martedì, 14 ottobre 2008
postato da danielaelle in racconti, notizie, scrittura, ultimi nati, corto si può fareP.link
Corto si può fare: dalla rete alla carta

Pe7376929d5666b259940b6c476cea337d.jpgnsavate che ci fossimo dimenticate, eh? Si è invece lavorato ai fianchi del bravo e illuminato Editore Guido Leotta di Moby Dick che ha scelto 31 racconti dalla nostra iniziativa  “Corto si può fare” e, udite udite, saranno pubblicati per la rivista Editoriale TRATTI , nel numero TRATTI D’AUTUNNO.
Io e Daniela abbiamo già avvertito tutti gli autori via mail, c
 
Per quanto riguarda la prenotazione della rivista, chiunque sia interessato, può prendere contatto a questo indirizzo mail e prenotarla

Ora che l’annuncio è ufficiale, potete - e possiamo - esserne soddisfatti!

Vostre 
Barbara & Daniela
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Questo sopra, era il comunicato di luglio delle autrici del blog su cui
si è svolto il concorso " Corto si puo fare"

Ora, è uscita il numero di Autunno della rivista Tratti su cui sono pubblicati i trentun racconti scelti.
Uno dei brevissimi racconti pubblicati è il mio. (In 1800 battute, come prevedeva il bando)
C'è anche un racconto  bello di Zena/ Colfavoredellenebbie

Ringrazio le autrici e la casa editrice
Qui si puo' vedere la copertina

linodigianni alle 06:23 in: racconti, concorsi, scrittura, racconti miei
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domenica, 20 gennaio 2008



Si conclude con L’antologia dei vincitori e dei finalisti    la prima Edizione del Concorso di poesia “Un fiore di parola” dedicato a Martina Pluchino, mia figlia, e Federica Zagni, figlia di Morena Fanti, rispettivamente di 18 e 24 anni, vittime della strada.

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La giura era composta, oltre che dalla scrittrice Morena Fanti con funzioni di presidente, da Alessandra Pigliaru, Daniela Raimondi, Dominica Villa Balbinot, Elisabetta Bucciarelli, Erminia Daeder, Lucetta Frisa, Margherita Gadenz, Margherita Rimi, Maria Gisella Catuogno, Maria Pina Ciancio, Marina Raccanelli, Sandra Palombo, Silva Bettuzzi, tutte poetesse e scrittrici stimate e conosciute. Data la grande e inaspettata quantità di testi pervenuti, 725, si è ritenuto opportuno votare ad eliminazione. Hanno superato questa fase 274 poesie che dopo ulteriori selezioni si sono ridotte alle 43 opere che presentiamo in questa antologia. Nell’ultima fase si è votato per la designazione dei due vincitori.

Grazie alle curatrici del concorso di aver indetto un premio
senza fotocopie, tasse, premiazioni pubbliche. Grazie per la fatica delle selezioni.
Complimenti ai vincitori.
Complimenti a tutti i partecipanti.
Grazie per l' aver scelto anche un mio scritto. ( "Allora, anche)

Scarica l’antologia

Allora, anche


Allora, anche.
Pensavo arrivasse con gradualità,
annunciandosi.
Come saluti prima di una partenza,
cenni discreti di tacite intese
per lunghe comunanze.

Allora, anche.
E che portasse poi, insieme alle cose brutte, almeno
qualche credibile equidistanza.
O, almeno, una serena sapidità.
E invece, uggiolo, cagnetto fastidioso
che tenta l’azzanno a polpacci a tiro.
In affanno, con carenza d’aria.
Stordito a sera,
incupito e sfranto,
mi scopro spesso a covar rinunce.
Di fronte a me il Tempo,
uno straniero,
di lingua sconosciuta.

Allora, anche.
Imparo il flauto,
riguardo i libri.
Pensavo la poesia fosse
passero che zampetta.
Invece mi hai insegnato a sbozzare
il legno, nominare foglie e
inseguire le nervature,
per inventarti.
 

linodigianni alle 08:08 in: poesie, poesia, news, poesie mie, concorsi
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venerdì, 18 gennaio 2008
grazie per aver scelto questa ministoria in 10 righe e averla pubblicata

la potete leggere qui

il racconto di lino di gianni

 

IO E' UN ALTRO


di

Lino Di Gianni


Ero dentro l’aula magna di Magistero, a Palazzo Nuovo di Torino.
Ero dentro un’assemblea, ho chiesto se veniva al cinema, davano “Alice’s Restaurant”. Io non posso, ma la mia amica sì.
Ero sul Po, insieme a lei, scarpe bianche, camicia a fiori.
Poi ero dentro una soffitta, in via San Donato, e si vedeva il campanile. Ed era sabato, e c’era il corteo, contro 600 denunciati a Torino e c’era il famoso questore Voria. E quello sarà l’unico corteo mai partito, caricato da fermi in piazza Vittorio.
E siamo scappati, a piedi, fino all’altro capo della città.
Lei aveva i capelli corti, i pantaloni di velluto, aveva dormito una notte sulle panchine sotto casa sua per sentirsi tra Sartre e De Andrè. Io leggevo Pavese, e Urlo di Allen Ginsberg e Proletari senza Rivoluzione. Sentivamo gli elicotteri, camminavamo.
E dopo un po’ ero dentro il cellulare della polizia, picchiato e arrestato insieme a lei e dopo un po’ eravamo in questura fino alla sera.
Sì, alla sera ci lasciarono andare, lei denunciata per resistenza e oltraggio. E ci trovammo dentro una paura che ci legò lo stomaco a un albero e per uscire cercammo la strada dentro le tane, per rinvenire le mappe e trovare le vene d’acqua.
E mi trovai dentro quella stessa soffitta, con lei e la febbre alta per il dopo aborto clandestino, i soldi raccolti a scuola con una colletta da una professoressa democratica, passai due estati per restituirli.
Finita la scuola lei andò a fare la baby sitter io mi iscrissi a un’organizzazione politica della sinistra extra-parlamentare.
Quando ci lasciammo, lei disse che non avrebbe voluto uscire dalla pancia della madre.
Io ero dentro al movimento degli studenti, degli operai.
Io ero dentro a Mirafiori. Io ero dentro alle classi dei bambini.
Io... è un altro.
  

linodigianni alle 14:28 in: concorsi, scrittura
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