La prima cosa che mi viene in mente da dire: è che il libro di Lino di Gianni suddiviso in tre momenti, fa parte di quella piccola editoria dove si sente immediatamente già dalle prime righe, un narrare prezioso tra incanto e...
Lotte operaie in bicicletta
Carlin non legge romanzi. Non ne ha il tempo, nè la voglia.Perchè ingannano, non parlano mai della vita vera.
Per qualcuno che avesse la voglia di leggere Carlin e Galiano ( con nomi cambiati) e altri brevi
Il prezzo è quello minimo che chiede il sito ilmiolibro.it per i costi di stampa.
Insomma..è arrivato oggi, dopo che andava avanti e indietro col corriere da Novembre.
Una sola copia.:-) http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=77931
«Carlìn non legge romanzi. Non ne ha né il tempo, né la voglia. Perché ingannano, non parlano mai della vita vera. Sono solo un’evasione, e noi dobbiamo cambiare lo stato di cose presenti, non evitarle.
Un romanzo che parlasse del tuo dormire male, per i pensieri, per il mal di stomaco..continua
In tanti anni che ci conosciamo
non era mai successo che Carlin, il personaggio
del mio racconto
mi chiamasse al telefono
per convocarmi la sera stessa, alle 20, a cena a casa sua.
Lo stesso giorno che il racconto
veniva pubblicato sul sito www.orasesta.it non si capisce per quale avvertenza misteriosa
lui mi telefonava.
Io so che lui non è pratico di computer
(a febbraio dell'anno prossimo farà 70 anni)
ma arrivato a casa sua, lunedi sera
ho visto sul divano il racconto di Carlin.
Carlin mi dice sei arrivato prima
adesso cucino il pollo al curry.
Poi dopo mezz'ora , mentre io sono sulle spine
dice: Ho letto il racconto di Carlin, e....ps. ( il racconto su Galiano invece
è stato tolto da ogni sito visibile
e invisibile
per esaudire la richiesta dei protagonisti che;
contenti e commossi,
non volevano pero' correre il rischio di
vedere arrivare a casa personaggi
non molto controllabili.
Anche sè Internet è una
ragnatela grande come il mondo
i paesi delle storie sono sempre molto piccoli
e si conoscono tutti.
Il cane Adolf ringrazia tutti quelli
che gli hanno spedito una cartolina
con dei biscotti - che lui sta
ancora cercando di sgranocchiare
il 25 aprile, nel 40° della Liberazione, Carlin aveva preso la penna in mano, e si era deciso a scrivere al "Direttore del personale - Fiat Auto Spa - Settore energia - Mirafiori": "Egr. Signor Direttore - diceva la breve lettera, parafrasando esattamente il testo con cui l'azienda usa comunicare il licenziamento ai dipendenti - considerato che l'art. 25 del Contratto nazionale di lavoro, 1 sett. 1983, stabilisce che "le dimissioni del lavoratore possono aver luogo in qualsiasi giorno della settimana" con un preavviso (nel mio caso) di 12 giorni lavorativi, scelgo questo giorno, storicamente e politicamente significativo, per comunicarVi che non intendo proseguire il mio rapporto di lavoro con codesta Ditta; cioè che intendo ritornare in possesso della mia libertà. Applicando il coefficiente 1,2 come da Contratto, la mia permanenza in Fiat dovrebbe terminare, salvo errori, il giorno 8 maggio (data, peraltro, essa pure significativa). Vi invito pertanto, entro tale data, a dar corso alle procedure relative a tutte le mie spettanze. Distinti saluti.
Carlin sarà l'unico a licenziarsi senza prendere una lira di buonuscita incentivata, quella che per 9 avanguardie era arrivata fino a 900 milioni di lire, pur di farli uscire dalla Fiat
Oggi Carlin vive con i soldi di una modesta pensione e con quelli che ricava
dalla sua vita di artista. Probabilmente è venuto nella vostra città, con una mostra
dei suoi pupazzi di gomma piuma, con testi di Benni e Altan che ha fatto conoscere
e con i quali ha realizzato il libro di Babonzo
Una delle esperienze più brutte fu durante la lotta dell’occupazione della Fiat nel 1980.
Non subito,, dopo un po’ dei 35 giorni della lotta alla Fiat.
La lotta partita di slancio prevedeva gruppi di operai, che insieme ai delegati occupavano tutte le porte dei cancelli di Mirafiori. Un presidio simbolico. Per dire, siamo qui – tutto bloccato.
C’era anche un pullmann in disuso che era attrezzato come campo base, per incontri e comunicazioni. Le cooperative emiliane, in segno di solidarietà mandavano su pacchi di pasta e di frutta in quantità. La sera qualcuno organizzava una chitarra e qualche canzone a mezza voce, mentre i drappi rossi con il faccione di Marx sventolava ad ogni porta. era stato carlin ,a ncora una volta a dare segno di rivoluzione sottotraccia
Ricordo l’emozione di accompagnare la sorella del Che in giro per le porte, mentre recava un messaggio di solidarietà personale.
Ma poi qualcosa cambio': come un branco col profilo dei lupi, a 50 metri di fronte a noi, che eravamo in 10 alle porte, cominciarono a rudunarsi 50, 100 impiegati e operai che volevano entrare, e aspettavano il momento buono per sfondare il picchetto. Qualcuno scavalcando nella notte il muretto alto due metri, a volte veniva tirato giu e portato nel gruppo per svergognarlo.
(fa parte di un racconto chiamato
Carlin, lotte operaie in bicicletta) tutte le parti qui www.carlin.splinder.com
12. Il mondo, visto attraverso una chiave inglese.
Carlin non legge romanzi. Non ne ha né il tempo, né la voglia. Perché ingannano, non parlano mai della vita vera. Sono solo un’evasione, e noi dobbiamo cambiare lo stato di cose presenti, non evitarle. Un romanzo che parlasse del tuo dormire male, per i pensieri, per il mal di stomaco, per i reumatismi. E il mal di stomaco: non per il mangiare male, no. Ma per i sindacalisti, per gli uomini del Pci in fabbrica, i pompieri. Che arrivano a far votare un accordo e poi, di fronte alla marea di braccia che si alzano per respingerlo, dicono “ Approvato” e non c’è santo che tenga, il giorno dopo sui giornali: “ Mirafiori, gli operai sostengono il sindacato” Carlin non legge romanzi “ d’amore”. Non parlano mai di tutte le fatiche che una donna deve fare per essere all’altezza, per lavorare, tenere una casa, tirare su i figli, e magari essere piacente, istruita, aggiornata. I libri non ti parlano mai delle angosce per il mutuo da pagare, avvoltoio che aleggia sui magri campi dei nostri grani. Dell’essere sempre in ritardo, della paura che succeda qualcosa a tua figlia, degli esami medici dei tuoi genitori, di tua madre anziana che non ci sta più con la testa, di tua sorella che all’improvviso non cammina più, e devi accompagnarla in carrozzella agli esami. Della vicina marocchina che gentile ti porta ad assaggiare il suo pane arabo, e ti fa capire che lei vorrebbe imparare l’italiano, ma non c’ha tempo. Nei libri, mai che parlino della vita di Carlin, in questo condominio del cazzo, dove gli bruciano sempre il sellino della sua bicicletta, col mozzicone, quando non gli fregano le ruote.
(fa parte di un racconto chiamato
Carlin, lotte operaie in bicicletta) tutte le parti qui www.carlin.splinder.com
Quando Carlin ti fa vedere un filmato sui cortei operai,
ti viene la depressione.
Te li indica col dito, e ti dice questo è morto
di questo, questo suicidato, questo di depressione.
Questo il lato brutto del conoscere, di vista, tante persone.
La cosa bella, invece, sono le storie che rimangono dopo la mareggiata.
Il tempo, in quegli anni, non scorreva. Saltava.
Era un ranocchio che rideva, ti svegliavi e avevi un anno in più.
D’estate, In campeggio libero sotto l’agrumeto del compagno calabrese.
Gruppi da Roma e da Torino. Al mattino, non sapevi mai chi sarebbe uscito dalle tende.
Peppino, andato con la compagna fissa, disse qua ognuno è libero, mica siam borghesi, ecc ecc.
Naturalmente tutti ebbero giri pazzeschi, compresa la sua compagna con un romano gagliardo.
Tutti, tranne Peppino, solo in tenda e ingombrante.
Carlin e Peppino presero la 500 e tornarono al Nord, alla lotta di classe.
Poi venne il tempo che a tutte le donne dei gruppi politici fiorirono le gonne e spuntarono gli zoccoli neri, magari olandesi. Tutte si riunivano nei gruppi di auto coscienza e i maschi come Peppino si sentivano sotto processo,, come i “ ravanelli, rossi fuori- bianchi dentro).
Il periodo non era dei migliori, si andava dallo Scum, l’eliminazione violenta del maschio
a quelle che si sentivano omo-emozionali, cioè provavano emozioni solo nel vissuto con le altre donne/ sorelle. Il maschio, nel frattempo, diventava patetico.
Improvvisamente, tutti sentirono l’ondata esplosiva del tornare a occuparsi delle proprie emozioni.
La politica, le lotte, la società diventavano palle al piede.
Molti si persero nella droga, nella lotta armata.
I piu pensarono a rientrare in società per fare soldi e carrierismo.
Alcuni, lontani da qualsiasi forma di potere, accettarono il fallimento.
E, per vivere, cominciarono a condividere, con le fasce emarginate, la ricerca di senso.
(fa parte di un racconto chiamato
Carlin, lotte operaie in bicicletta)
Forse era un coordinamento di studenti delle superiori,
che si trovavano lì perché allora
bastava entrare a a Palazzo nuovo e
avere una aula magna a disposizione.
Ricordo che chiesi alla ragazza vicino a me,
se aveva voglia di venire al cinema.
Disse che aveva un impegno. Accettò invece la sua amica.
C’era ancora l’Eridano d’essai in corso Casale. Vicino il Po.
Il film era Alice’ Restaurant con Arlo Guthrie.
Vicino, nel dopo cine, il lungo Po
pieno di pulviscolo bagnato, acqua grigia,
ma per noi era Il lungo Senna.
Lei mi raccontò che aveva dormito
qualche notte sulle panchine, nei giardini vicino a casa.
Aveva gli occhi verdi, le piacevano De Andrè e Pavese,
e quando muoveva la gamba sinistra, per portarla avanti,
sembrava levitasse. Io la tenevo per un filo.”
Raccontava Peppino, raccontava sorridendo a Carlin,
di quando il giono dopo si era presentato
all’Imbarcadero del Po con la camicia a fiori, gli scarponi da basket bianchi,
chitarra ,giaccone rosso e birra.
Carlin, quando era stato anarchico, o forse lo era sempre rimasto.
Quando aveva fatto i corsi di teatro, fai il sasso che rotola.
L’operaio Carlin Dragotti, quando aveva fatto i corsi artificiere, al militare.
Giù la testa, miccia corta, eh?
(fa parte di un racconto chiamato
Carlin, lotte operaie in bicicletta)
Ti ricordi, Peppino, di quel bar in centro,
che giravi in Via Po, poi facevi 50 metri,
salivi quattro scalini (cosi si chiamava)e ti trovavi
in un bar dove si beveva tocai nei quartini, si mangiavano uova sode
e panini con peperoni e... - Continua a leggere
(fa parte di un racconto chiamato
Carlin, lotte operaie in bicicletta)