giovedì, 27 dicembre 2007
Per andare incontro al nuovo anno, quattro scritture mie,
( per chi vorrà leggere) . Buoni giorni .

As You like it

Come più vi piace, sceglietevi la carta, il pacchetto
il giorno e l’ora per gli anni a venire
che la misera cosa di oggi germogli nel ricordo fino a
diventare meraviglioso albero
reti di pesci tropicali
papaveri e robinie cresciuti nella crepa di un muro.

As You like it, il sugo è “ pepiato “ tanto nel tegame
mi hanno fatto le scartellate, con mandorle e vin cotto
cannella e chiodi di garofano e invasioni arabe nella mia Puglia.

Ho comprato le lamette, riscaldato l’acqua nel pentolino
lo strofinaccio sul tavolo, comprato quella bottiglia colorata
di gingerfizz che ti piaceva, il galletto da fare ripieno.

Adesso smetti di lavorare lassù da quelle parti
onora questo Natale e vieni a trovarmi,
son stanco di portarti i fiori.
Si rovinano troppo presto.

 

Il trafficante ( di parole, di cieli, d’armi ).
(Da Le Bateau Ivre a Zanzotto, passando per Elia Malagò. )


Di quei versi sulfurei, grondanti albe soleil levant
con colori cantanti e battelli ebbri dal furore
impavido,
mi intinsi, ardente calamo, santone di nessuno
con ipnotico carme scese il verso,uncinandomi.
Finì col taglio della gamba di Arthur, con la vendita
delle armi, il traffico di schiavi
tacque la lama intinta nell’assenzio, spente onde urla febbri.

Del colloquiare attonito, clown che recupera il gattonare
le atmosfere tirate a freddo i lucernari alla De Chirico
l’urlo di Munch e il jubox  all’idrogeno.
La lallazione, il bambino e la Standa, il dopo-bomba.

 

E alla fine uno scendere laico nel gorgo
un raccogliere schiere di viandanti improbabili
un aspettando Godot con la recitazione
in togliere di Eduardo, una Pitela da tramandare.

Con parole come pietre il cui suono cerco
con gesti che sembrano cenni d’intesa
un volo, un taglio uno scatto. Una premura
 Mio il mestolo colabrodo
bastone rabdomante,
per le vene segrete, le mappe, e i custodi dell’acqua.

 

The Almost Moon

Masticò la foglia, 
sporcandosi le dita
ombre in attesa,
 il grillo- talpa al lavoro.

La ragazza tirò sassi per i cerchi
le cicale e il vento,

tirò sassi che potessero passare
a pelo dell’acqua
rispuntare nel mezzo dei suoi anni
indicare il verso da seguire
il tappeto da filare,
un sorriso da imbastire, lì per li.

Potergli fare l’orlo, alla vita,

rimboccargli le maniche

e tenersela buona

Mentre il treno correva

Sul ponte, e nell’acqua, quasi luna .

 Le Noci di Satie

Hai trangugiato un’onda, con un cucchiaio vecchio

C’era bassa marea, sabbia fine , niente vento.

Ti ho tenuto la schiena, la parete era morbida, torrone fuso
hai usato il tovagliolo, è caduta la sera, due avanzi di stella.

Tra un albero e l’altro una fila di picccoli passi e un cane
che abbaia: si è spostata un po’ l’aria, visto nessuno, ma chissà.

Nella ciotola bella, nel di dentro del vetro della finestra che vedo
il vin cotto si scioglie in quella neve raccolta.


Mentre io cerco risposte

nel più verde e più bianco del tuo melograno

canta il merlo importato
àncora, mozzo delle memorie.

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altre mie scritture qui

qui due raccolte                 
pubblicate su Feaciedizioni

linodigianni alle 07:54 in: poesie, poesia, auguri, poesie mie, scrittura
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venerdì, 21 dicembre 2007


Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo,
sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

E' così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

E' troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
Mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo
Tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare
Ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.

L'inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare
Dove, quando e perché Ho permesso che aprissero
Questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso
noi la chiamiamo anima.
E questa è l'unica voce
Che manchi all'inventario.

Wislawa Szymborska



Auguri di buoni giorni


consigli di lettura: 
          Cormac McCarthy
La strada Einaudi


         
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita.
Un libro di dialoghi rarefatti e asincroni, tra aspettando godot e le bateau ivre di Rimbaud.
Per chi soffre di stress natalizio, 13 pagine prima dei pasti..
linodigianni alle 18:57 in: poesie, poesia, auguri
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