martedì, 11 novembre 2008



Per anni Serafino è entrato in fabbrica,
alla Eternit di Casale, e respirava amianto,
mangiava amianto, beveva amianto.

E covava una parola come una gallina
l’uovo della morte: Mesotelioma.

Oh, certo che non sapeva, mio suocero
dicono che è morto di tumore ai polmoni
ma io lo so, io l’ho visto miomarito suo figlio.

Morire dello stesso male.
Serafino mio suocero, era diventato tutto gonfio,
è morto soffocato.
Un male a quei tempi senza nome.
Solo che lui è morto a 78 anni, nel 1998
mio marito Carlo a 46 anni, nel 1995.

E per forza che aveva preso, quel lavoro.
Non c’era altro, per vivere.
Centinaia d’operai, avevano quel lavoro.

Mio suocero così contento che era andato
in pellegrinaggio alla Madonna di Crea.

In due anni diagnosi e morte di mio marito
cancro di amianto.
Una morte che non augurerei
nemmeno alle bestie.
Ma i padroni sapevano. E anche i dottori
che dicevano tutto bene, tutto bene.

Son morte anche delle mogli
che lavavano le tute, capisci?
Anche il nostro testimone di nozze, sindacalista
è morto di quello, lo sapevi? 1646 morti finora!

E la fabbrica generosa regalava gli avanzi
della lavorazione e gli operai
si portavano la morte a casa
la morte a casa.

 

Adesso lo svizzero che fa il filantropo
e l’ecologista offre ad alcuni soldi per indennizzo,
l’altro padrone, il barone belga, nemmeno parla.

Anche il padrone svizzero

metterei sotto il cemento , quello dove hanno coperto
e sigillato il piazzale della fabbrica.

 

(dalle parole di Marianna, vedova di Eternit, pubblicate su repubblica cronaca di Torino 11 nov 2008
il gruppo di sostegno chiede Giustizia, Ricerca, Bonifica

© Lino Di Gianni

Un anello con una pietra di granato
color topazio, se lo girava tra le dita
chè ormai le stava largo
come difficile era diventato quell’incrocio
a piedi, o la borsa della spesa, piena, al
quarto suo piano.

Comprar la carne e insieme le notizie,

si usava una volta, sapeva bene.
Ora una fila disinfettata,
spingi un carrello, ha la tessera?

Quella giacca, vedevo solo quella
di madama B*, e la sua crocchia.
Del marito, rare figure, lavoro
lontano, arriva a sera.

Chi poteva immaginarla
la morte nei panni da lavare,

quella polvere bianca nella cava
d’amianto, in quel di Balangero.

In quel paese che ci avevi fatto
visitare con un moto d’orgoglio
un gruppo di assassini, sapendo,
aveva taciuto sul pericolo di quel lavoro
per una morte
che ti mangiava le ossa,
seduta alla tua tavola.

(  madame B abitava al piano sotto il mio)
© Lino Di Gianni


Amianto: l'urlo silenzioso di Casale che chiede giustizia e ricerca - In duemila alla fiaccolata

Casale Monferrato - 10/11/2008

«Quanti siamo?». «Un mare». A pensare quanti lutti e quante lacrime, quante vite e quante famiglie distrutte ci siano dietro a tutte queste fiaccole, ti vengono i brividi addosso. Guai a parlare di successo della manifestazione: perché dietro questa vasta partecipazione popolare c’è una strage senza fine.

E questo corteo composto e commosso rappresenta solo l’urlo silenzioso di una città, di un territorio che piange più di 1500 morti da amianto,

Ora Eternit vuole risarcire le vittime

Repubblica — 17 ottobre 2008   pagina 11   sezione: TORINO

MISTER ETERNIT - il re svizzero dell' amianto, nella sua seconda vita diventato filantropo e promotore di attività ecocompatibili - ha capito che l' inchiesta della procura di Torino non sarà una bolla di sapone. Duemila e passa morti tra i lavoratori delle fabbriche, i familiari e gli abitanti di Cavagnolo, Casale, Bagnoli, Rubiera. Centinaia di persone devastate dal cancro, senza prospettive di guarigione. Duecentomila pagine di documenti a supporto delle accuse di disastro colposo e omissione volontaria di cautele. Continua a negare, Stephen Schimdheiny, «l' esistenza di qualsivoglia responsabilità in capo alle aziende del gruppo e ai manager per le malattie da esposizione che si sono manifestate». Ma a una settimana dalla richieste di rinvio a giudizio presentate dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, contro di lui e contro il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier, Mister Eternit prova a rigiocare la carta degli indennizzi. Offre soldi, puntando sulla nuova immagine. Disorienta. L' impegno a risarcire le vittime dell' amianto - spiega da Roma l' avvocato che lo rappresenta, Astolfo Di Amato - è «l' espressione di un sentimento di solidarietà in linea con lo spirito filantropico e la sensibilità sociale del mio assistito». L' offerta non è collettiva, come quella che l' anno scorso venne respinta al mittente con indignazione, perché legata a condizioni capestro. «Riguarda coloro che hanno lavorato dal primo gennaio 1973, quando la multinazionale svizzera ha assunto il controllo delle filiali italiane, al 4 giugno 1986, data del fallimento». Gli operai morti e i parenti di quelli uccisi dall' amianto - per residenti e operatori di ditte esterne nulla pare previsto - singolarmente potranno decidere se aderire o no, presentando istanza. «La somma complessiva da erogare - precisa l' avvocato Di Amato - dipenderà dal numero di richieste e dall' esame della documentazione presentata. La previsione di massima è di alcune decine di milioni di euro. I tempi di pagamento verranno di conseguenza. Siamo in grado di vagliare cento istanze al trimestre». Per la liquidazione degli indennizzi, in capo alla società Becon Ag, Mister Eternit «chiede la collaborazione dell' associazione dei familiari delle vittime di Casale». Non sarà facile averla. Il leader del comitato blandito, Bruno Pesce, è diffidente, scettico. «La proposta è unilaterale. Non è stata discussa con noi, non è frutto di trattative. Aspetto di capire quali siano le clausole. Temo che il sistema sia quello adottato in Svizzera e in Belgio. Hanno offerto qualche migliaia o qualche decina di migliaia di euro a testa, per bloccare le cause. Qui non è possibile. L' inchiesta va avanti, comunque. E siamo convinti che si arriverà al rinvio a giudizio e al processo. Noi ci saremo, fino alla fine». Gli associati a novembre si riuniranno in assemblea. Valuteranno l' offerta, si confronteranno, sceglieranno. «La proposta del signor Schimdheiny - continua Pesce - non mi sembra disinteressata né filantropica. Vorrà una contropartita, credo. Imporrà a chi accetterà i soldi di rinunciare alla costituzione di parte civile». «è una offerta parziale, che però presenta motivi di interesse - commenta l' avvocato Sergio Bonetto, legale delle parti lese - Può aderire chi vuole, chi non accetta resterà nel processo. Per le altre vittime, come i privati cittadini, però non è previsto nulla. E questo ci lascia perplessi». - LORENZA PLEUTERI

linodigianni alle 09:48 in: poesie, poesia, poesie mie, omicidi, cancro, operai, casale, eternit
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)