sabato, 21 giugno 2008

16

Un uomo giovane che nella notte porta
a spasso un cane.
Passa lento vicino
alle auto in sosta.

Pensi, forse usa il cane di copertura,
per non dare nell’occhio
e preparare i furti.
No, forse per non essere impedito dalla gente
usa la notte per addestrare il cane.

Fa accucciare e strisciare e fermarsi
a suo comando egemone.
E se non ascolta botte, cinghiate, guaiti.
Mi immagino che sia una cagna, guaisce
trattenuta e spaventata
dall’enormità che a picchiarla sia
il suo padrone, la mano che la sfama
il braccio che le dà rozze carezze.

Questo uomo venuto forse da una terra
dove ancora si uccide tagliando la gola
con il coltello, come alla vacca e al maiale,
ancora si sente bestia dentro
abitato dall’istinto di mangiarsi il pericolo.

Mi immagino la cagna con lo sguardo
stupito e teso, tra paura fuga e fedeltà
mi immagino una moglie picchiata
per necessità di dominio,per paura che i barbari arrivino ai confini.

Ecco, un mondo timido, delicato, pieno di scrupoli
e di attenzioni
si trova
affiancato
a chi ha ancora un piede
nel medioevo
prossimo venturo.

Ne sentiamo gli echi del passato
è necessario preparare granai
per gli inverni dello spirito
prossimo venturo.


© linodigianni

www.linodigianni.it

linodigianni alle 05:25 in: poesie, poesia, animali, poesie mie
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