E poi condividere , con altri, le impressioni, i giudizi.
Rispettando i gusti, di tutti e di ciascuno.
Approfondire, la conoscenza di un autore che ci è piaciuto.
Un gruppo: ciascuno legge un libro di quell’ autore, poi riferisce.
Il tempo è poco, le segnalazioni aiutano a orientarsi.
La prima riunione sarà
Giovedì 3 Settembre 2009 ore 15
alla biblioteca di Avigliana
Il gruppo si ritrova in biblioteca il primo giovedì del mese, a partire da Settembre 2009 Il gruppo è aperto a tutte le persone interessate.
L’iscrizione al gruppo è gratuita.
ciascuno leggerà un libro di Coetzee, e ne parlerà agli altri
segnalazione di un libro bello letto durante le vacanze
redazione di un giornalino con segnalazioni di libri
Un bel film, giovane, intelligente, irritante e che a tratti
fa sorridere, a tratti fa arrabbiare
Due giovani girano un documentario sui precari.
Su un lui attore, e su una lei che fa i montaggi di film.
Ma il film si trasforma per la crisi della coppia, con lui
che se ne va, lasciando lei, con figlio piccolo.
Lui, va a cercarsi( e si trova subito un'altra)
Lei - col coro greco delle amiche- non si capacita.
Dove sta l'interesse del film?
Mm: attori molto bravi, montaggio dinamico
testi credibili e l'occhio dei documentaristi
che crea un contro-canto a tratti ironico
a tratti partecipato.
Bello, consigliato. L' Hanno pure mandato
Al Sundance Festival. Anna Negri,la regista.
Figlia di Toni Negri, mi pare.
FRancesca Neri, produttrice.
Brava e fresca la recitazione
dell'attrice protagonista
( lino di gianni)
Come si può capire dalla complessa trama Finalmente Domenica! è un poliziesco intricato, a volte incomprensibile, che però possiede un ritmo da screwball comedy anni ’30. Un film spensierato, dotato di una soavità “truffautiana” che riesce a divertire senza troppi pensieri. Finalmente Domenica! è infatti un noir che non si prende sul serio, con molte inverosimiglianze volute dal regista che si districa poi nel complesso intreccio con abilità e divertimento. Finalmente Domenica! è poi un omaggio al contempo alla Ardant (moglie di Truffaut e incinta della terzogenita del regista, Josephine) e alle donne truffautiane. “Ho sempre pensato che le storie, i racconti, non potevano che essere imbastiti intorno a una donna, perché le donne – ed è la stessa cosa in letteratura – conducono la trama con più naturalezza degli uomini… se facessi un western, farei sicuramente in modo che le donne non restino al riparo sotto le diligenze. Altrimenti avrei l’impressione che sullo schermo non succede niente.”[5] http://www.tempimoderni.com/db/dbdvd/dvd.php?id=84
Non facile scrivere un libro cosi.Diverse le insidie, di una favola su temi difficili.
Invece mi sembra un libro che si può far leggere
ai ragazzi e agli adulti.
Buoni i tempi e le delicatezze del non dire le cose in modo troppo esplicito.
Libro e film direi che si aiutano a vicenda, cosa rara.
Entrambi sono sposati. Entrambi vanno a vivere nello stesso palazzo.
Si incontrano, e poichè i propri coniugi sono spesso fuori per lavoro,
trascorrono sempre più tempo insieme.
Un giorno si accorgono che i rispettivi partners già da tempo
sono diventati...amanti.
Questo film, ha qualcosa di..ammaliante.
Un film che, se visto da stanchi, o senza educazione filmica
magari ti annoia anche.
Ma se ti è capitato di vedere il vero blu e l'oro
dal vivo del quadro dei corvi
di Van Gogh, a Parigi,
allora puoi capire..vero Lam?
Questo film ha una donna con un
volto e un corpo particolari
una musica e dei movimenti
che ti fanno immaginare
in una stanza senza pareti fisiche
coloratssime e respiranti..( lino di gianni) video
Un film semplice, toccante, una favola nera sul nazismo
visto con gli occhi di un bambino.
Non ho letto il libro, da cui è tratto, ma lo leggero'.
Consiglio questo film, perchè, anche se girato in modo didascalico
contiene delle spiegazioni piene di quel senso che il vuoto del nazismo
non hai mai generato.( linodigianni)
Mi avevano detto che era molto bello.
All'inizio mi sembrava quasi come il bellissimo Menzogna e sortilegio della Morante.Poi, mi sono ricreduto.
Ad una prima parte bella, segue una parte centrale confusa e una finale non ben delineata.
Rimane la scrittura di una donna forte,e un genere che fatico ad apprezzare
Stavano supini
col capo reclinato
ciascuno la piccola ombra dell'altro
Su un ramo
In cerchi concentrici, inerte
il lago
Dei raggi di sole stentavano
dalle nubi
mosse a fatica
Non una barca
persone a seguire dei passi
non voci bambine
L' improvviso svolìo
quel battere a tappeto le ali
frullare l'aria in correnti
del cielo
mi aprirono la bocca a stupore
Il gorgo sonnolento
ricacciò un pigro mulinello
e, prima ancora della pioggia
ti chiamai per mostrarti
L'arcobaleno, il primo
completo, arco colorato
dagli anni dei giochi
ai pellerossa che
sorvegliano i miei ricordi,
oggi.
[...La disabilità mentale vista non come divisione, ma anzi come commovente legame, è il cardine di questa storia d’amore, sentimento che il regista conosce bene, e che da tempo esplora con successo.
Silvio Orlando, che con Avati non aveva mai lavorato, sembra invece esserne uno degli attori feticcio più importanti. Un’interpretazione sincera la sua, umile, mimica, "vincente", che si fa amare. continua
Garage
Una piccola comunità, dove i criteri di convivenza civile adottati anche per chi è “diverso” sono gli stessi che valgono in generale, ma solo quando al negativo, cioè allo scopo di reprimere. Sta in questo sbilanciamento il nucleo drammatico di ‘Garage’. Il protagonista è infatti un essere puro (tenero l’approccio che ha con un cavallo), mite, sensibile e sereno. Ritardato e trattato soprattutto come tale. Dall’ex compagno di scuola che lo fa lavorare nella sua stazione di servizio - come gesto di altruismo che in realtà risponde a esigenze di comodo (in più, in una delle emblematiche scene iniziali l’uno parla con entusiasmo dei semplici miglioramenti pratici che vuole apportare al posto e l’altro neanche lo ascolta, impegnato al telefono cellulare) - fino al vigliacco spirito di sopraffazione di uno degli abituali e maneschi frequentatori del pub, che da lui pretende sigarette. Mente semplice che asseconda sempre l’interlocutore, l’uomo conduce una vita isolata fuori da un placido paesino di campagna nella ripetizione dei soliti gesti quotidiani, innamorato vanamente, e ...continua
il cult francese "Louise-Michel": commedia nerissima e anarchica
su un gruppo di operaie che restano senza fabbrica e assoldano un killer
Vendetta omicida contro il padrone
E la realtà imita (quasi) il cinema
Il regista nega che il film abbia ispirato i recenti sequestri di manager
Ma poi aggiunge: "I lavoratori dovrebbero essere meno educati e più arrabbiati..." di CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA - Louise-Michel è uno di quei film destinati a far discutere, a diventare eventi. Non solo perché è un'opera low budget travolta da inaspettato successo, premiata al Sundance per la sua originalità. Ma anche perchè racconta la storia di un gruppo di operaie che si ritrovano da un giorno all'altro senza fabbrica e senza lavoro, e che reagiscono assoldando un killer per ammazzare il padrone. Quasi come ciò che sta accadendo davvero, in Francia: la rabbia generalizzata dei lavoratori, il dramma della crisi economica, e - soprattutto - i sequestri di industriali e manager che si susseguono, negli ultimi giorni.
Il mondo che descrive sembra quello della mafia anni 50,
con squarci su mondi dove la vita dei singoli
non vale neanche la terra necessaria a seppellirli.
Intriso di violenza e subculture di appartenenza
ha di buono la parte sui tatuaggi e il doppio sguardo
di chi racconta di un paese da cui si è allontanato.
Falla nella legge sulla sicurezza, materne e nidi devono denunciare i genitori
Bimbi figli di clandestini,
la beffa dell'asilo
Lorenza Pleuteri
Chiamparino: solleverò il caso all'Anci. I sindacati invitano all'obiezione
L'insidia, un nuovo casus belli, è nascosta nel comma 22 lettera g dell´articolo 1, criptico come gli altri. La contestata legge sulla sicurezza che entrerà in vigore tra pochi giorni, l´8 agosto, «subordina l´iscrizione di bimbi stranieri a nidi e materne all´esibizione del permesso di soggiorno da parte dei genitori». E fa rientrare dalla finestra quello che, per le scuole di grado superiore, era uscito dalla porta: «L´obbligo di denuncia degli adulti clandestini che ricade sugli incaricati di pubblico servizio», i dirigenti degli istituti che dovrebbero ospitare i più piccoli e garantire i loro diritti, i colleghi degli scongiurati presidi-spia. Le sette righe capestro della norma, passate sottotraccia in sede di discussione e di approvazione, sono state scovate, approfondite e portate polemicamente all´attenzione dal più che preoccupato assessore comunale alla politiche educative, Giuseppe Borgogno, e dal capogruppo Pd Andrea Giorgis, professore universitario di diritto costituzionale. Insieme hanno firmato una articolata lettera indirizzata al sindaco Sergio Chiamparino, chiedendogli che in qualità di presidente dell´Anci sollevi la questione e solleciti una presa di posizione ufficiale, nella direzione di una soluzione che garantisca. La risposta, attraverso l'house organ telematico del comune, è arrivata in tempo reale. La missiva «trova il sindaco pienamente d´accordo e pronto ad impegnarsi» per trovare una via d´uscita.
Il comma 22, argomentano Borgogno e Giorgis, contrasta con i principi fondamentali dell´ordinamento costituzionale, delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali. Ergo, non può essere accettato passivamente. «Perché è un dovere sacrosanto e inderogabili dei pubblici poteri promuovere e proteggere i legami familiari, quelli tra i coniugi e soprattutto quelli tra i genitori e i bambini, garantendo insieme il diritto dei più piccoli all´educazione e all´istruzione».
La legge, invece, va nella direzione contraria. E penalizza piccoli e adulti insieme. Non ne esce, argomentano gli estensori della lettera. O i genitori dei bimbi rinunceranno a iscrivere i figli a nidi e materne. O se lo faranno, perché sono i primi a sapere quanto è importante, correranno il rischio di essere denunciati e perseguiti. E saranno sempre i più piccoli a rimetterci. «Si aggraverebbe ulteriormente - insistono Borgogno e Giorgis - un fenomeno di "invisibilità" dei bambini».
E che cosa faranno gli incaricati di pubblico servizio, i dirigenti di nidi e materne comunali e statali? Paolo Iennaco, direttore dell´ufficio scolastico provinciale, ha ricevuto copia della missiva, ma ancora non si è posto il problema. «Preso da altre priorità e da altre urgenze», dice ieri sera, non ha avuto il tempo di studiarsi bene il passaggio della norma che riguarda
la foglia della vite
sposa improvvisa di
un vento da tumulto
stenta a mantenersi intatta
alla pianta
si farebbe gravida del sole
frizzante che prometteva ieri
il mattino
potesse continuare
la maturazione degli zuccheri
gli sguardi di attesa
la promessa di una pronta
beva
una linfa ribelle
che decise l'aborto
rifiutare di trasmutare
il bianco in rosso rubino
e legarsi nel peso
di un gorgo che
trancia ogni ombra
ogni sole
i sentori di pioggia.
Sotto il cappello
gli occhi annuiscono
il danno quest'anno
diminuirà i grappoli
si stringerà la vigna
brillerà la lama
più tagliente, necessaria
inattesa.
D., 45 anni e' africana, ha un permesso di soggiorno per lavoro e vive con suo marito A. in Italia da quasi dieci anni.
Sono pazienti del Poliambulatorio di Emergency a Palermo, li vediamo quasi tutte le settimane perche' A. e' sottoposto dai nostri cardiologi a uno strettissimo follow-up per ipertensione arteriosa con insufficienza renale severa.
Poco prima di conoscerci, A. aveva perso il lavoro - e quindi il permesso di soggiorno - a causa dei suoi problemi di salute, e attualmente non e' neppure in grado di badare a se stesso.
D. si divide tra il lavoro e l'assistenza al marito, di se stessa non si e' mai preoccupata.
Tempo fa, i nostri ginecologi le hanno riscontrato un enorme fibroma uterino, da asportare con una certa urgenza, ma ogni volta che si è parlato di intervenire, D. si è rifiutata.
Quando all'inizio di quest'anno la sua situazione si e' aggravata, alla fine ci ha confidato che il datore di lavoro l'aveva informata che non l'avrebbe pagata se si fosse assentata per l'operazione. Se avesse perso il lavoro, anche il rinnovo del permesso di soggiorno sarebbe stato impossibile.
Inoltre A., senza il suo aiuto, non e' in grado di assumere la terapia complessa cui e' sottoposto, nè di provvedere ad alimentarsi considerato il regime dietetico speciale cui e' sottoposto.
Con un po' di fatica, l'abbiamo convinta ad accettare il nostro aiuto: S., una delle nostre infermiere volontarie, ha organizzato insieme al marito ginecologo l'intervento nell'ospedale dove lavorano, i volontari si sono organizzati in turni per andare da A. a somministragli la terapia, cucinare pasti speciali e accompagnarlo in ambulatorio per i controlli medici, altri hanno provveduto a pagare l'affitto di casa per quel mese.
Il fibroma di D. pesava 4,6 kg.
Per maggiori informazioni sul Poliambulatorio di Palermo clicca qui
Quando mi scattò la foto
aveva preso la macchina con la fodera
marron di pelle?
Pesante e ingombrante
come le foto che doveva fare:
momenti speciali
messi sull'altarino dei ricordi.
Magro, ero magro
si correva sempre, allora
senza tanto pensare.
Metà della mia parte
è in ombra, non conosco molto
di quello che fa girare il mondo.
Mi tengo ancorato
al salvagente, cuscino
per assorbire gli urti
clemenza richiesta
al mare, affinchè mi adotti.
E un giorno poi,
rincorrendo un pallone
un sogno un corteo
una donna
scoprii insieme
all'ebrezza
del saper nuotare
la possibilità nuova
dell' andare a fondo:
tenersi fermi, in perfetta verticale
senza un campanile una moschea
un dio rimasti a vendermi
il loro Cielo.