho trovato questo diario dimenticato a scuola. Ne riporto alcuni brani, perchè mi è sembrato molto interessante. (Pasquale Gianni)
1. 27 Giugno ****
Sono una suora. Sono nera, africana. Ho 32 anni.
Vivo, da quando ero piccola, in giro per il mondo, nelle varie missioni del mio ordine d*****.
Spesso torno in Italia, alla casa madre. A volte al Nord, a volte in Puglia, in una sede isolata.
Nella mia vita gli altri mi hanno sempre ricordato il colore della mia pelle e l’origine della mia nascita: Restituita.
Uno scrivano con poco senso delle lingue tradusse Restituta, cambiandomi anche il suono.
Nella mia vita, ho sempre pensato agli altri come una continua fonte di scoperta.
Non so se questo sia utile, per cantare le Lodi del Signore.
Forse anche solo il Canto dei miei concittadini africani, a volte è una preghiera.
Forse anche il mio pensare ai problemi da risolvere, con la forza di tutti, è un modo di credere.
Mi basta che avvenga l’incontro tra persone sincere, che parlano e agiscono come si respira.
In assenza di respiro, è come mancare di rispetto a se stessi e rubarsi l’anima
Come dicono i Nativi D’America, è uscire dal Cerchio delle Nazioni.
gommapiuma di Pietro Perotti
clicca per ingrandire
Mirafiori Presse Porta 15.
“ A Pietro , a Ettore,a Gianni, ad Angelo: rivisti 30 anni dopo.
Agli indiani che ancora lottano senza farsi
chiudere nelle riserve.
Forse succede come ai reduci di guerra, una volta che hai condiviso pericoli,
dolori e qualche piccola soddisfazione, rimani legato.
Gli occhi, gli occhi che ti chiedono- e adesso, che si fa?
L’azione, prima di perdere tempo: si occupa la fabbrica. 1980.
Tutte le porte, e non è uno scherzo.Più di 35cancelli.
Devi avere il consenso, degli operai.
Se no, poi ti travolgono, entrano, sfondano.
E invece Pietro fece fare l’abbozzo della faccia di Marx.
Ci pensò Carlo, amico silenzioso del suo paese, gran grafico.
Il faccione di Marx, bianco in campo rosso, appeso ai cancelli.
Un pulman come centrale operativa.
I camion delle operative emiliane che portavano frutta e verdura
agli operai in sciopero.
E gli operai che la sera, ai picchetti, facevano la grigliata e si
ballavano con le mogli come a fare paese, là, per sfida al padrone.
Venne Berlinguer- il Pci appoggerà questa lotta, disse..
Venne Benvenuto- a nome della Uil- dico- o la fiat molla, o molla la fiat.
Venne Marco Revelli a intervistare questi operai in sciopero.
La Sera, in macchina, Romiti guardava quanti erano ai picchetti.
Poi decise di lanciare gli impiegati e i capetti contro quello sciopero.
Lama disse, stenda lei il comunicato.
La marcia dei capi, i 40.000, all’inizio era uno piccolo torrente che si poteva fermare.
Se. Se la testa del Partito e del sindacato lo avesse voluto.
Iniziò da quella sconfitta del movimento degli operai, la palude di oggi.
Odalengo, nei confronti dell’umanità
porta un grande rispetto.
E’ nei confronti di qualche singolo esponente,
portatore di miserie quotidiane, che invece se la prende.
Di quelle persone che, entrate in una stanza, fiutano...
( Queste parole non si chetano,
assumono protocolli inesistenti
assetti variabili
a contatto con l'atmosfera.
Tanto, da renderne incerta
la scrittura ferma.)
L’uomo si dispose con il capo
appoggiato, la testa nell’incavo
del braccio.
Rifletteva, vicino alla parete
una luce raccolta.
Il mendicante smetteva la questua.
L’uomo pensò, vogliamo farci vedere
al meglio, nel nostro lavoro.
Una questione di orgoglio, di etica,
o di poter dire questo sono io.
L’uomo scriveva, leggeva, e poi
strappava
oscillando con le sue gambe
entro un falso movimento.
Forse ci prenderà prima la morte,
senza nemmeno sorprese.
Magari uno stiramento più
lungo, in assenza di respiro.
L’uomo chiese perché scrivi?
Perché poesie? Non senti
il senso del ridicolo
stringerti alla gola,
come un ladro fortuito?
Il mendicante si guardo’
le mani, si toccò in tasca.
Sorrise con un cenno d’intesa
alla donna con pochi denti
A certe ore del giorno, in uno spazio stabilito
mi metto in fila per chiedere qualcosa.
Talvolta un giornale, o un po’ di pane
o almeno che venga il temporale.
Devo ricordarmi le parole, un po’ come
le chiavi.
Se dico, turista, cliente, customer satisfaction
mi danno un posto per dormire.
Se dico lavoro, migrante, dignità
mi fermano per mancanza
di identità conforme
come da protocollo.
Patria-e suolo
Dio è con noi
Dio è contro Allah
Solo L’Opus Dei ha i
timbri per i permessi di soggiorno.
A certe ore del giorno, rimango sempre
un po’ stupito.
Persone senza un cortorno definito,
offrono parole che nessuno capisce,
nemmeno le donne sono guardate.
Sfondano le porte, occupano le case.
Nessuna voce di bambino.
Nemmeno l’abbaiare di un cane.
Non suona più nemmeno il vicino
che sfiniva nel pomeriggio.
Rimane un vaso di margherite
che se lo bagno, si ravvivano
quei fiori, prima seccati.
Coco Avant Chanel - L'amore prima del mito
Nel girare "Coco Avant Chanel – L’amore prima del mito" la regista Anne Fontane tenta con successo la strada trasversale. Non un biopic in senso stretto, neppure un melodramma classico, Coco Chanel si staglia nel panorama ibrido delle mezze misure. Per tentare l’impresa la classe non gli manca e il coraggio neppure, tutte proiettate dai gesti, gli sguardi e le movenze di Audrey Tatou, perfetta nel ruolo come poche altre attrici di oggi.
Gabriel è una bambina abbandonata in un orfanotrofio da un padre che non rivedrà mai più. Divenuta poco più che adolescente, Gabriel si guadagna da vivere come ballerina di cabaret, sognando il grande salto nei teatri di Parigi, e si dà da fare come sarta. Proprio a causa di un balletto conosce un ricco aristocratico francese che gli affibbia il soprannome di Coco. Restia, la ragazza comincia con lui una convivenza che la porterà a conoscere il vero amore e il proprio ineluttabile destino...
E’ un film elegante "Coco Avant Chanel", e non solo grazie ai vestiti e ai cappelli che popolano come personaggi aggiunti la pellicola. La regia della regista Anne Fontane, garbatamente efficace e pungente come solo la vera eleganza sa essere, coinvolge fin dalle prime battute. Ovviamente è la Tatou a contribuire a questa ipnosi emotiva, che tra rispostacce e intuizioni stilistiche lascia semplicemente incantati.
Perchè vedere quel film: poteva essere un'occasione
interessante per leggere un pezzo di storia
attraverso il mutamento di una vita,
di una cultura..la moda come campo di
manifestazione artistica.
Poteva: per me rimane solo
la brava attrice che,
mettendoci corpo e faccia
cerca di non far dimenticare,
per sempre questo film
Dopo una delusione d'amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino... Un'insolita storia d'amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark.( sintesi da ibs)
mio giudizio: Gioca e rigioca a cercare di "epater le burgeois"
ma a lungo andare, secondo me,
diventa stucchevole e il gioco non le riesce.
Praticamente sempre una variazione dell'igiene dell'assassino.
In mezzo alle pagine del libro, strano, eppure le avevo le chiavi, controlla il gas se è chiuso, stavo cercando delle parole che, guardi se c’è posta per favore ? forse che l’uso delle pentole è meno importante ?
Bianco, e poi grigio, cenere, carta da zucchero, canna di fucile.
Occhi. Aperti. Chiedono perché.
Tutte le parole del mondo, i cibi, tutti gli oggetti. Tolti dalle tasche, sul tavolo.
Con la mano, nella mia mano, il caldo del sole rimastomi dai giardini Luxembourg di Parigi, accompagno i figli dei Comunardi a morire.
I figli dei braccianti vedranno i banchi di scuola, e poi i campi.
Per quelli piccoli oggi, dipende.
Se trovi l’acqua, se eviti l’aids, se mangi, se niente pulizia etnica- puoi sorridere.
Se non ti hanno comprato il cellulare giusto, piangi pure, sei finito.
Bianco, e poi grigio, cenere, canna da zucchero, carta di fucile.
La moglie del romeno ucciso: "L'ambulanza solo dopo mezz'ora"
di Cristina Zagaria
COME SIAMO DIVENTATI - Molte le riflessioni autocritiche. "Ma come siamo diventati - si interroga patrizia064 - non riesco a trattenere le lacrime: siamo belve, ricordatevene quando ai semafori non rivolgete neanche un sorriso a chi sta peggio di noi". Dicedavita29: "Francamente non so dire come mi sarei comportata, vorrei poter dire che davanti a un uomo agonizzante non sarei scappata, ma onestamente non lo so. Quello che so è che vedendo questa scena ho provato un senso di orrore profondo per come le persone hanno reagito, per come sono scappate, per come hanno evitato ogni contatto. Allucinante che solo dopo un po' di tempo qualcuno si sia fermato vicino. Addirittura più tremendo della sparatoria è stato, per me, il comportamento delle persone, che metto sullo stesso piano di quelli che hanno sparato". "Sono sconvolto - spiega nvighi - sconvolto dall'idea che, magari, anche io mi sarei potuto comportare come quei passanti...Passanti che non sono bestie, probabilmente sono persone normali, genitori, fratelli...Come me. Persone che guardando i filmati che ho appena visto, forse, sarebbero inorridite. Persone che poi si sono trovate a dover fare i conti con se stessi...Chissà cosa avrei fatto io...Mi guardo allo specchio e non lo so più dire. Cosa mi è successo, cosa ci è successo...Guardiamoci tutti allo specchio dritti negli occhi. Invece di giudicare gli altri dallo schermo di un computer, chiediamoci cosa avremmo fatto noi. E, quale che sia la risposta, chiediamoci il perchè del nostro comportamento. In bocca al lupo a tutti noi, che eravamo diversi".
" A Manila, quando vogliono sgombrare uno slum,
prendono un gatto o un topo( un cane no, dura troppo poco)
lo intridono di kerosene e lo rilasciano tra le baracche"
Un libro strano, un libro da leggere. L' autore è un antropologo che vive sul campo da 4o anni.
Non possiede un telefonino. Di formazione è un fisico.
Questo libro non è un saggio. Anche questo mi convince.
Per esempio, la favela, lo slum. Uno slum di un paese ricco, del Nord del mondo,
potrebbe essere un quartiere residenziale, in Nigeria.
E' interessante notare che poche istituzioni si occupano della gestione operativa
e organizzativa degli slums..tra questi, guarda-guarda: i sistemi militari Usa.
" Chi controllerà le città, detterà il futuro del mondo" A Sadr City, Gaza e Mogadiscio,
si stanno portando avanti col lavoro.
Sono andato a sentirlo di persona, mi è sembrato onesto.
Anche il suo condividere sul campo, invece di
studiare sui libri.
Un passo , un altro passo
stretta al braccio della figlia.
Lei, la mamma, un volto antico,
scavato, con i grigi e i neri
in lotta con il rossetto
avanzato, trovato nel cassetto.
Lei, la figlia, ancora non vecchia
una faccia virginale da statua di cera.
Come se si essiccasse dall'interno.
Forse di un paese della provincia
forse klo stesso panettiere e
macellaio da quarantanni.
Un po' di patata sbriciolata
nella minestrina.
Qualche pastarella finchè era vivo lui.
Ora c'è la nonna, ma non capisce
ride sempre e dice sempre mariavergine.
All'ospedale han portato le urine
ma si guardavano intorno
per passarle di nascosto.
E quando han tirato il sangue
la figlia ha tenuto a lungo
il braccio, piegato,
come una benedizione.
La vita, per loro
sarà come chi guarda
la televisione, che ti cambiano
il canale e ti spengono.
Io guardavo il riflesso nel
vetro, ecco quanto duriamo
con tutti i nostri sagrin.
Erano molte fiale, un po'
di poesia, l'ho lasciata lì.
C'erano i dischi padelloni, a 33 giri
e c'erano degli scatoloni chiamati giradischi
ne comprai uno con vetro plastica marron.
( Poi, non si troveranno piu le puntine)
C'era l'energetico Contessa,
io preferivo il più amaro Rossini,
narrasi d'un compagno sfigato.
In ultimo, dopo il Cile di Venceremos,
c'era un cantautore terribile,
aspro e deprimente,
aceto sulle ferite: Ivan della Mea
Quella sua canzone sui matti
Io so che un giorno,
quella sulla morte dello studente
che manifestava per Cuba
Giovanni Ardizzone.
E quella canzone splendida che faceva
Se il cielo fosse d'inchiostro
e tutti i mari di carta.
Poi, col tempo
scriveva ogni tanto
sul Manifesto, pezzi aspri
e sinceri come il vino troppo
forte d'altri tempi.
Io so, so che un giorno
lo ritroverò a suonare
insieme a Victor Jara,
con un quaderno di accordi
tenuti insieme da uno spago
e la chitarra. di quelle
da usare nelle strade.
Ciau, Ivan
compratelo, leggetelo
consigliatelo
per una grande donna, un piccolo nostro gesto
la prefazione di roberto saviano è strepitosa
costa solo 8 euro, edizioni fandango
mica le trovate
Clamorosa fuga di notizie, rivelato il risultato
in anticipo.
Stasera abbiamo rintracciato un fonte speciale,
che non possiamo rivelare: la signora Palmira Bunet, oggi anziana deambulante
ieri, staffetta, partigiana in bicletta.
Le abbiamo fatto alcune domande, poche per non disturbarla
visti i suoi impegni, nostante gli 86 anni ben portati.
Signora Palmira, ha visto queste elezioni? Eh, certo, ho visto- ho visto
E' andata a votare? Eh, si capisce, anche se son partita presto, per via che cammino piano
Era necessario votare?
Mi guarda incerta, accenna un sorriso amaro, poi dice:
Con la mia poca pensione la scatola della polvere
per pulire la dentiera, mi costa tanto.
ps.
Europee: manifesti dei candidati coperti da frasi poeti
Provocazione artistica a Brolo, nel Messinese
(ANSA) - BROLO (MESSINA), 6 GIU - Una provocazione artistica ha coperto stamani i manifesti elettorali in un paese del messinese: Brolo, 80 chilometri dal capoluogo. Qui, i cartelloni affissi negli spazi elettorali sono stati ricoperti da altri in cui e' scritto: 'Poesia al potere'. Nei manifesti, tutti realizzati professionalmente, campeggiano alcuni tra i principali poeti ed artisti dell'800 e '900 con loro celebri frasi riguardanti il rapporto tra cittadino e potere, da Wilde a Bukowski, da Pasolini a De Andre'.
Te lo sai, si capisce la luce solo
se hai conosciuto il freddo della zona d'ombra.
Si, Odalengo, quando cominci cosi, mi vengono dritti i peli.
E tu bassali, Rocco, i tuoi peli.
E sforza gli occhi a rimanere aperti.
Perchè l'ho vista, stamani, la maschera oscena
che ti mangia da dentro.
Pensi anche tu, Odalengo, che abbia quella
tremenda malattia?
Si, Rocco. Niente è cosi brutale da vedere, che ti svuoti
come un cappotto troppo largo,
con il tessuto rivoltato.
Solo che le pieghe che non riesci a tirare
son quelle della tua faccia, del tuo corpo
col sangue che si fa acqua
e invece dei pesci rossi
dei granchi ti cercano gli occhi.
Odalengo e Rocco si misero a bere
passandosi la bottiglia di grappa, loro astemi,
nel mentre che il cielo - riflesso nella bottiglia
diceva che esistono più cose tra cielo e terra che..
L'ho comprato e tenuto lì, senza riuscire, inizialmente,
a superare le pagine iniziali.
Poi, al Circolo di Lettura , una donna che ama i gialli
ha detto che l'ha trovato simile all'altro libro svedese
" Lasciami entrare". Siccome quest'ultimo mi era piaciuto,
mi sono deciso. E mentre lo leggevo, ho pure visto il film omonimo-
appena uscito.
La mia opinione, sul libro?
Lo scittore ha Inventato un solo personaggio valido,
che regge tutto il libro e tutto il film, quello della donna giovane e asociale hacker.
Il resto, non vale nulla. Per di più è farraginoso come lettura, che per un giallo ...
Il film, uguale al libro. Due ore mezza, un po' pesanti.