martedì, 04 agosto 2009
Falla nella legge sulla sicurezza, materne e nidi devono denunciare i genitori

Bimbi figli di clandestini,
la beffa dell'asilo

Lorenza Pleuteri
Chiamparino: solleverò il caso all'Anci. I sindacati invitano all'obiezione
 
L'insidia, un nuovo casus belli, è nascosta nel comma 22 lettera g dell´articolo 1, criptico come gli altri. La contestata legge sulla sicurezza che entrerà in vigore tra pochi giorni, l´8 agosto, «subordina l´iscrizione di bimbi stranieri a nidi e materne all´esibizione del permesso di soggiorno da parte dei genitori». E fa rientrare dalla finestra quello che, per le scuole di grado superiore, era uscito dalla porta: «L´obbligo di denuncia degli adulti clandestini che ricade sugli incaricati di pubblico servizio», i dirigenti degli istituti che dovrebbero ospitare i più piccoli e garantire i loro diritti, i colleghi degli scongiurati presidi-spia. Le sette righe capestro della norma, passate sottotraccia in sede di discussione e di approvazione, sono state scovate, approfondite e portate polemicamente all´attenzione dal più che preoccupato assessore comunale alla politiche educative, Giuseppe Borgogno, e dal capogruppo Pd Andrea Giorgis, professore universitario di diritto costituzionale. Insieme hanno firmato una articolata lettera indirizzata al sindaco Sergio Chiamparino, chiedendogli che in qualità di presidente dell´Anci sollevi la questione e solleciti una presa di posizione ufficiale, nella direzione di una soluzione che garantisca. La risposta, attraverso l'house organ telematico del comune, è arrivata in tempo reale. La missiva «trova il sindaco pienamente d´accordo e pronto ad impegnarsi» per trovare una via d´uscita.
Il comma 22, argomentano Borgogno e Giorgis, contrasta con i principi fondamentali dell´ordinamento costituzionale, delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali. Ergo, non può essere accettato passivamente. «Perché è un dovere sacrosanto e inderogabili dei pubblici poteri promuovere e proteggere i legami familiari, quelli tra i coniugi e soprattutto quelli tra i genitori e i bambini, garantendo insieme il diritto dei più piccoli all´educazione e all´istruzione».

La legge, invece, va nella direzione contraria. E penalizza piccoli e adulti insieme. Non ne esce, argomentano gli estensori della lettera. O i genitori dei bimbi rinunceranno a iscrivere i figli a nidi e materne. O se lo faranno, perché sono i primi a sapere quanto è importante, correranno il rischio di essere denunciati e perseguiti. E saranno sempre i più piccoli a rimetterci. «Si aggraverebbe ulteriormente - insistono Borgogno e Giorgis - un fenomeno di "invisibilità" dei bambini».


E che cosa faranno gli incaricati di pubblico servizio, i dirigenti di nidi e materne comunali e statali? Paolo Iennaco, direttore dell´ufficio scolastico provinciale, ha ricevuto copia della missiva, ma ancora non si è posto il problema. «Preso da altre priorità e da altre urgenze», dice ieri sera, non ha avuto il tempo di studiarsi bene il passaggio della norma che riguarda

fonte
linodigianni alle 07:28 in: bimbi, torino, asilo, clandestini
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