martedì, 02 dicembre 2008
Cartographies d´une anarchiste:
Luce Fabbri et l´expérience de l´exil
di
Margareth Rago

Abstract: Il saggio è dedicato alla figura di Luce Fabbri, scrittrice e militante anarchica
costretta ad abbandonare l’Italia fascista alla fine degli anni Venti. La sua esistenza da esule,
dapprima a Parigi e successivamente in Uruguay dove iniziò una nuova vita, costituisce il
punto di partenza di una riflessione sul tema della soggettività femminile in esilio. Margareth
Rago si sofferma sulla relazione tra il dolore della separazione dalla terra natale e del sentirsi
estranei nella nuova patria, con la scrittura, e in particolare con la poesia.

Si l´histoire des femmes a longtemps été marquée par des catégories de
passivité et de sédentarité, les recherches féministes révèlent que nombreuses sont
celles qui ont echappé aux impositions normatives et aux confinements dans
l´espace de la vie privée. En considérant l´histoire de vie très riche de l´écrivain et
militante anarchiste italienne Luce Fabbri, qui permet de démystifier les définitions
traditionnelles de la sédentarité des femmes, cet article propose une réflexion sur la
production de la subjectivité feminine en ce qui concerne les déplacements de
frontières.

Mamma, dammi la mano:
Mamma, son tanto stanca, son tanto stanca e voglio riposare; [...] Il mio cervello non vuol più
pensare. [...] Non trovo più nel cuore la speranza, non trovo più l’audacia di sognare. Che
m’importa il lavoro, l’ideale, che m’importa l’amore? Mamma, son stanca, ho sonno, mi fa
male [...]
Ou dans Lontana del Nido écrit un peu plus tôt:
E non ho forza e se non ho compita L’opera mia non posso mica andare, [...] Non ho nessuno
che mi dia la mano; lunga è la via. Ed io da sola non la so più fare e cado ad ogni istante. Non
posso, mamma mia, più lavorare ed il mio braccio sempre più pesante.

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linodigianni alle 06:28 in: poesie, donne, storia, anarchia
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