sabato, 17 ottobre 2009

A*, dal Brasile, 16 anni poesie in tempo di crisi

 

Camminare su questi alberi

disegnati  sul pavimento

respirando da una bombola

per pulire le tastiere

 

venire dal Brasile

per morire in un centro commerciale

tutta una vita capita male

 

cosa vuoi pensare a sedici anni

che non sia voglia di passare attraverso
i muri, svuotare il mare e stringere

forte forte un gatto fino a piangere

per la voglia di stare sotto le coperte

 

abbracciata a una lampada

accesa solo per te

nel buio della notte

contro la cattiveria gratuita

contro il furto del futuro.

 © lino di gianni

( www.linodigianni.it)

Le "droghe-non-droghe" che uccidono i giovanissimi

pubblicato il 14 ottobre 2009
e-mail: u.comunicazione@gruppoabele.org

A Torino è morta dopo 14 giorni di coma una ragazza di 16 anni. La disperazione della madre: "mai sospettato che facesse uso di droghe"

La consideravano una piccola trasgressione, un passatempo innocuo. Non ne conoscevano le controindicazioni, che si sono manifestate in tutta la loro drammaticità quando A., 16 anni, è andata in coma dopo aver sniffato uno spray per la pulizia del computer e dopo una veglia di 14 giorni da parte di amici e familiari all'Ospedale Mauriziano di Torino, è morta.
"Quella roba non doveva fare nulla" è il commento attonito degli amici, che erano con lei quel pomeriggio: economico, facilmente reperibile, lo spray utilizzato è una "non-droga", al pari di tantissimi altri prodotti in commercio (smalti per le unghie, bombolette spray, acquaragia) i cui effetti di sballo sono paragonabili però a quelli della cocaina. E idem per quanto riguarda le conseguenze fisiche, come hanno spiegato i medici commentando sul giornale "La Stampa" la vicenda torinese: "Possono modificarsi le percezioni della vista e dell'udito. Ma i danni veri sono alla mielina del cervello, ai neuroni e ai polmoni".
Sulle pagine del quotidiano torinese anche Filippo Bellavia, psicologo e responsabile del "Servizio Onda" della Asl 1 di Torino che si occupa di nuove droghe e dipendenze giovanili, ha spiegato: "Di sostanze del genere ce ne sono tantissime, ma noi possiamo lavorare solo sulla punta dell’iceberg. Non esistono dati o statistiche sul fenomeno delle sniffing drugs. Al limite arriva qualche segnalazione dagli operatori del privato sociale". Secondo Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all'Università "La Sapienza" di Roma la prevenzione dovrebbe arrivare tramite l'informazione capillare alle fasce della popolazione pre-adolescenziale. Prima, insomma, che sia troppo tardi.

 

linodigianni alle 07:41 in:
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Commenti
#1    18 Ottobre 2009 - 17:59
 
Di solito si consiglia di non opporsi di fronte ad una rapina ma il furto del futuro è l'unico per il quale mi sento di di suggerire una reazione, invece sono troppi quelli che si lasciano derubare senza nemmeno tentare la minima resistenza ed è questo che fa davvero paura.
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#2    18 Ottobre 2009 - 21:37
 
Come ho aperto il blog ho fatto un ohhhh d'esclamazione. Molto bella la foto, si respira l'aria:) Poi ho un debole per le piazze.

Poi  ho letto la poesia e il testo e mi sono rattristata molto.

Una mamma di un mio amico, molti anni fa, giovanissima, morì perchè sniffava continuamente l'acetone per le unghie e si spappolò il fegato. Così dissero tra i denti, perchè mai si comprese fino in fondo cosa accaddde. E mi parve allora una cosa assurda.
Ancora più assurda e spaventevole, questa cosa che i giovani abusino di queste sostanze. Mi si perdoni, ma io non lo sapevo, ero rimasta alla colla delle favelas brasiliane.
Io odio profondamente ogni tipo di droga, perchè amo troppo la vita e mi manda in bestia vedere che i ragazzi se la fanno portare via così.
Ci credo che la madre non si fosse accorta di nulla, spesso accade, e non è disattenzione, spesso è solo ignoranza o incredulità. Sono sempre i figli degli altri che commettono errori, sono sempre gli altri che sbagliano, i diversi...
Terribile, per tutti. Una piaga peggiore della peste bubbonica.

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#3    18 Ottobre 2009 - 22:41
 
Neanche io ne sapevo niente, Sgnapi..
E, tra le tante morti, morire in questo modo a 16 anni mi sembra inaccettabile, per tutti..qui, poi, dopo che il centro commerciale rimane lunico ambiente che possono frequentare con la testa piena di merci e mode.

Calamità ancora maggiore, perchè uccide in silenzio, l'istigazione alla anoressia, per le giovani adolescenti.


Ps. Sono contento che ti piaccia la foto della piazza centrale di Praga.Mi ricordo quando la scattai..

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#4    19 Ottobre 2009 - 14:43
 
"tutta una vita capita male" ...poi chiedersi perchè,perchè succede?

detesto i mega  centri commerciali ,le poche volte che ci sono stata mi sono sentita una "zombie" (guidata da un'entità invisibile,come in certi film di fantascienza) a comprare oggetti di cui posso benissimo fare a meno
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