In assetto variabile.
La voce della campagna arrivava fino
agli angoli con le cicale
Come distributore di benzina nel deserto,
ciò che restava del verde spariva, lingua veloce
dei pochi ramarri tra i muri.
Forse era stato il mendicante vicino alla banca,
a guardare su. Troppi uccelli nervosi.
E i passanti filavano a casa, qualcosa di atteso.
Passò voce tra i barboni della stazione
come notizia avvolta in carta di giornale.
Occhi calmi, abituati ai segni della terra
fecero un gesto, e alcuni si posero
ad aumentare l’ombra, delimitare la luce,
richiamare quei passi preoccupati,
a scendere in strada.
Coi cestini delle patate raccolte, i falcetti
dell’erba medica, si presero vicini a far catena
col braccio libero
a far ruscello che scorre verso il lato
che porta al mare.
L’attimo sospeso tra tutti
germogliò nel silenzio:
in assetto variabile
a stormo senza ansia di terra
gli occhi blu si mischiarono al cielo
e gli stranieri si fecero Nuovo Mondo,
solo Incoronata a seppellire
il ragazzo senza nome.
lino di gianni
La nonna Incoronata, che al fianco di Giuseppe Di Vittorio prese parte alle lotte di “conquista della terra”, lo aiuta economicamente e lo sollecita a scendere in Puglia dove sono “tornati gli schiavi”, la nonna ha cominciato a fare quello che lo Stato italiano non fa: assistere i lavoratori clandestini sfruttati per la raccolta dei pomodori. La nonna sollecita il nipote a fare altrettanto e a raccontare e denunciare quanto succede: “i tanti polacchi e africani sfruttati e morti nelle campagne italiane”.
Il nipote Ambrogio si convince a seguire la nonna in Puglia solo dopo aver avuto molte delusioni lavorative a Roma, comincerà a dedicarsi alla vita dei lavoratori clandestini e inizierà a raccontare, le terribili cose che vede...
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