1 Maggio 2008 a Torino
Questa città, è una citta strana.
La osservo silenzioso da molti anni, e ormai ho capito
che ha maschere diverse, vestiti per molti, strade riservate.
Il 1° Maggio se posso, ne incontro il suo volto parigino, quello
della Comune di Parigi. Quello delle merende sinoire, con le acciughe e i peperoni sott’olio. Delle rivolte per il pane di barriera di Milano,del 1917.
Di Pavese che prende il caffè nel bar di via Po.
Forse questa città non c’è più, forse è solo nella memoria di qualcuno che mi cammina vicino,
in questo corteo in cui sto camminando tutte le volte, da più di trent’anni.
E’ come un appello dei cittadini della memoria, molti li conosco solo di faccia,
molti si presentano con facce più larghe, cappelli di meno.
Io guardo loro, loro forse guardano me.
Ci scivoliamo addosso. Un sorriso accennato, riluttante, semplice.
Ai passanti di qui, che vorranno, un percorso di foto fatte
con la testa che cercava l’aria per i palloncini colorati,
i bambini, i ragazzi, gli innamorati.
Perché tornerà il Tempo delle ciliegie, lo sappiamo, lo so.
Per adesso, è come gli anni duri alla Fiat, del 1950.
Siamo lì, da lì tocca ripartire, prima di giocarci tutte le teste del Futuro
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Per vedere le mie foto del 1 maggio 2008 A Torino
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