lunedì, 20 ottobre 2008

Un anello con una pietra di granato
color topazio, se lo girava tra le dita
chè ormai le stava largo
come difficile era diventato quell’incrocio
a piedi, o la borsa della spesa, piena, al
quarto suo piano.

Comprar la carne e insieme le notizie,

si usava una volta, sapeva bene.
Ora una fila disinfettata,
spingi un carrello, ha la tessera?

Quella giacca, vedevo solo quella
di madama B*, e la sua crocchia.
Del marito, rare figure, lavoro
lontano, arriva a sera.

Chi poteva immaginarla
la morte nei panni da lavare,

quella polvere bianca nella cava
d’amianto, in quel di Balangero.

Paese che ci avevi fatto
visitare con un moto d’orgoglio
e invece un gruppo di assassini, sapendo,
aveva taciuto sul pericolo
di quel lavoro :
una morte
che ti mangiava le ossa,
seduta alla tua tavola.

 

 

© Lino Di Gianni
linodigianni alle 10:46 in: poesie, poesia, scrivere, poesie mie, scrittura, amianto, cancro, balangero
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