domenica, 29 novembre 2009
Appende il suo cappotto rosso
fuori moda, stretto in vita
e svasato sotto, col collo
di pelliccina nera e l'asola
ormai troppo slargata.

Le scarpe col tacco da rifare,
il rossetto opaco di una marca
scadente, il profumo
NinaRicci che mette da quando
aveva ventanni e che oggi sembra
una veletta di vedovanza.

I soldi del caffè oggi li risparmierà
le sigarette no, quelle deve averle
Forse non le fumerà, ma vuole sentirle
in tasca.

Questi occhiali son sempre da pulire
o questa vista si annebbia un po' per giorno
Eppure ha ancora infilato l'ago
che era l'altro giorno.
Certo, erano quasi vent'anni ormai
e ci aveva ancora le sue cose,
e mi ricordo anche
che Micio era ancora vivo.

Questa tessera da presentare alla cassa
non è una bella figura, che tutti sanno
che sono pochi soldi,e vanno tutti
nel mangiare.

Se soltanto la figlia, ritrovasse
un lavoro.
Perso il marito, perso lo stipendio
chi si prende cura della nipotina?

Ecco, una volta tanto
mi apro una lattina del mio caffè preferito
come fosse una droga dei poveracci
mica la cicoria del tempo di guerra.

D'improvviso, una musica
la cattura mentre sta per svoltare
l'angolo, e nella sua mente incontra
Mario, che la invita al ballo.
Ancora da sposare, da conoscere
la vita.
E sorride, mentre cade un'altra foglia
d'autunno.
linodigianni alle 22:48 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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domenica, 29 novembre 2009
Cena per il compleanno di Pietro Perotti (il Carlin del mio libretto)
linodigianni alle 18:07 in: foto, video, pietro perotti
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domenica, 29 novembre 2009
Una mia poesia,messa in un video il testo della poesia è anche pubblicato più sotto..
linodigianni alle 10:36 in: poesie, poesia, poesie mie, videopoesia, linodigianni
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sabato, 28 novembre 2009
Strappò con forza,
disattesa e disadorna,

una manciata di petali.
Poi attese.
Il rumore dei rientri.
Le abitudini degli altri.
La Chiave, i passi. La Tivù accesa.

Un improvviso senso di caldo

come soffocamento, raschio in gola
sulfimicidici prepotenti contro la malaria

della guardia abbassata.

Incauto fece per alzarsi,

riaprire con precauzione
il pugno e restituire quel tempo

troppo calcolato.
Era tempo di sollevare la prima

linea dell’orizzonte.

Portare lo
sguardo del bambino
ad incontrare gli inganni
del mare, la sospensione
del sapore che promette
il sale,
incontrando l’aria.
linodigianni alle 19:04 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura, linodigianni
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venerdì, 27 novembre 2009
Se mi accadrà di andare a vedere
quanto spazio veramente
c'è fra atomo ed atomo,
non credeteci.
Starò mettendo una piuma
nell'ingranaggio del mondo
per incepparlo, per una volta
e dimostrare che anche da ingenui
si puo' non essere
cretini.

Se d'improvviso, la mia dose di spazio
per fare l'ombra quotidiana
dovesse interrompersi,
negate.
Mi sto nascondendo per far girare
attorno un caldo che abbracci
le case umide senza bagno
dove i figli dividono
una stanza con gli scarafaggi.
Sperare puo' essere
non ultima illusione.

Se all'ultimo qualcuno racconterà
d'una mia ,ultima, tardiva
definitiva conversione
non dubitate.
Una possibilità è sempre rimasta
a ciascuno di noi, senza dover credere
a un titolare assente
d'un mondo di blasfemi.

Mi piacerebbe essere in una foto
che fiorisce ogni anno a primavera
un tempo ritrovato
ancora dentro un tuo sguardo
ancora non consumato.
linodigianni alle 21:18 in: poesie, poesia, poesie mie, scrittura, linodigianni
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giovedì, 26 novembre 2009






Ecco cosa succede quando cerco
di imparare l'inglese
( da un film molto bello,
" Il gusto degli altri""
linodigianni alle 19:43 in: video
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mercoledì, 25 novembre 2009
Questa faccia vecchia
irriconoscibile
da qualche
anno.

Solo fissando
con scupolo si intravede
un passo dell'antica
sorveglianza.

Occhi che non chiedono
la sedia è là
tra noi un' attesa
non importa chi la romperà.

Si parla del più, del più
e del meno
ma la bara in legno chiaro
è in direzione del fuoco.

La Chiesa è contraria
alla dispersione delle ceneri
Lo Stato dice
che non si possono tenere
in casa.

Devi iscriverti per tempo
alla società di Cremazione,
pena l'esclusione.

Dicono della mantenuta
autonomia, dicono della
misericordia della morfina.

Ma capire di cosa stiamo parlando
è cercare di sollevarsi da terra
tirandosi per i capelli.
linodigianni alle 22:24 in:
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mercoledì, 25 novembre 2009
Un film da vedere, montato con musiche e parole da me
linodigianni alle 06:07 in: poesie, poesie mie, videopoesia
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lunedì, 23 novembre 2009





dal film L'arco, di Kim ki Duc
aggiunta di testi miei
linodigianni alle 11:28 in: poesie, poesia, poesie mie, videopoesia
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lunedì, 23 novembre 2009





Dal Bellissimo film di Crialese
NuovoMondo.
musiche di Bruce Springsteen,
con l'aggiunta di un mio testo
linodigianni alle 11:17 in: poesie, poesia, poesie mie, videopoesia
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lunedì, 23 novembre 2009

Il testo di una mia poesia
montato su un video con un
bellissimo valse musette
linodigianni alle 10:44 in: poesie, poesia, poesie mie, video
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venerdì, 20 novembre 2009

clicca per ingrandire



Pane pugliese, con lievito madre, acidulo
Buchi grossi, crosta scura


e il salame crudo, che quando lo tagli

la pelle suda l’odore di aglio

 
e il melone giallo, verde dentro
melone di pane, buttato nella stoppia
assediata dal caldo

le raganelle che incendiano gli sterpi
il bracciante a giornata
che stavolta ha la pelle nera
ma la brocca d’acqua
sempre d’argilla povera
“u cicenill” vicino alla
Trazzera

E a Stornarella, hai ancora diciottanni
Il grano torna a nascere

E il vino cotto lo porteremo a Torino
e con la neve del ’52

Ci faremo il gelato, dentro la scodella
Aspettando La stella che cadrà col vento

Quel vento di tempesta
sulla punta della mole,

ci lascerà conchiglie
sulla spiaggia della fabbrica
Noi che siamo come api
Sempre in cerca di miele
C’arrivoltiamo sempre

Se ci toccano la Madonna D’Incoronata

La Madonna Nera, forse dei Saraceni.
E pure adesso che cammino la piazza

Tornato basilisco a fare lo struscio dei
Pezzenti

Io sento addor’ e vaseNicola
(odore di Basilico)

E mi sporco di rosso.

 
linodigianni alle 20:15 in: poesie, poesia, poesie mie, puglia, linodigianni, ortanova, stornarella
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mercoledì, 18 novembre 2009


clicca per ingrandire
pupazzo in gommapiuma
dello scultore Pietro Perotti

Radicchio tardivo

Ho aperto la gabbia dei conigli,

lavato ben bene l’insalata –
radicchio tardivo che renderà
amaricante il mio risotto-
 
Nel cielo le nuvole insolitamente
in movimento,
da far ombra fin sulle campagne
mi chiedi che cosa ho,
che senti un peso
nelle stentate risposte.
 
Come fossi per uscire dalla gabbia
sotto il peso di quella melassa
che si riproduce da sola
e ti tiene sotto ricatto
se ti ribelli perdi tutto
( anche le ciabatte e il posto
dove le accantoni).
 
Ha fatto i biscotti, tanti
senza zucchero, per mio
riguardo e il pane, che sforna
è continuo e inarrestabile.
Lo fa, per non morir di noia.
Noi ne mangiamo, quel po' che possiamo
per non lasciarla sola.
Il resto lo buttiamo, anche se non si dice.
 
La gabbia ha la porta socchiusa,
il coniglio freme tra baffi e orecchie
non si decide a scappare verso l'interno.
 
Sarà che è tardi, è verso sera
non mi ricordo cosa devo fare,
non avevo previsto, ieri sera,
di rinunciare al posto
delle abitudini.

© lino di gianni   18-11-09
linodigianni alle 17:38 in: poesie, poesia, poesie mie, linodigianni
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martedì, 17 novembre 2009
More about Compagni a Quadrivio Zappata

"Compagni a quadrivio Zappata"
di Alberto Davanzo
Editore Robin 198 Pagine €12.00

Descrizione del libro

Autunno del 2007, una vecchia casa colonica nella campagna veneta:
Ernesto, maestro elementare a Torino, in gioventù operaio anarchico alla FIAT,
ritorna con la moglie al casale ereditato dal nonno per ristrutturarlo.
La terra e il fiume della sua infanzia,
l'incontro e la passeggiata sul Piave con l'amico Goran,
sono l'occasione per ritornare con la mente a un paesaggio e a una vita ormai scomparsi.
Affiorano così i ricordi delle lotte operaie e della stagione calda della fabbrica.
( anobii)

Interessante racconto :
chi ha vissuto quegli anni 70, a Torino,
negli ambienti della sinistra operaia, ritrova le storie.
Chi non le ha vissute puo' ascoltare e cercare di capire.
( lino di gianni)
linodigianni alle 05:54 in: recensioni, libri, lettura
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sabato, 14 novembre 2009
More about Indignazione ...
Indignazione- Philip Roth
Copertina Rigida 137 Pagine
Edizione: 1
codice ISBN-10: 8806195867
codice ISBN-13: 9788806195861
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: Sep 08, 2009
Descrizione del libro

È il 1951 America, il secondo anno della guerra di Corea. Marcus Messner, un giovane serio, studioso e ligio alle leggi, di Newark, New Jersey, sta cominciando il secondo anno di università in un campus rurale e conservatore dell'Ohio: il Winesburg College. Perché ha deciso di frequentare il Winesburg invece del college della sua città, a cui si era inizialmente iscritto? Perché il padre, il risoluto e laborioso macellaio del quartiere, pare impazzito: impazzito per la paura e l'apprensione di fronte ai pericoli della vita adulta, ai pericoli del mondo, ai pericoli che vede incombere a ogni angolo sul suo amato figliolo. Come spiega al figlio la longanime madre messa a dura prova dal marito, è una paura che nasce dall'amore e dall'orgoglio che il padre prova per lui. Ciò non toglie che Marcus covi una rabbia troppo grande per poter ancora sopportare di vivere con i genitori. Li abbandona e, lontano da Newark, nel college del Midwest, si deve districare fra le consuetudini e le repressioni di un altro mondo americano.( da anobii)






ciò che il suo incolto padre aveva tanto cercato di insegnargli:
il terribile, incomparabile modo in cui le scelte più accidentali,
più banali, addirittura più comiche, producono gli esiti più sproporzionati.
(P.Roth)



finalmente un libro di roth asciutto, essenziale,con una narrazione
che non si allarga continuamente ma resta sul bersaglio.Bello.
Un racconto morale su come scelte piccole e banali
possano produrre gravi conseguenze (lino di gianni)
linodigianni alle 17:14 in: recensioni
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sabato, 14 novembre 2009
37 ::Odalengo, nella sua vita, non ha mai avuto soldi bastanti.
Sempre penato, arrivare alla fine del mese.

SEntiva alcuni, che dicevano,eh..io sono senza soldi.
Ma poi, Odalengo scopriva che, comunque, avevano avuto
una casa o altro in eredità.

Odalengo, no. Proprio non aveva niente.

E.
linodigianni alle 11:50 in: odalengo
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sabato, 14 novembre 2009
Orsitudine.
 



Mi giro nel divano
orso nella tana
con passo felpato cerco l'odore
del tronco, se qualcuno è passato
persino cosa ha mangiato

 
In molti ignorano
 
le vie degli odori, con la scia
di ciò che seminiamo nel vento
 
le vie dei canti, con il racconto
tramandato di
quel territorio
 
le vie delle abitudini, con il
ritrovare del gancio a cui appendere
ogni giono, ancora e ancora
le chiavi che ti dicono vivo.
 
14/11/2009
linodigianni alle 08:16 in: linodigianni
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giovedì, 12 novembre 2009
Cercò un residuo di eco
nelle conchiglie isolate
sulla spiaggia, vicino
a mari d'inverno, venti
e nuvole a calare il sipario.
 
Non invidiava l'attesa
del Cormorano, scrutare l'onda
catturare il pesce, saltare
dal verde all'azzurro
e degluitire i grigi, gli affanni
i respiri.
 
Ormai il mare s'era spostato
in città, rotto dal muoversi
continuo, incapace di unirsi
e ispirare forza.
Sembrava neve sciolta, pozzanghera
personale, rimorso e stretta di freddo
a ricordare solitudini.
 
Se solo potessi riappendere gli orizzonti
ad asciugare, camicie rivoltate
della coscienza.
 
Se solo avessi ancora
l'impasto sonoro di sale e vento
e i gabbiani a far coro greco
nel teatro di oggi e di ieri.
 
Invidiava oramai la consegna del silenzio
l'equilibrio degli occhi tra il salire
delle maree
e i respiri discreti della sabbia
che beve gorghi
 
Si scopriva ad essere vela
in un giorno senza vento
d'un mare ostile e con la tosse
una barca nel bosco
alberi dappertutto in emersione
dall'acqua.
 
Miei delfini
fidi capodogli che sorreggete
questo soffitto d'ansia blu
aspetto l'aria del rifiato verso il cielo
aspetto il canto
e il perdermi nel golfo mistico
del Teatro.

© lino di gianni
linodigianni alle 22:32 in: poesie, poesia, poesie mie
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mercoledì, 11 novembre 2009



C’è un pulmino, scende giù dalla valle.
Chilometri, soldi, unico passeggero.
Scende in carrozzella, per frequentare

le superiori.
In mezzo a molti compagni senza voglia,

tutti con le scarpe da ginnastica,
lei si batte palmo a palmo

per conquistare lo spazio di una classe.

Lei marziana, coi tratti orientali

lei che non sarà oggetto dei desideri

che non metterà i pantaloni con la vita bassa.

Sua madre ha i capelli tinti d’un giallo

molto forte, i tratti grossolani come di chi

fatica a portar pesi col freddo.

Io mi avvio nella mia classe

dove ci sono altre persone venute da lontano
che lottano per capire e farsi intendere.
Hanno attraversato il deserto della Libia
e tre notti di mare nero.
Hanno lasciato mogli e figli

anche se sono giovanissimi.

Quando mi hanno detto, oggi

“Codesto libro..” mi han fatto sorridere
Era un libro del 45 lasciato in Somalia
Imparato a memoria.
linodigianni alle 21:09 in: linodigianni
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martedì, 10 novembre 2009
36. the dark side of the moon
 
Nella valigetta verde ci sono anche oggetti più pesanti,
a cui Odalengo non ricorre volentieri, ma solo in casi speciali.
Ad esempio c’è la collana della nonna.
Una collana fatta di granati, un rosso che si beve l’angoscia e la...
10/11/2009 - Continua a leggere
linodigianni alle 05:12 in: racconti, racconti miei, linodigianni, odalengo
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sabato, 07 novembre 2009




35 Odalengo nella valigetta verde mette alcune delle sue magie.
Ad esempio…
 
Un treppiedi per macchina fotografica. Bello, blu metallizzato,
con tre gambe telescopiche, da ragno a scomparsa.
Ma non, la macchina fotografica.


Gli piace...
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giovedì, 05 novembre 2009
Talking about a revolution
 
 
E nella giravolta del cielo
A spirale chiusa
La rosa s’approssima

A impedirti di vedere il
Rione Sanità.
Totò fa il sindaco e vende

Le bionde sul banchetto
Ma tiene l’usciere per ricevere

Al Martedì.

Pasolini si vende la madre
per un nuovo pallone di cuoio

E due riccioli incrociati
A un sorriso
 

E dal pozzo di Vermicino
Non riescono a tirar fuori

Il Gobbo che sta dietro a tutte le
Stragi in italia.
Ho sognato crocefissi vuoti

Nelle aule, la crisi
Ha colpito ancora

I poveri Cristi.
(Lasciate un Euro per

Le scarpette PraDA
DEL Pastore Tedesco,
difendiamo le nostre radici)

© linodigianni

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mercoledì, 04 novembre 2009
More about Il seminatore

Il seminatore Mario Cavatore Einaudi 157 Pagine
codice ISBN-10: 8806167774 codice ISBN-13: 9788806167776 Editore: Einaudi
 Data di pubblicazione: Jan 01, 2004
 €12.00
il libro non l'ho apprezzato in modo particolare,
ma sono grato a chi me l'ha imprestato per il capitolo in appendice
sulla realtà dei figli di nomadi sottratti in svizzera ai loro genitori
linodigianni alle 18:18 in:
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mercoledì, 04 novembre 2009
Sul bordo delle cose, laddove
tutto può ancora cambiare
ho trovato un fiore
e mi sono perso.
 
L’angolo del muro,
gli occhi di Jenny
il colore delle foglie
mi fecero acrobata sul filo
traghettai nottetempo

non riconoscevo nessuno.

Vidi che sorrideva, mi bastò.

Aveva ragione,
se ti mancano le vitamine
i denti crescono brutti
non hai una stanza mai per te
non duri tanto a scuola

e il lavoro è un incubo

ma ti rimane sempre
il Grande Fratello.

Sul bordo delle cose, laddove
tutto può ancora cambiare

 
ho ritrovato un fiore

dato dagli amici, in modo
inspiegabile

in modo imprevedibile
a puro titolo
di sfida,
di cure,
di coccole
di bicchiere di vino,
 

e mi sono ritrovato.


©lino di gianni

( altri scritti, www.linodigianni.it 

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lunedì, 02 novembre 2009
Nella tua casa di fotografie
Nelle tue pagine di chiodi piantati
Nella scopa dei pavimenti
Lungamente percorsi


Nel grido trattenuto

Nell’amore prolungato
Nel tuo carattere aspro
Nel mandare a quel paese
Chiunque avesse la risata sbagliata


Nell’essere deliziata anche da qualcosa

Di infantile
Nell’essere emozionata anche
Da essenze segrete di rapimenti estatici
Di quelli che gli altri non vedono

Di quelli che gli altri non hanno

Perché scrivere di poesia come facevi Tu

Era come togliersi dal sole
Per troppa luce,e non accontentarsi
Di far brillare tutte le parole trattenute

Gridate, dimenticate.

Come inalare un veleno sottile,

ed espirare angeli,
solo a Te, noti.

© Lino Di Gianni


Non voglia sembrare presuntuoso
salutare Alda con parole scritte da me.
Credo ci abbia insegnato a non vergognarci
della delicatezza della poesia,
così inadeguata a esprimere
la ruvidezza degli accadimenti
quotidiani.

E' con commozione che
si assiste anche al passaggio
di migliaia di persone sul blog che aprimmo tanti anni fa
con Zena/Colfavore e Lam/Doriana e io come Lino/Alp
a questo indirizzo

Ascolta, il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre -
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombra e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
Alda Merini

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