venerdì, 31 luglio 2009

© lino di gianni

un pezzo tratto da una poesia
Sermone ai cuccioli della mia specie
di Mariangela Gualtieri

qui .l'intero testo

[...Ricordavo bene quell’essere fra gli
Altri, spersa, sola.
La mia paura me la ricordavo,
guardando la vostra. Ricordavo bene
il mio sguardo, come se lo avessi
sempre visto da fuori:
sbigottito, quasi non ci credevo
d’essere in questo mondo,
non me lo spiegavo, il mondo,
non mi raccapezzavo.
Come precipitata ero,
dalle altezze caduta molto giù,
molto di lato, nel mondo degli uomini
e delle donne. Nel mondo
delle case di mattoni.
Nel mondo dove si lavora e
Si mangia e si dorme e
Si fa la cacca ogni giorno
E ogni giorno si fa la pipì
Tante di quelle volte e si mangia e
Si dorme e ci si lava la faccia.

Da dentro quello sguardo,
chiusa lì dentro
nella mia fortezza
io guardavo il mondo dei grandi e
provavo una grande pietà.
Io li sentivo che piangevano dentro.
Sentivo che non ce la facevano.
Li sentivo gridare dentro. Con muri
dentro, con scarafaggi e muffe,
dentro.
E un giorno,
quando ero molto piccola,
ho fatto giuramento,
un giuramento infante,
senza le parole, ma chiarissimo
e sonante:
io me li prendo tutti nel petto
e li scampo
li porto in salvo....]

linodigianni alle 05:38 in: poesie, poesia, foto, mariangela gualtieri
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giovedì, 30 luglio 2009





Foto © lino di gianni ( a vanta fè un click, pour douertela )


Il granatiglio nero, tu lo conosci?
In Africa, cresce soprattutto.
Lo chiamano Mpingo - in Tanzania
ma forse noi lo chiamiamo Ebano nero.

Pianoforti, flauti, mobili pregiatissimi.

Forse il legno piu caro al mondo

25.000 dollari al metro cubo

Cresce  in 70 anni di tempo.

Fra qualche decennio, sarà sparito
per l'umanità.

Allora , il nostro amico Sebastian
Chuwa, botanico tanzano,
ha avviato la raccolta e la protezione
delle sementi.

Progetto eco sostenibile.

Due ebanisti texani, l'han visto
in tv, e hanno finanziato il progetto

10.000 Mpingo piantati
per proteggere anche le cime
del Kilimangiaro dall'estinzione.

massimo rispetto, signor Sebastian
Lei dovrebbe essere nominato
tra i Giusti della Terra.
linodigianni alle 17:25 in: ebano nero
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mercoledì, 29 luglio 2009
Vedi articolo di Repubblica

" Caro zio Karletto Marx...

ti scrivo queste brevi righe
per dirti che..ti sbagliavi.

Tutto quel tuo parlare di Capitale,
di forze produttive, qua
e rapporti di produzione, là

e la democrazia, e le catene che
non si ha altro da perdere..
Naaaaaa...

vedi questi 3 signori?
Il signor Nike, il signor Adidas ela signora Gap,
come dire 3 capitalisti mondiali..
han preso carta e penna e hanno
scritto agli Usa:
Gentile signora Clinton,
siete pregati di ristabilire
la democrazia in Honduras.

Perche?
Perchè noi in quel paese abbiamo
troppi impianti che usano manodopera
a basso costo..

ps.. a saperlo
che sarebbe stato il Monopolio
a salvarci il culo, zietto karl..
linodigianni alle 17:49 in: adidas, clinton, marx, nike
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martedì, 28 luglio 2009



Bush- crimini contro l'umanità?

A cosa serve scrivere di
poesia, o almeno di qualcosa
che sembri -tale ?

Forse, scriverne in età
[ matura?] avanzata
non è segno di sano realismo
nè rimanda a particolare intelligenza
non è segno di sensibili
non è segno di [ credibili ]

io so solo che non riesco più
a dormire perchè un pizzaiolo
rumeno rincasa nel cuore della notte
e decide di parlare - tutte le notti-fino all'alba
-cuore dimamma- con la moglie e il figlio.
Essendo le camere da letto mie e loro
- contigue e in carton gesso-
io ho sviluppato una nevrosi da vampiro.

E stamani, sotto casa, un albanese ubriaco
ha sfondato una sedia in testa
a una povera signora rom
perchè prendeva qualcosa dall'immondizia
e lui non voleva.
Mi ha detto chiama i carabinieri
io ho risposto vai via che quello è pericoloso

Io lavoro con gli stranieri,
qui il problema è un altro:
lasciati in assenza di regole
il giardino e la città vengono
inondate dal piscio e dalle bottiglie
di gente ignorante o ladra e disoccupata.
E non parlo dei tanti amici migranti
parlo dei problemi che si sono tolti
quelli che hanno svuotato le carceri rumene, ad esempio.

Ecco come si instiga al razzismo
non creando regole da rispettare
per tutti e percio'
come mia personale protesta
sconfitta od omissione
non credo che avro' piu voglia
di scrivere di poesia senza sentirmi deficiente.

E trionfi una volta per tutte questa
necessità di imparare a riconoscere
gli zombi che sono tra noi
come quell' ex presidente americano
il corrotto ubriacone cristiano rinato bush
che ha nascosto, notizia di repubblica di oggi,
le foto della sparizione dei ghiacciai.

ps. perchè nessuno incrimina
Bush per crimini commessi
contro l'umanità?

linodigianni alle 17:01 in: poesie, poesia, sfoghi, poesie mie, bush, linodigianni, criminale, tiritere
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martedì, 28 luglio 2009
Non c'era il mare, sulla spiaggia
mancava l'aria, a sostenere le ali
si perdeva la strada, coi sentieri
interrotti- i cartelli mancanti.

Rimase fermo, a vedere uomini e donne
riempire le direzioni con corpi da
rottamare, un flusso continuo di parole
di cibo, intestini, lassativi e
domani il tempo sarà brutto.

Decise di scendere verso il basso
da dove il colle nascondeva la città
cercando tra i nascondimenti della
frescura il segno del fiume che si avvicina
cercando la presenza di un animale
che non fosse un cane da raccoglierne
subito le deiezioni con l'apposita
paletta.

Fu l'Ontano, che non doveva essere lì
a restituirgli quella coperta di silenzio
leggera, tenue, delicata quel tanto
da girare le pagine.

Non c'era il mare, sulla spiaggia.
linodigianni alle 07:50 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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lunedì, 27 luglio 2009
Sembrava arrivare un'aria [ da temporale ]
no, di quelle che hanno in serbo una
rincorsa [  o perdersi? ]

di quei ricordi
che accantoni, per evitare, ancora
che la paglia prenda fuoco
che l'ombra si asciughi, sul muro

che la linea da dove arrivò
l'alluvione[ dentro di te ] sbiadisca
e,
col braccio e la mano
aperti a fronde, davanti agli occhi
 congiungere
il passo, incerto
a quello
promesso
dal corvo un lungo filo nero
con qualcosa di giallo
forse dimenticato.
linodigianni alle 18:17 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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domenica, 26 luglio 2009
Sutra - Sidi Larbi & Antony Gormley with the Shaolin Monks Celebrated Flemish/Moroccan choreographer Sidi Larbi Cherkaoui presents a brand new dance work inspired by the skill, strength and spirituality of Buddhist Shaolin monks. He has collaborated closel...

http://www.youtube.com/watch?v=I_cMBDeIGAE
linodigianni alle 15:39 in: video, danza, antimafia, shaolin
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venerdì, 24 luglio 2009
Un uomo anziano
e due ragazze, tutti
e tre del Marocco.
Attendono, in ospedale
che all'uomo sia fatto un esame.
All'improvviso una delle due ragazze
lancia un grido, poi cade a terra
in crisi convulsive, epilettiche.
Dovevano esaminare il marito
anziano, ricoverano lei- giovane.

Una ragazza in carrozzina
sembra una enorme bambola gonfiata
alta un metro e pesante piu di cento chili.
Si muove su questa piccola astronave viola,
due occhi fissi come abitati
dagli occhi di un polpo.

E queste persone dolenti,
giovani, che si muovono
con molta fatica,
con un parente che le sostiene
o le spinge in carrozzina.

Se penso ai problemi
di soldi, di vita, di dolore
di queste persone che
mi sfilano davanti

e poi leggo il giornale
o guardo la tv

mi viene da chiudermi
in un silenzio rancoroso,
spaventato.

Ne esco solo con
la parola ( buona )
degli amici,
o di una sconosciuta,
in carrozzella,
che saluta. Gentile.
linodigianni alle 15:42 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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mercoledì, 22 luglio 2009
lui con capelli bianchi ai lati
come un pagliaccio da circo riste
lei tutta in tiro giovanile
anche se andrà per i 60
tacco scarpe viola e gonna azzurra
foulard rosso
verso l'hotel 24 ore a una stella

Fuori un ragazzo del marocco
parla al cellulare mentre piscia
all'angolo marcando il territorio

e le donne appena arrivate dal paese
hanno ancora il miglior abito tradizionale
presto diventeranno moderne
tempo di 2 o tre figli

intanto le donne emancipate
pagano la nevrosi piu volte
con un lavoro che detestano
con rapporti umani stressati
sempre in bilico tra femminiltà
e manager fallite.

Ma il signor Chen
ha piantato pomodori nel suo orto
urbano, viva la guerriglia verde.



Il signor Chen ha avuto l'onore di un articolo sul Corriere della sera perchè tra l'asfalto e le auto posteggiate in via dell'Aprica ha ricavato tre orticelli da 10 metri quadrati l'uno. L'aria non si raccomanda per salubrità (li vicino c'è lo scalo merci Farini), però fagiolini e pomodori vengono su bene. Pure lì qualche malmostoso si lamenta: «Bisogna chiamare i vigili», «E' un'occupazione abusiva di suolo pubblico», «Vengono qui e credono di poter fare qual che vogliono». Finora, in via dell'Aprica i vigili non si sono presentati e il signor Cheng continua tranquillo a zappettare, a innaffiare e a raccogliere.




La storia dell'amianto nel mondo
è una storia di mancata prevenzione

(Guariniello)
linodigianni alle 20:52 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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martedì, 21 luglio 2009






In forma di-versa

"Guardo il ragazzo grande e grosso
col cervello"  bloccato di un bambino piccolo

e lo vedo esagerare tutto
il muoversi, le parole

e i rossori subito evidenti
e la mamma che lo chiama

mentre lui cucciolo
cerca di parlare con estranei
che un po' hanno paura e un po'
gli parlano come fosse un grosso cagnone.

E mi dico quanta pena deve provare
questa donna per un figlio
che si squaglia nello sguardo
degli altri come gelato
troppo esposto alla cattiveria
di un sole giuaguaro.

Oggi il mio amico Carlin
mi spiegava la bellezza di un fumetto
senza parole
e io mio sentivo come  fossi un adulto
nel corpo di un bambino
che esageravo tutto,
il muoversi, le parole
e la fantasia che inseguiva
il dito preciso preciso
che girava le pagine
una dietro l'altra

" Guardo il ragazzo grande e grosso
col cervello.."
linodigianni alle 21:34 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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domenica, 19 luglio 2009
Dapprima fu la nuvola
ostrica del cielo.

Poi arrivò il Libeccio.

Si formò un tappeto d' alghe
sotto i piedi del Coniglio Bianco

Un filo di perle
attorno alla sua gola.
Salì la Luna
uscì il suo sangue.

Dissero No solo i bambini
disse Certo, successe qui

a Sarajevo,
nella piazza di Carsjia

una giovane ragazza
dai capelli maltinti
che serviva ai tavoli
a lume di candela.
linodigianni alle 21:18 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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sabato, 18 luglio 2009
Una donna
molto vecchia
molto grassa

cappellino a nastro
panchina all'ombra
di un mare in ritardo

non ha- più parole
non ha- più forze.

Con i ferri
dell'uncinetto
torna invisibile
agli altri.

Un uomo seduto accanto
cerca in un libro
l'antidoto
alla nostalgia
delle cose smarrite
negli incontri casuali

Un bambino molto piccolo
su un muretto in bilico
con poche parole nascenti
cerca il nonno
che gli confermi
il disordine del mondo,
la voce dell'orsacchiotto
e la continuità del volo
dell' uccello nel cielo
linodigianni alle 20:21 in: poesie, poesie mie, linodigianni
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venerdì, 17 luglio 2009
E disse, se vuol provare
prego si accomodi lei,
e scese lasciando
gentilmente il posto.

Un granchio intuì lo scarto dell'onda
e prese il pesce
al primo tentativo,
il fulmine fece rintoccare
la campana del Nazareno
e la barca sembro' pronta
a ritirare le reti.

Prima di togliersi i chiodi
pensò a porgere chiari
avvertimenti sulla necessità
del soffrire per mondare
coscienze e smascherare
barabba e governanti.

Poi indugiò nella contemplatione
del vuoto e la vanità
dei suoi propositi
svanì.
Un uccello frullava
nella diagonale esatta
tra la croce e il bosco,
ignaro di aver sfiorato
chi sosteneva l'aria
delle sue ali in volo

Affiorò l'onda
la bocca del pesce
il sorriso del Cristo.

L'uccello allo Zenith
abbassò tre volte le ciglia
l'orizzonte si perse nell'occhio,
rimandato di un giorno
l'abbandono del cielo
della terra e del mare.
www.linodigianni.it
linodigianni alle 21:27 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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mercoledì, 15 luglio 2009

More about Breve storia dei trattori in lingua ucraina

  • Breve storia dei trattori in lingua ucraina
  • Di Marina Lewycka, Sponzilli L. M. (Traduttore)
  • (109) | 8804561386 | Dettagli

    .Quando Nikolaj Mayevsky - un anziano ucraino ottantaquattrenne, emigrato in Inghilterra nel 1943 - comunica alle figlie che a due anni dalla morte dell'amata moglie si risposerà con Valentina, un'esplosiva e procace ucraina di soli trentasei anni, in famiglia scoppia il putiferio. Nadia e Vera sono due sorelle assai diverse tra loro e non si parlano da quando la madre è morta, ma di fronte a una simile notizia, non possono far altro che allearsi e cercare di contenere i danni. Valentina, è ben chiaro, cerca solo una sistemazione in Inghilterra e un passaporto che le permetta di fuggire dal suo paese d'origine. E per far questo è disposta a tutto. Una radiografia dei Paesi dell'Est prima e dopo la caduta del comunismo.( da anobii)

     

    Imperdibile

  • ha un ritmo mozartiano.Ti incuriosisce costantemente.Ha un libro nel libro.
    Di solito non mi sbilancio cosi: questa donna- è un genio.( lino)

    ps. grazie moltissime a Daria B, del Circolo Lettori Avigliana, che me l'ha segnalato
  • recensione di un gruppo di lettura

    linodigianni alle 20:43 in: recensioni, libri, linodigianni
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    venerdì, 10 luglio 2009

     

    ( pubblicazione autorizzata. Lettere dalla mia amica Daniela, dall'Argentina)

    Puerto iguazu' pioggia tropicale, giovani hippy con zainone,
    famiglie porteñe danarose, indios guarani' nella strada o in villaggi fangosi
    bimbi piccini scalzi e donne con occhi cosi' assenti e cosi' tristi,
    vendono archi e frecce la loro guerra e' per sempre perduta.
    La magnificenza della natura poderosa la cascata immutata
    quasi spaventa nella sua bellezza. un beso

    linodigianni alle 06:18 in:
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    mercoledì, 08 luglio 2009
    In questa terra aspramente intinta
    d'un sole gasato
    dove gli alberi mostrano
    radici impudiche esposte
    e frescure segrete
    rivelano gli intimi
    delle antiche sere
    dei perduti passi.

    Nell'aria sospesa
    particelle di sale
    irridono
    prismi disvelati
    da una nuvola narcisa.

    In scena le case
    approntano il gran teatro
    della discesa a mare
    per fermare
    gli sbarchi saraceni.

    Tra le onde acquifere
    falci di luna calante.

    Ahmed, affonda
    nel barcone usurato
    Madame OuarsaZet
    prepara il biscotto
    per il suo cihuahua.
    Inti spinge la carrozzella
    che i figli
    han dimenticato, con la madre,
    in spiaggia.
    linodigianni alle 06:11 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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    martedì, 07 luglio 2009
    Ormai è certo, la disfatta chiara
    l'esercito dei clowns in ritirata.

    Ogni clown un'espressione incerta
    indumenti larghi
    che inducono sghignazzi.
    Troppi ne passano,
    guardati con distrazione.

    Uno racconta della nuova dentiera
    un altro ha onorato
    lo svuotamento intestinale.

    Nello schermo televisivo
    un clown corrotto
    si dichiara presidente
    mostra come impalare
    lungo la Via Crucis
    tutti gli avversari politici
    e come godere delle vergini
    di cui si fa lotteria.

    La faccia più dolce e innocente
    è quella di un down
    che chiede impaziente
    dove ero ieri.

    Qualcosa
    più di niente.
    linodigianni alle 13:26 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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    domenica, 05 luglio 2009
    A sera si annuncia
    la discesa delle case
    a mare.

    Dalle colline
    che soffocano
    le acque
    a giorno,
    scende Ahmed a vendere
    made in China.

    Sulla testa il filo
    a piombo di un aquilone.

    A mare una donna
    convince il cane
    della bontà di concedersi alle acque.

    Un interdetto granchio
    valuta la complessità
    del mondo e ritorna
    sui suoi passi.
    linodigianni alle 20:42 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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    domenica, 05 luglio 2009
    Un bambino che trattiene
    la sua pipì nel mare
    perchè ha paura
    di perdersi nel grande.

    Un uomo che grida sottovoce
    per cullare le sue paure
    mima con gesti esagerati
    il momento del tuffo
    e la bracciata del nuotare
    senza muoversi dalla sabbia.

    La donna vecchia che a nuoto
    attraversa il mare
    con abito da sera
    una tuta di neoprene
    e resta chiusa
    per un chiavistello duro
    nel cambiarsi in cabina.

    Scendono le scale di pietra
    osservo il muoversi
    dei mari dentro
    e il movimento e la sete
    dei pesci
    in cerca d'aria verso il cielo.
    linodigianni alle 15:14 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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    sabato, 04 luglio 2009

    dalla mia amica daniela. in argentina
    ( corrispondenza autorizzata)

    ( daniela)   io torno il 15, se torno,spero in bene
    perchè qui c è l emergenza per l influenza suina tipo A hanno chiuso le scuole
    e girano con la mascherina. ma noi non ci facciamo troppo caso.
    domenica io e la coppia di amici miei andiamo a Iguazù
    con una furgonetta senza sedile dieytro 1000 km molto confortevole.
    argentina come essere a casa ma meglio, senza berlusca.
    un besito buone vacanze

    (lino
    ) ou, qui il tg3 sta allarmando
    su argentina e buenos aires..
    sei sicura che non te la becchi?

    ( daniela
    )sicura è morta, mi scoccia che poi
    non so se mi fanno tornare in italia comunque qui milioni di abitanti 40 morti,
    che mi tocchi proprio a me? sto guardando la tivù
    e le madres de plaza de majo,nonnine con foulard bianco,
    in una trasmissione a loro affidata sulla tele pubblica, la 7,
    pregano,implorano, i giovani , di lottare sempre perchè la lotta
    fa parte della vita ed è un dovere civile.
    Il golpe in honduras ci sconvolge,non pare possibile in questi tempi,
    Chavez è pronto a partire, la democrazia deve essere curata con amore.
     
    linodigianni alle 22:13 in:
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    sabato, 04 luglio 2009
    Scrivere con l'affanno
    preoccupato della eccessiva
    dolcidità del corpo
    quando tutto fuori
    è rimestio di veleni e cicute
    in offerta scontata.

    A bocca aperta, increduli
    attoniti
    vediamo il peggior idiota
    farsi spazio, dettar legge
    forgiar modelli e
    ridurre i futuri
    al galoppare delle sue paure.

    Per inocularmi
    germi positivi
    che diffondano il contagio
    guardo la donna che ride
    e si lascia scappare
    per i vicoli della  sua
    infanzia
    come se quel soffione
    che si sparge
    occupasse tutti
    gli occhi

    Dietro la siepe
    Restituta prepara
    per il viaggio estremo.
    Rassicura, stira la camicia.

    Si assicura che ci siano le ciabatte
    che non fanno male ai piedi

     
    linodigianni alle 06:56 in: poesie, poesia, poesie mie
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    venerdì, 03 luglio 2009

    More about Bianca la rossa

     

    Contro i veleni della destra odierna,
    contro le stupidità del nuovo che avanza:
    avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
    Leggete questo libro( Lino)
    (come ringraziamento, non fiori- ma
    opere di bene: rimandiamo al loro paese
    i clandestini che stanno al governo!

    linodigianni alle 15:37 in:
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    giovedì, 02 luglio 2009
    click
    Ci sono quelli che si mettono seduti, con davanti qualcuno
    e disegnano.
    Poi uno guarda e dice, si, un po' ci somiglio.
    Con me, nessuno siede. Tutti continuano.
    Come un mimo cerco il loro passo.

    L'uomo delle esche per topi.

    E' alto, magrissimo, si muove metodico su un furgoncino.
    Scende, guarda l'albero sul lungomare.
    Prende una chiave a pappagallo e svita il carotaggio.
    Gli adulti non lo guardano.
    Solo i bambini di un anno, lo fissano assorti.

    Scrivere appoggiandosi al legno sotto il cespuglio di bouganville
    con il verde dell'erba bagnata.

    In verde rame, verde mare.
    Nell'imprevedibile intreccio
    dei rami di un arbusto
    non fiore non albero
    nelle foglie orgogliose
    che declinano confini
    il mare è arrivato a farsi tappeto
    srotolato con mitezza
    senza riprendersi niente.
    Ho visto un pesce, con un fiore in bocca
    l'occhio abbagliato
    da verde così diverso.
    © www.linodigianni.it
    linodigianni alle 20:41 in: poesie, poesia, poesie mie
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    mercoledì, 01 luglio 2009

    Sul bordo della notte, quando il nero si puo’
    svolgere come uno strofinaccio da tendere meglio


    guardo alla strada che ci aspetta come
    sentissi l’odore che, ancora, genera l’acqua.

    Per noi che siamo scesi dall’ albero
    per noi che abbiamo contato le foglie
    per noi che ci siamo confusi con l' ombra.

    Ora, abbiamo scarpe pesanti
    e attorno fa caldo
    e il sudore ci acceca.

    ( Ma )

    Così potente e suadente
    è la magia del richiamo
    che già si muove il bastoncino da lumaca

    Rabdomante incerto, mi affido
    al ricordo.

    Pesci, eravamo, e il mondo
    una bolla rovesciata
    con la neve di mollica di pane.

     

    @ linodigianni

     

    www.linodigianni.it


    linodigianni alle 03:59 in: poesie, poesia, poesie mie, scrittura
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