martedì, 04 novembre 2008

Gorizia tu sia maledetta (MB 2,45)

       

Oh Gorizia tu sia maledetta

        La mattina del cinque di agosto

        si muovevano le truppe italiane,

        per Gorizia e le terra lontane,

        e dolente ognun si partì
     

        Sotto l'acqua che cadeva al rovescio

        grandinavano le palle nemiche.

        Su quei monti, gran valle e colline,
    (Su quei monti, colline e gran valli)

        si moriva dicendo così:
     

        "O Gorizia, tu sei maledetta

        per ogni cuore che sente coscienza.

        Dolorosa ci fu la partenza,

        e ritorno per molti non fu.
     

        O vigliacchi che voi ve ne state

        con le mogli sui letti di lana!

        Schernitori di noi carne umana,

        maledetti sarete un dì.
     

        Voi chiamate il Campo d'Onore

        questa terra da là dai confini...

        Qui si muore gridando "Assassini!",

        questa terra c'insegna a punir'.
     

        Cara moglie, che tu non mi senti,

        raccomando ai compagni vicini

        di tenermi da conto ai bambini,

        che io muoio col tuo nome nel cuor."
    (che io muoio dicendo così)
     

        Traditori signori ufficiali

        Che la guerra l'averte voluta

        Schernitori di carne venduta

        Questa guerra ci insegna così
    (Questa guerra ci insegna a punir)
         
    (O Gorizia tu sei maledetta
    per ogni cuore che sente coscienza
    dolorosa ci fu la partenza
    e il ritorno per molti non fu.)

fonte:  http://www.cimeetrincee.it/canti.htm

La battaglia di Gorizia (9-10 agosto 1916) costò, secondo dati ufficiali, la via a 1759 ufficiali e 50000 soldati circa. Fu uno dei più pazzeschi massacri di una guerra tutta pazzesca. Nacquero per l'occasione alcune canzoni popolari, una delle quali si presenta qui, tratta da due lezioni raccolte a Novara; se ne può ascoltare l'esecuzione di Sandra Mantovani in Il povero soldato 1; in Le canzoni di «Bella Ciao»; e quella dei Gufi in I Gufi cantano due secoli di Resistenza.
Una versione musicalmente diversa è stata raccolta nel Mantovano da Emilio Jona e Sergio Liberovici e pubblicata nel n. 37 (giugno 1961) della rivista Il contemporaneo (inf. Pasicrate Remagni e alcuni operai di Buzzoleto): due delle strofe sono molto simili alle nostre III e IV; l'ultima è la seguente: «Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta, / scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù». Questa versione è registrata in Canti di protesta del popolo italiano 2, nell'esecuzione di Margot. La strofetta ebbe un momento di grande celebrità in occasione della presentazione dello spettacolo «Bella Ciao» a Spoleto, quando l'intero cast venne denunciato da due ufficialetti sensibili all'onore della patria infranto (cfr. il n. 5 de Il nuovo canzoniere italiano, articolo «Bella Ciao a Spoleto»). Uno straordinario esempio di riduzione a livello popolare della canzone qui riportata è l'esecuzione di Giovanni Ceppa (Ginestra Sabina, fraz. di Monteleone Sabino, 1970) registrata nel LP La Sabina, a cura di Sandro Portelli (Dischi del Sole, DS 517/19). Un'altra canzone su Gorizia è ascoltabile nel LP del Canzoniere Internazionale Cittadini e contadini (Tu Gorizia addolorata); ricordiamo anche che la strofetta «Traditori signori ufficiali» sopra citata è stata ascoltata da Giovanna Marini sulla Musica di O Venezia.


dal libro Canzoni italiane di protesta 1794/1974, a cura di Giuseppe Vettori (Paperbacks poeti 26, Newton Compton IV ed. marzo 1976)


linodigianni alle 15:50 in: canzoni, pacifismo, 4 novembre
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