[...Ricordavo bene quell’essere fra gli
Altri, spersa, sola.
La mia paura me la ricordavo,
guardando la vostra. Ricordavo bene
il mio sguardo, come se lo avessi
sempre visto da fuori:
sbigottito, quasi non ci credevo
d’essere in questo mondo,
non me lo spiegavo, il mondo,
non mi raccapezzavo.
Come precipitata ero,
dalle altezze caduta molto giù,
molto di lato, nel mondo degli uomini
e delle donne. Nel mondo
delle case di mattoni.
Nel mondo dove si lavora e
Si mangia e si dorme e
Si fa la cacca ogni giorno
E ogni giorno si fa la pipì
Tante di quelle volte e si mangia e
Si dorme e ci si lava la faccia.
Da dentro quello sguardo,
chiusa lì dentro
nella mia fortezza
io guardavo il mondo dei grandi e
provavo una grande pietà.
Io li sentivo che piangevano dentro.
Sentivo che non ce la facevano.
Li sentivo gridare dentro. Con muri
dentro, con scarafaggi e muffe,
dentro.
E un giorno,
quando ero molto piccola,
ho fatto giuramento,
un giuramento infante,
senza le parole, ma chiarissimo
e sonante:
io me li prendo tutti nel petto
e li scampo
li porto in salvo....]
ti scrivo queste brevi righe
per dirti che..ti sbagliavi.
Tutto quel tuo parlare di Capitale,
di forze produttive, qua
e rapporti di produzione, là
e la democrazia, e le catene che
non si ha altro da perdere..
Naaaaaa...
vedi questi 3 signori?
Il signor Nike, il signor Adidas ela signora Gap,
come dire 3 capitalisti mondiali..
han preso carta e penna e hanno
scritto agli Usa:
Gentile signora Clinton,
siete pregati di ristabilire
la democrazia in Honduras.
Perche?
Perchè noi in quel paese abbiamo
troppi impianti che usano manodopera
a basso costo..
ps.. a saperlo
che sarebbe stato il Monopolio
a salvarci il culo, zietto karl..
A cosa serve scrivere di
poesia, o almeno di qualcosa
che sembri -tale ?
Forse, scriverne in età
[ matura?] avanzata
non è segno di sano realismo
nè rimanda a particolare intelligenza
non è segno di sensibili
non è segno di [ credibili ]
io so solo che non riesco più
a dormire perchè un pizzaiolo
rumeno rincasa nel cuore della notte
e decide di parlare - tutte le notti-fino all'alba
-cuore dimamma- con la moglie e il figlio.
Essendo le camere da letto mie e loro
- contigue e in carton gesso-
io ho sviluppato una nevrosi da vampiro.
E stamani, sotto casa, un albanese ubriaco
ha sfondato una sedia in testa
a una povera signora rom
perchè prendeva qualcosa dall'immondizia
e lui non voleva.
Mi ha detto chiama i carabinieri
io ho risposto vai via che quello è pericoloso
Io lavoro con gli stranieri,
qui il problema è un altro:
lasciati in assenza di regole
il giardino e la città vengono
inondate dal piscio e dalle bottiglie
di gente ignorante o ladra e disoccupata.
E non parlo dei tanti amici migranti
parlo dei problemi che si sono tolti
quelli che hanno svuotato le carceri rumene, ad esempio.
Ecco come si instiga al razzismo
non creando regole da rispettare
per tutti e percio'
come mia personale protesta
sconfitta od omissione
non credo che avro' piu voglia
di scrivere di poesia senza sentirmi deficiente.
E trionfi una volta per tutte questa
necessità di imparare a riconoscere
gli zombi che sono tra noi
come quell' ex presidente americano
il corrotto ubriacone cristiano rinato bush
che ha nascosto, notizia di repubblica di oggi,
le foto della sparizione dei ghiacciai.
ps. perchè nessuno incrimina
Bush per crimini commessi
contro l'umanità?
Non c'era il mare, sulla spiaggia
mancava l'aria, a sostenere le ali
si perdeva la strada, coi sentieri
interrotti- i cartelli mancanti.
Rimase fermo, a vedere uomini e donne
riempire le direzioni con corpi da
rottamare, un flusso continuo di parole
di cibo, intestini, lassativi e
domani il tempo sarà brutto.
Decise di scendere verso il basso
da dove il colle nascondeva la città
cercando tra i nascondimenti della
frescura il segno del fiume che si avvicina
cercando la presenza di un animale
che non fosse un cane da raccoglierne
subito le deiezioni con l'apposita
paletta.
Fu l'Ontano, che non doveva essere lì
a restituirgli quella coperta di silenzio
leggera, tenue, delicata quel tanto
da girare le pagine.
Sembrava arrivare un'aria [ da temporale ]
no, di quelle che hanno in serbo una
rincorsa [ o perdersi? ]
di quei ricordi
che accantoni, per evitare, ancora
che la paglia prenda fuoco
che l'ombra si asciughi, sul muro
che la linea da dove arrivò
l'alluvione[ dentro di te ] sbiadisca
e,
col braccio e la mano
aperti a fronde, davanti agli occhi
congiungere
il passo, incerto
a quello
promesso
dal corvo un lungo filo nero
con qualcosa di giallo
forse dimenticato.
Sutra - Sidi Larbi & Antony Gormley with the Shaolin Monks Celebrated Flemish/Moroccan choreographer Sidi Larbi Cherkaoui presents a brand new dance work inspired by the skill, strength and spirituality of Buddhist Shaolin monks. He has collaborated closel...
Un uomo anziano
e due ragazze, tutti
e tre del Marocco.
Attendono, in ospedale
che all'uomo sia fatto un esame.
All'improvviso una delle due ragazze
lancia un grido, poi cade a terra
in crisi convulsive, epilettiche.
Dovevano esaminare il marito
anziano, ricoverano lei- giovane.
Una ragazza in carrozzina
sembra una enorme bambola gonfiata
alta un metro e pesante piu di cento chili.
Si muove su questa piccola astronave viola,
due occhi fissi come abitati
dagli occhi di un polpo.
E queste persone dolenti,
giovani, che si muovono
con molta fatica,
con un parente che le sostiene
o le spinge in carrozzina.
Se penso ai problemi
di soldi, di vita, di dolore
di queste persone che
mi sfilano davanti
e poi leggo il giornale
o guardo la tv
mi viene da chiudermi
in un silenzio rancoroso,
spaventato.
Ne esco solo con
la parola ( buona )
degli amici,
o di una sconosciuta,
in carrozzella,
che saluta. Gentile.
lui con capelli bianchi ai lati
come un pagliaccio da circo riste
lei tutta in tiro giovanile
anche se andrà per i 60
tacco scarpe viola e gonna azzurra
foulard rosso
verso l'hotel 24 ore a una stella
Fuori un ragazzo del marocco
parla al cellulare mentre piscia
all'angolo marcando il territorio
e le donne appena arrivate dal paese
hanno ancora il miglior abito tradizionale
presto diventeranno moderne
tempo di 2 o tre figli
intanto le donne emancipate
pagano la nevrosi piu volte
con un lavoro che detestano
con rapporti umani stressati
sempre in bilico tra femminiltà
e manager fallite.
Il signor Chen ha avuto l'onore di un articolo sul Corriere della sera perchè tra l'asfalto e le auto posteggiate in via dell'Aprica ha ricavato tre orticelli da 10 metri quadrati l'uno. L'aria non si raccomanda per salubrità (li vicino c'è lo scalo merci Farini), però fagiolini e pomodori vengono su bene. Pure lì qualche malmostoso si lamenta: «Bisogna chiamare i vigili», «E' un'occupazione abusiva di suolo pubblico», «Vengono qui e credono di poter fare qual che vogliono». Finora, in via dell'Aprica i vigili non si sono presentati e il signor Cheng continua tranquillo a zappettare, a innaffiare e a raccogliere.
"Guardo il ragazzo grande e grosso
col cervello" bloccato di un bambino piccolo
e lo vedo esagerare tutto
il muoversi, le parole
e i rossori subito evidenti
e la mamma che lo chiama
mentre lui cucciolo
cerca di parlare con estranei
che un po' hanno paura e un po'
gli parlano come fosse un grosso cagnone.
E mi dico quanta pena deve provare
questa donna per un figlio
che si squaglia nello sguardo
degli altri come gelato
troppo esposto alla cattiveria
di un sole giuaguaro.
Oggi il mio amico Carlin
mi spiegava la bellezza di un fumetto
senza parole
e io mio sentivo come fossi un adulto
nel corpo di un bambino
che esageravo tutto,
il muoversi, le parole
e la fantasia che inseguiva
il dito preciso preciso
che girava le pagine
una dietro l'altra
" Guardo il ragazzo grande e grosso
col cervello.."
cappellino a nastro
panchina all'ombra
di un mare in ritardo
non ha- più parole
non ha- più forze.
Con i ferri
dell'uncinetto
torna invisibile
agli altri.
Un uomo seduto accanto
cerca in un libro
l'antidoto
alla nostalgia
delle cose smarrite
negli incontri casuali
Un bambino molto piccolo
su un muretto in bilico
con poche parole nascenti
cerca il nonno
che gli confermi
il disordine del mondo,
la voce dell'orsacchiotto
e la continuità del volo
dell' uccello nel cielo
E disse, se vuol provare
prego si accomodi lei,
e scese lasciando
gentilmente il posto.
Un granchio intuì lo scarto dell'onda
e prese il pesce
al primo tentativo,
il fulmine fece rintoccare
la campana del Nazareno
e la barca sembro' pronta
a ritirare le reti.
Prima di togliersi i chiodi
pensò a porgere chiari
avvertimenti sulla necessità
del soffrire per mondare
coscienze e smascherare
barabba e governanti.
Poi indugiò nella contemplatione
del vuoto e la vanità
dei suoi propositi
svanì.
Un uccello frullava
nella diagonale esatta
tra la croce e il bosco,
ignaro di aver sfiorato
chi sosteneva l'aria
delle sue ali in volo
Affiorò l'onda
la bocca del pesce
il sorriso del Cristo.
L'uccello allo Zenith
abbassò tre volte le ciglia
l'orizzonte si perse nell'occhio,
rimandato di un giorno
l'abbandono del cielo
della terra e del mare.
.Quando Nikolaj Mayevsky - un anziano ucraino ottantaquattrenne, emigrato in Inghilterra nel 1943 - comunica alle figlie che a due anni dalla morte dell'amata moglie si risposerà con Valentina, un'esplosiva e procace ucraina di soli trentasei anni, in famiglia scoppia il putiferio. Nadia e Vera sono due sorelle assai diverse tra loro e non si parlano da quando la madre è morta, ma di fronte a una simile notizia, non possono far altro che allearsi e cercare di contenere i danni. Valentina, è ben chiaro, cerca solo una sistemazione in Inghilterra e un passaporto che le permetta di fuggire dal suo paese d'origine. E per far questo è disposta a tutto. Una radiografia dei Paesi dell'Est prima e dopo la caduta del comunismo.( da anobii)
Imperdibile
ha un ritmo mozartiano.Ti incuriosisce costantemente.Ha un libro nel libro.
Di solito non mi sbilancio cosi: questa donna- è un genio.( lino)
ps. grazie moltissime a Daria B, del Circolo Lettori Avigliana, che me l'ha segnalato
( pubblicazione autorizzata. Lettere dalla mia amica Daniela, dall'Argentina)
Puerto iguazu' pioggia tropicale, giovani hippy con zainone,
famiglie porteñe danarose, indios guarani' nella strada o in villaggi fangosi
bimbi piccini scalzi e donne con occhi cosi' assenti e cosi' tristi,
vendono archi e frecce la loro guerra e' per sempre perduta.
La magnificenza della natura poderosa la cascata immutata
quasi spaventa nella sua bellezza. un beso
Ormai è certo, la disfatta chiara
l'esercito dei clowns in ritirata.
Ogni clown un'espressione incerta
indumenti larghi
che inducono sghignazzi.
Troppi ne passano,
guardati con distrazione.
Uno racconta della nuova dentiera
un altro ha onorato
lo svuotamento intestinale.
Nello schermo televisivo
un clown corrotto
si dichiara presidente
mostra come impalare
lungo la Via Crucis
tutti gli avversari politici
e come godere delle vergini
di cui si fa lotteria.
La faccia più dolce e innocente
è quella di un down
che chiede impaziente
dove ero ieri.
Un bambino che trattiene
la sua pipì nel mare
perchè ha paura
di perdersi nel grande.
Un uomo che grida sottovoce
per cullare le sue paure
mima con gesti esagerati
il momento del tuffo
e la bracciata del nuotare
senza muoversi dalla sabbia.
La donna vecchia che a nuoto
attraversa il mare
con abito da sera
una tuta di neoprene
e resta chiusa
per un chiavistello duro
nel cambiarsi in cabina.
Scendono le scale di pietra
osservo il muoversi
dei mari dentro
e il movimento e la sete
dei pesci
in cerca d'aria verso il cielo.
dalla mia amica daniela. in argentina
( corrispondenza autorizzata)
( daniela) io torno il 15, se torno,spero in bene
perchè qui c è l emergenza per l influenza suina tipo A hanno chiuso le scuole
e girano con la mascherina. ma noi non ci facciamo troppo caso.
domenica io e la coppia di amici miei andiamo a Iguazù
con una furgonetta senza sedile dieytro 1000 km molto confortevole.
argentina come essere a casa ma meglio, senza berlusca.
un besito buone vacanze
(lino) ou, qui il tg3 sta allarmando
su argentina e buenos aires..
sei sicura che non te la becchi?
( daniela )sicura è morta, mi scoccia che poi
non so se mi fanno tornare in italia comunque qui milioni di abitanti 40 morti,
che mi tocchi proprio a me? sto guardando la tivù
e le madres de plaza de majo,nonnine con foulard bianco,
in una trasmissione a loro affidata sulla tele pubblica, la 7,
pregano,implorano, i giovani , di lottare sempre perchè la lotta
fa parte della vita ed è un dovere civile.
Il golpe in honduras ci sconvolge,non pare possibile in questi tempi,
Chavez è pronto a partire, la democrazia deve essere curata con amore.
Scrivere con l'affanno
preoccupato della eccessiva
dolcidità del corpo
quando tutto fuori
è rimestio di veleni e cicute
in offerta scontata.
A bocca aperta, increduli
attoniti
vediamo il peggior idiota
farsi spazio, dettar legge
forgiar modelli e
ridurre i futuri
al galoppare delle sue paure.
Per inocularmi
germi positivi
che diffondano il contagio
guardo la donna che ride
e si lascia scappare
per i vicoli della sua
infanzia
come se quel soffione
che si sparge
occupasse tutti
gli occhi
Dietro la siepe
Restituta prepara
per il viaggio estremo.
Rassicura, stira la camicia.
Si assicura che ci siano le ciabatte
che non fanno male ai piedi
Contro i veleni della destra odierna,
contro le stupidità del nuovo che avanza:
avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
Leggete questo libro( Lino)
(come ringraziamento, non fiori- ma
opere di bene: rimandiamo al loro paese
i clandestini che stanno al governo!
Ci sono quelli che si mettono seduti, con davanti qualcuno
e disegnano.
Poi uno guarda e dice, si, un po' ci somiglio.
Con me, nessuno siede. Tutti continuano.
Come un mimo cerco il loro passo.
L'uomo delle esche per topi.
E' alto, magrissimo, si muove metodico su un furgoncino.
Scende, guarda l'albero sul lungomare.
Prende una chiave a pappagallo e svita il carotaggio.
Gli adulti non lo guardano.
Solo i bambini di un anno, lo fissano assorti.
Scrivere appoggiandosi al legno sotto il cespuglio di bouganville
con il verde dell'erba bagnata.
In verde rame, verde mare.
Nell'imprevedibile intreccio
dei rami di un arbusto
non fiore non albero
nelle foglie orgogliose
che declinano confini
il mare è arrivato a farsi tappeto
srotolato con mitezza
senza riprendersi niente.
Ho visto un pesce, con un fiore in bocca
l'occhio abbagliato
da verde così diverso.